lunedì 31 maggio 2010

Foto Crotone


PANORAMA DI CROTONE

domenica 30 maggio 2010

Il barone Drammis Cavaliere e Ufficiale dell’Ordine Mauriziano di Torino



A sinistra e a destra, la croce e lo Stemma dei Santi Maurizio e Lazzaro.


Con parere favorevole del re, il barone Salvatore Drammis, da tempo impegnato nella lotta al brigantaggio, ebbe varie onorificenze. Nel 1861 risulta in un elenco di Dignitari e Funzionari nominati dal Governo Italiano: come si può vedere a pagina 422 sull’opera Italy under Victor Emmanuel, pubblicata a Londra nel 1862 dal patriota Carlo Arrivabene.

Lo nominarono Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, in data 28 maggio 1863 (matricola 7649, protocollo 2344), su proposta del Ministero dell’Agricoltura.

Fu nominato Ufficiale in data 21 febbraio 1864, (matricola 1663, protocollo 3107), su proposta del Ministero dell’Interno che aveva all’epoca la sede a Torino. Di seguito riporto solo alcuni dei documenti che attestano le onorificenze, conservati nel fascicolo del Ministero dell’Interno.


Torino, 21 febbraio 1864.

Vittorio Emanuele II, per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia e Generale Gran Maestro della Sacra Religione ed Ordine Militare Maurizio e Lazzaro.

Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell’Interno, in seguito a deliberazione presa in Consiglio dei Ministri ed in considerazione di particolari benemerenze, abbiamo nominato e nominiamo il Barone Salvatore Drammis Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, con facoltà di fregiarsi della decorazione stabilita negli Statuti pel grado equestre di cui è insignito.

Il Nostro Primo Segretario del Gran Magistero è incaricato dell’esecuzione del presente Decreto, il quale sarà registrato al Controllo Generale dell’Ordine Mauriziano.


Pochi giorni dopo ci fu la risposta di ringraziamento del Barone Drammis.


Scandale 15 marzo 1864.

All’Eccellentissimo Ministro dell’Interno. Torino.

Eccellentissimo Signor Ministro.

La nomina ad Ufficiale della Sacra Religione ed Ordine Militare Maurizio e Lazzaro, di cui piacque a Sua Maestà fregiarmi di esso Sua proposta, mi chiami al grado ed onorevole dovere, di ringraziare L’Eccellenza Sua sentitamente dell’alto onore procuratomi e nel contempo ardisco pregarla che se non mi è dato poter di persona umiliare i miei sensi di devozione a Sua Maestà, si benigni Ella almeno far giungere al nostro amatissimo Sovrano i sentimenti di un Suddito, che se non vanta altra virtù cittadina, possiede eminentemente quella di adorare il Suo Re, di un culto e di una Religione portati al Fanatismo.

Gradisca di grazia, la mia profonda Stima e riconoscenza, credendomi.

Di Lei.-Devotissimo. Affettuosissimo. Salvatore Drammis.


Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Ordini Cavallereschi Nazionali, Barone Salvatore Drammis, busta n°19, fasc. n°907.


venerdì 28 maggio 2010

Foto Santa Severina

Piazza Campo. Nella foto sotto la Cupola bizantina della chiesa di Santa Filomena.




giovedì 27 maggio 2010

REFERENDUM su Monarchia o Repubblica a Scandale nel 1946.

Foto di gruppo in una Sezione elettorale di Scandale alle ultime elezioni (blog By Ros).



REFERENDUM del 1946


MONARCHIA……………………………………… voti 465

REPUBBLICA……………………………………. .voti 571

Non valide 58


ASEMBLEA COSTITUENTE


ELETTORI 1187……………………VOTANTI 1094……………………NON VALIDI 153


Partito Repubblicano Italiano …...........................355

BNL…………………………………........................... ..397

PCI……………………………………......................... ..17

P.C Int. ………………………………....................... ...14

Partito d’Azione ……………………...........................23

P. LAB. IT……………………………...........................11

Democrazia Cristiana……………….........................23

UDN………………………………….............................39

Uomo Qualunque…………………...........................23

MUI……………………………………...........................6

CRP……………………………………...........................7


Dati pubblicati dallo storico Gustavo Valente a pagina 993 del Dizionario dei luoghi della Calabria, Edizioni FRAMA Sud, Chiaravalle Centrale, 1973.


mercoledì 26 maggio 2010

Il Codice Purpureo di Rossano


Uno dei tesori della Calabria è il Codex Purpureus Rossanensis: il Codice Purpureo di Rossano Calabro, risalente al VI - VII secolo. Si tratta di una preziosissima pergamena di ben 376 pagine (188 fogli) che contiene un antichissimo Evangeliario greco, scritto con caratteri in oro e argento, illustrato da 16 stupende miniature sulla vita di Cristo. Questo documento, unico nel suo genere, riporta in lingua greca il Vangelo di Matteo e quello di Marco fino al cap. XVI. Giunse a Rossano tra il IX e il X secolo, forse portato da qualche monaco in fuga dall’oriente. Secondo un’altra ipotesi, il Codex pervenne alla cattedrale di Rossano a seguito di un dono di un nobile bizantino. Il nome Purpureo deriva dal colore rosso della pergamena usata. Considerato il più alto esempio di codice greco miniato, tra quelli esistenti al mondo, il documento conserva 188 dei 400 fogli originari. Nascosto per secoli nella sacrestia della Cattedrale, fu trovato nel 1879 da Oskar von Gebbardt e Adolf Harnach e subito pubblicato.




martedì 25 maggio 2010

Articolo sul gemellaggio Scandale – St. Georgen del 2000

Questa foto di gruppo è stata pubblicata dal sito di Area locale.


Il gemellaggio tra le due cittadine festeggia il decimo anniversario.

“SCANDALE – Sud Italia. Un piccolo centro della provincia di Crotone. Non c’è casa dove non si parli un po’ di tedesco.

Nord Europa. Germania. Nella Foresta Nera si trova St. Georgen. Una cittadina industriale dove non c’è casa nella quale non si parli un po’ di dialetto di Scandale.

Una curiosità linguistica, questa, frutto dell’emigrazione degli anni Settanta, ma anche di un’amicizia tra le due cittadine che dura almeno da dieci anni. Ricorre, infatti, proprio nel 2000 il decimo anniversario del gemellaggio tra Scandale – St. Georgen.

In occasione di questo anniversario sono previste una serie di iniziative che prenderanno il via il 23 giugno prossimo con l’arrivo a Scandale di una rappresentanza di St. Georgen e guidata dall’attuale sindaco ma nella quale sarà presente anche il borgomastro che dieci anni fa siglò il gemellaggio con Scandale. Era il 1990 e a St. Georgen si trovavano circa 600 scandalesi. Da quel giorno tra le due comunità è nata un’amicizia che ha superato ogni confine politico e generazionale. Basterebbe pensare che l’attuale primo cittadino di Scandale, Antonio Barberio, ha i genitori che vivono proprio nella cittadina tedesca ed è testimone diretto dell’integrazione tra i due popoli, tanto che ogni anno, a dicembre, da Scandale parte una comitiva che porta i regali della festa di San Nicolas per i bambini di St. Georgen: “I nostri emigrati – dice proprio il sindaco di Scandale – e la gente di St. Georgen si sono integrati a meraviglia e il gemellaggio tra i due comuni, è stato, dieci anni fa, la logica conseguenza di una amicizia e di una cultura dell’ospitalità comune ai due popoli”.

Per il decimo compleanno del gemellaggio Scandale accoglierà gli ospiti tedeschi con una serie di iniziative che prevedono gite guidate nei siti di interesse artistico e culturale della provincia, un dibattito sul problema della disoccupazione e sull’utilizzo delle risorse tecnologiche per cercare di fargli fronte (previsto per il 24 giugno) che sarà il punto di partenza di un progetto, finanziato dalla Comunità europea per cercare di attirare forze imprenditoriali tedesche (nella comitiva ci saranno anche operatori economici) per investire nella provincia”.


Articolo di Giuseppe Pipita su Il Crotonese di venerdì 2 giugno 2000.


lunedì 24 maggio 2010

Il teatro di Catanzaro

Il teatro Politeama di Catanzaro


domenica 23 maggio 2010

Scandale Gaudioso

Panorama di Scandale


L'attuale Scandale è stata fondata nel 1555 dal conte Galeotto Carafa di Santa Severina sulla collina che era popolarmente conosciuta col nome di Gaudioso (letteralmente “collina gaudiosa” sui documenti del Cinquecento) e che noi chiamiamo la Pietà, ma che in realtà sugli Atti notarili ufficiali si chiamava “Difesa delli Chianetti” e comprendeva tutta la zona alta del paese: la parte bassa fino alla Difesa si chiamava “Difesa delli Chiattrelli”. Il primo palazzo ancora esistente costruito su questa “collina gaudiosa”, si può identificare nella signorile casa della defunta Angela Catanzaro. I suoi abitanti godevano di tutti i privilegi, le immunità e le giurisdizioni contenuti nei diciannove capitoli concessi nel 1555 al tempo della fondazione del Casale. Secondo la documentazione del tesoriere di Calabria Ultra, Turino Ravaschieri, nel 1561 in questo paese, che noi conosciamo come Scandale Gaudioso, vi abitavano 25 famiglie Albanesi e una sola italiana. Dalla sua fondazione entrò a far parte del territorio di Santa Severina. Col passare dei secoli si è creata molta confusione perché alcuni scandalesi, tra Settecento e Ottocento, cominciarono a dire che forse Gaudioso era Scandale Vecchio e non questo nuovo. Così, ad un certo punto, nessuno ci capiva più niente come si può vedere nel DIZIONARIO Geografico dello storico Lorenzo Giustiniani preparato alla fine del Settecento:



GAUDIOSO


“GAUDIOSO in Calabria ulteriore, in diocesi di Santaseverina. Io ritrovo questa terra nella situazione del Regno unitamente con l’altra di Scandali, detto poi diversamente da altri Scale, Scaledì, Scaliti ecc., che non saprei perché così avessero confuse le denominazioni. La tassa del 1561, che è la più antica a me nota, fu di fuochi 31, del 1595 di 83, del 1648 di 179 e del 1669 di 115.

Da Catanzaro è distante miglia 52, da Santaseverina 4, e 12 da Cotrone. È situato in un promontorio assai elevato con vasta veduta di mare, e vi si respira aria molto sana. Nel suo territorio sonovi degli oliveti, vigneti, essendovi pure delle parti molto atte alla semina con de’ buoni pascoli. Nell’ultima numerazione del 1737 fu tassata per fuochi 140. In oggi il numero degli individui è di 1150 addetti all’agricoltura, ed alla pastorizia. Questa terra va più conosciuta sotto il nome di Scandale, che forse prima con l’altra di Gaudioso, erano due separati casali di Santaseverina, ed in oggi vanno compresi collo stato di essa città”.


Lorenzo Giustiniani, DIZIONARIO Geografico – Ragionato del Regno di Napoli, Tomo V, Napoli 1802, p. 47.


venerdì 21 maggio 2010

Foto Lago Ampollino

Lago Ampollino e Villaggio Palumbo in Sila


giovedì 20 maggio 2010

Scandale. Commissione UNESCO. Promemoria del 1956

L’asilo di Scandale in una vecchia foto conservata da Luigi Aprigliano.


PROMEMORIA nei riguardi dell’asilo infantile da assistere in Scandale, Catanzaro –anno 1956-.

La proposta di assistere da parte dell’A.A.I. [Amministrazione per le Attività Assistenziali Italiane e Internazionali], l’asilo attualmente in costruzione nel Comune di Scandale in provincia di Catanzaro a preferenza di altri è fatta in considerazione del fatto che per questo comune è stato sviluppato nell’anno 1954-55 un completo studio sociologico di comunità da parte del prof. Manlio Rossi-Doria e di un gruppo di suoi collaboratori. I risultati di questo studio, che ha coperto ogni aspetto della vita di questa comunità agricola, saranno esposti in una relazione attualmente in corso di redazione e che sarà pronta e disponibile nell’estate. Tra l’altro lo studio potrà fornire un materiale corretto sullo stato di tutte le famiglie del Comune, che sono state schedate e per le quali sono stati raccolti tutti i dati disponibili e opportuni alla determinazione della loro posizione sociale, economica, demografica, ecc. Inoltre le speciali indagini eseguite in un gruppo di famiglie scelte col metodo del campione, quelle eseguite nelle scuole e nei riguardi dell’infanzia possono fornire eccellente materiale ad un razionale sviluppo dell’attività dell’asilo stesso.

Scandale è un Comune di poco più di 3000 abitanti, situato in collina a mezza strada tra la bassa Valle del Neto e l’Altopiano della Sila e può essere considerato tipico per quella importante zona della Calabria, che prende il nome di “Marchesato di Crotone”.

La riforma fondiaria avendo, inoltre, inciso fortemente sulla sua economia agraria col distribuire tra 450 famiglie del comune oltre 2600 ettari di terra.

Lo stato di miseria del paese, malgrado il recente intervento della riforma, è ancora notevole e si manifesta, oltre che nella povertà delle abitazioni e del tenore di vita, in una serie di altri sintomi, il più grave dei quali è costituito da una notevole persistenza dell’indebitamento dei contadini a condizioni eccessivamente onerose.

Particolarmente povere sono le condizioni delle istituzioni civili e assistenziali del paese. In particolare la numerosa popolazione scolastica (oltre 350 alunni) non dispone di un edificio scolastico e le 10 classi che funzionano nel paese sono alloggiate in gran parte con doppio turno in sei locali privati di affitto del tutto inadeguati nonché alla funzione cui sono adibiti a semplici scopi di modeste abitazioni.

L’asilo, la cui costruzione è stata finalmente autorizzata dall’Amministrazione Provinciale or sono due anni, è attualmente in avanzato stato di costruzione e i fondi per il suo completamento sono assicurati, cosicché esso potrà cominciare a funzionare fin dal prossimo anno scolastico 1956-57, se l’A.A.I. provvederà alla sua attrezzatura e al suo funzionamento.

Si presume che la popolazione infantile tra i 3 e i 6 anni che potrà frequentare l’asilo stesso si aggiri tra i 150 e i 200 bambini. Da parte della popolazione il desiderio del funzionamento di una tale istituzione è molto intenso e c’è da attendere una notevole frequenza da parte dei bambini senza bisogno di pressioni sulle famiglie.

Si vedono in ogni caso in allegato alcuni dati relativi all’edificio che si sta costruendo e alla popolazione infantile.


Roma. Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia. Fondo Rossi-Doria, Scandale, vol. VI, Fascicoli VA 37-40.

mercoledì 19 maggio 2010

PETELIA, odierna Strongoli

Il castello di Strongoli


Nel territorio dell’attuale comune di Strongoli sorgeva la famosa Petelia, ricordata sia da Virgilio nel III libro dell’Eneide, sia da Strabone (storico e geografo greco, vissuto al tempo di Augusto), che la definisce “metropolis dei Lucani”. Questa piccola cittadina ebbe l’ardire di restare al fianco dei Romani contro Annibale; ma dopo undici mesi di assedio cartaginese, durante i quali i Petelini diedero prova di grande coraggio, dovette capitolare.

Il valore dimostrato in quella tragica circostanza fu paragonato dal console, poeta e politico latino Silio Italico, a quella di Sagunto: “Fumabat versis incensa Petelia tectis, infelix fidei miseraeque secunda Sagunto”: [Fumava Petelia incendiata con i tetti riversi, una seconda Sagunto infelice per la fedeltà compassionevole].

Nel 202 divenne città federata di Roma e nell’89 municipio. In età romana la cittadina possedeva un teatro, due fori e un impianto termale. Il centro politico deve ubicarsi in località Pianette di Strongoli, ove nel XIX secolo sono state rinvenute alcune iscrizioni, frammenti di statue e abbondanti materiali antichi.

Non tutti gli storici si trovano d’accordo ad attribuire la fondazione di Petelia a Filottète, figlio di Peante, che prese parte alla guerra di Troia come capo di un contingente di sette navi proveniente da Metone e da altre città della regione. Giacché aveva culto eroico in più di un luogo (presso Sibari e a Macalla) è naturale che si affermasse che dopo aver lasciato Troia giunse in Magna Grecia, fondandovi alcune città.


martedì 18 maggio 2010

“Ritorno alla terra” di Pasquale Minniti

Cento carovane di Ebrei, provenienti dalla Palestina e cento carovane di zingari provenienti dai Balcani arrivarono nottetempo a Scandale e si insediarono a cerchio nelle campagne coltivate dei contadini Scandalesi. Ovviamente, nessuno in paese era stato avvertito anzitempo di tante carovane. Nessuno sapeva niente. Nessuno udì niente durante la lunga notte dell’insediamento. Si udirono soltanto i cani abbaiare per tutta la notte. Niente di strano. I cani abbaiano anche a luna piena, nei casi in cui la ritengono responsabile dei fulmini che cadono dal cielo. E, si sa, quando i fratelli cani cominciano ad abbaiare per qualsivoglia sciocchezza, si passano la “voce” uno con l’altro e, dopo un po’ “armano una musica” generale che è più opprimente delle pubblicità delle televisioni commerciali. in entrambi i casi, conviene mettersi i tappi alle orecchie e dormire. il primo cittadino scandalese ad alzarsi dal letto quel giorno del 23 giugno 2008 è, come di consueto, il sindaco Pitagora. Gli scandalesi sapevano che il loro sindaco era sempre il primo ad aprire la finestra al mattino e l’ultimo a chiuderla alla sera. Così come sapevano sempre dove trovarlo, in caso di urgente bisogno. Quell’uomo non sgarrava mai; non deludeva mai. Uomo virtuoso, sempre presente, sempre accorto, sempre pronto ad intervenire per risolvere i problemi dei suoi cittadini. Ma era anche uomo di pace e di larghe vedute; disponibile ad aprirsi all’esterno ed a coinvolgere la sua gente in ogni particolare atto di solidarietà verso altre popolazioni.


Passo del libro di Pasquale Minniti, Ritorno alla terra. Anno 2015: capolinea del capitalismo (dattiloscritto).


lunedì 17 maggio 2010

Chiesa di Capo Colonna

Santuario di Santa Maria di Capo Colonna



domenica 16 maggio 2010

Scandale sul “Dizionario dei luoghi della Calabria”

L’entrata del paese in un quadro del pittore Antonio Sfortuniano


SCANDALE

“Incerte sono le origini di Scandale sito in una zona certamente abitata nella preistoria. Noto col nome di Gaudioso, talvolta creduto altro villaggio, fu a lungo casale di Santa Severina, e perciò fino al 1464 soggetto ai conti di Catanzaro, poi ai Carafa (1496), ai Ruffo Scilla (1608), alla famiglia Sculco (1655) ed infine ai Grutther, che lo tennero dal 1691 all’eversione della feudalità (1806).

I francesi, per la legge 19 gennaio 1807, ne facevano una sede di Governo, comprendente i luoghi, ossia Università di Isola, Le Castella, Gaudioso, Santa Severina, Torre dello Steccato, Villa San Leonardo. Pel riordino, disposto per decreto 4 maggio 1811, istitutivo dei Comuni e dei Circondari, veniva deglassato tra i primi e compreso nel Circondario di Santa Severina.

La Chiesa Parrocchiale è di struttura settecentesca, ma è stata più volte ripresa nell’Ottocento.

L’economia è a base agricola. Principali produzioni sono grani, legumi e frutta. Il patrimonio zootecnico è costituito da animali bovini ed ovini. In sviluppo oliveti, vigneti ed agrumeti. L’artigianato è presente con la lavorazione di uve, olive e latticini.

La popolazione attiva assomma a 912 unità, di cui 656 addette all’agricoltura, ed impiegate in 569 aziende a conduzione diretta e in 17 con salariati od a compartecipazione; 47 addette all’industria; 115 alle costruzioni; 30 al commercio; 20 ai trasporti; 1 alle assicurazioni ed al credito; 23 ai servizi; 20 alla pubblica amministrazione. Scolari e studenti sono 363. [...]

Parteciparono ai moti del Risorgimento: Nicola Corrado; Giuseppe Critelli; Giuseppe Drammis; Nicola Romano; Scandale Vitale”.

È in Diocesi di Santa Severina. La Parrocchia è intitolata a San Nicola. Il Patrono, San Nicola da Bari, viene festeggiato nella giornata del 6 dicembre. Le Suore della Casa di Carità vi tengono Orfanotrofio. Vi è stata una Confraternita sotto il titolo della Vergine Addolorata.

Vi si tiene fiera nella domenica in Albis. Carabinieri e Stazione ferroviaria. Pretura a Santa Severina. Ufficio del Registro a Petilia Policastro. Tribunale ed Ufficio Imposte a Crotone. Scuola Media”.


Gustavo Valente, Dizionario dei luoghi della Calabria, Frama Sud, Chiaravalle, 1973, p. 992.

venerdì 14 maggio 2010

Il Maestro Antonio Fava

Foto di Antonio Fava e articolo in lingua inglese provengono dal sito dell’International Opera Theater.


It was by the side of his father, a famous Pulcinella in Scandale, Calabria, Italy, that Maestro Antonio Fava was to develop his passion for Commedia dell’Arte. This love would lead him to become a world-renowned authority on the subject and to create a multi-lingual school, like non other, where international actors come to learn theatrical skills rooted in the Italian Renaissance.

Colleague of Dario Fo, Maestro Fava’s professional career began as an actor and musician at The National Theatre of Strasbourg. He later co-founded the Theatre de la Jacquerie in Paris, where he collaborated with the great French writer, Jean-Pierre Chabrol. Returning to Italy, he developed Teatro del Vicolo in Reggio Emilia, where, since 1980, he has directed and performed in over thirty different productions, touring throughout the world including France, Spain, Switzerland, Senegal, Lebanon, Japan, Czechoslovakia, Pakistan, the United States, Canada, Australia and Great Britain.

Maestro Fava has taught and directed internationally including The Oxford Stage Company, England, Insitut dei Teatre di Barcelona, Real Escuela de Arte Dramatico, Madrid, CIP di Tremlan, Switzerland, Exeter University, England, Theatre Populaire Jurassien di Lons le Saunier, France, Museo Cassioli di Asciano, Siena, Ecole Superieure de Theatre-Université du Quebec a Montreal, and New York University. Maestro Fava recently directed Il Turco in Italia and La Gazza Ladra by Rossini for Il Teatro Marrucino in Chieti, Italy. Maestro Fava has collaborated with International Opera Theater as a librettist for their productions in Città della Pieve, Italy. Continuing this collaboration, he served as librettist for International Opera Theater’s production of “La Tempesta”, presented in 2006. His seminal book, “The Comic Mask in Commedia dell'Arte”, was translated into English in 2005.


TRADUZIONE


È stato a fianco di suo padre, un celebre Pulcinella a Scandale, in Calabria, in Italia. L' intento del Maestro Antonio Fava è stato quello di sviluppare la sua passione per la Commedia dell’Arte. Questo amore lo porterà a diventare un’autorità di fama mondiale in materia ed a creare una scuola plurilingue, dove gli attori internazionali hanno modo di apprendere l’abilità teatrale che affonda le sue radici nel Rinascimento italiano.

Collega di Dario Fo, la carriera professionale del Maestro Fava è iniziata come attore e musicista al Teatro Nazionale di Strasburgo. Successivamente ha co-fondato il Teatro de la Jacquerie a Parigi, dove ha collaborato con il grande scrittore francese, Jean-Pierre Chabrol. Tornato in Italia ha fondato il Teatro del Vicolo di Reggio Emilia, dove, dal 1980, ha diretto e interpretato oltre trenta produzioni diverse che ha portato in giro per il mondo tra cui Francia, Spagna, Svizzera, Senegal, Libano, Giappone, Cecoslovacchia, Pakistan, Stati Uniti, Canada, Australia e Gran Bretagna.

Il Maestro Fava ha insegnato e diretto a livello internazionale, inclusa la fase di Oxford Company, in Inghilterra, all’istituto dei Teatri di Barcellona, Real Escuela de Arte Dramatico, Madrid, CIP di Tremlan, Svizzera, l’Università di Exeter, Inghilterra, Teatro Populaire Jurassien di Lons le Saunier, Francia, Museo Cassioli di Asciano, Siena, Ecole Superieure de Teatro-Universite du Quebec a Montreal e New York University. Il Maestro Fava ha recentemente diretto Il Turco in Italia e La Gazza Ladra di Rossini per Il Teatro Marrucino di Chieti, Italia. Il Maestro Fava ha collaborato con l'International Opera Theater come librettista per le loro produzioni di Città della Pieve, Italia. Continuando questa collaborazione, ha servito come librettista per la produzione di International Opera Theater di “La Tempesta”, presentato nel 2006. Il suo libro “La maschera comica nella Commedia dell'Arte”, è stato tradotto in inglese nel 2005.


giovedì 13 maggio 2010

La città di Cutro

La Chiesa Madre di Cutro


Cutro diventò famosa nel 1575 a seguito di una vittoria in una sfida scacchistica, che si tenne presso la corte di Spagna, e nella quale il cutrese Giovanni Leonardo Di Bona (1552 – 1597), detto “il Puttino”, per la bassa statura, vinse monsignor Ruy Lopez, vescovo di Segura. Dopo questa partita, Cutro ottenne dal re di Spagna Filippo II, il titolo di città e un’esenzione ventennale dalle tasse.


mercoledì 12 maggio 2010

Terremoto del 1832 a Scandale. Chi ricostruì le case?

Piazza San Francesco e palazzo Drammis in una foto di Cesare Grisi


Relazione di un funzionario della Provincia di Catanzaro scritta alcuni mesi dopo il terremoto del 1832, che a Scandale provocò alcuni morti e decine di case distrutte.


“In Scandale trovansi già costruite a spese del fu Antonio Drammis trenta casette per asilo de' poveri, e le case di conto del Comune o de' sovvenuti sono ove terminate ed ove in attività , siccome lo sono quelle degli altri paesi percossi dal flagello del tremuoto”.


ANNALI CIVILI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, vol IV, p. 46, 1834, Tipografia del Real Ministero degli Affari Interni.


martedì 11 maggio 2010

Scandalesi a Praga

Due foto scattate a Praga nel 2007, mentre la Banda Musicale di Scandale partecipava all'ottava maratona internazionale delle bande musicali che si è svolta nella Repubblica Ceca (Foto sito Cesare Grisi).




lunedì 10 maggio 2010

Calabria: ponte sul fiume Lao

Ponte nei pressi di Papasidero sul fiume Lao


domenica 9 maggio 2010

Censimento industrie e commercio a Scandale nel 1951

Piazza Guglielmo Oberdan in una foto degli anni Sessanta (Archivio Aprigliano).


III° CENSIMENTO Generale Industria e Commercio a Scandale nel 1951.


ATTIVITÀ: manifatture, industrie, derrate alimentari – classe 8/A

Denominazione Ditta.......................Indirizzo Unità rilevata................N° addetti


1)- ALBANO Marchese Tito....................Via Roma, 1-3..................................3

2)- BONANNO Antonio fu Francesco......Piazza San Francesco, 11.................3

3)- BONANNO Ernesto fu Francesco......Via Roma, 55...................................4

4)- CERALDI Carolina vedova Tiano.......Via Cesare Battisti, 8.......................1

5)- ESPOSITO Vincenzo fu Nicola...........Corso Umberto I°, 87 89..................2

6)- GALLO Filippo fu Pietro....................Corso Umberto I°, 62.......................3

7)- GIGLIOTTI Pasquale fu Achille..........Via Principe Umberto, 70.................3

8)- MATTACE Carmine fu Stanislao........Via Cavour, 1..................................1

9)- MATTACE Rosario fu Stanislao..........Piazza Oberdan, 23.........................4

10)- NOCE Antonio fu Raffaele................Corso Umberto I°, 75......................1

11)- RIZZA Gaetano fu Vincenzo.............Viale Puccini,18..............................2

12)- ROTA Carlo fu Francesco.................Corso Umberto I°, 71......................3

13)- SCARÀ Giovanni di Antonio.............Piazza Oberdan, 21.........................1

14)- SCARAMIZZINO Francesco fu Salv..Corso Umberto I°, 73.......................4

15)- MORELLI Gaetano...........................Contrada Gullo, 7...........................5

16)- ZURLO Barone Gaetano...................Faraone..........................................5


Industrie, vestiario, abbigliamento, arredi e affini – classe 11


17)- CARVELLI Francesco fu Francesco....Via dei Mille, 7..............................1

18)- CIRILLO Anintino (sic) fu Tommaso...Via dei Mille, 7..............................1

19)- LUCIA Domenico fu Francesco..........Via Indipendenza, 35.....................1

20)- RIZZUTO Antonio fu Giuseppe..........Corso Principe Umberto, 34...........1

21)- SIMBARI Eduina fu G.no..................Via Garibaldi, 4..............................1

22)- GARIERI Bruno fu Francesco............Viale Puccini, 42-44 clas. 11/28°...2

23)- CITRINITI Francesco di Gaetano........Piazza Oberdan, 17 clas. 11/28b...1

24)- MILITI Serafino di Vittorio.................Corso Umberto I°, 15.....................1


Industria legno classe 12/a


25)- ARTESE Pierino di Domenico.............Via Roma, 68................................1

26)- DE BIASE Antonio fu Luigi................Via Colle del Vento, 38..................1


Officine lavorazioni meccaniche classe 16/c


27)- BRITTELLI Francesco fu Pasquale......Via Roma, 40...............................2

28)- CORIALE Antonio di Francesco..........Corso Umberto I°, 99....................2

29)- GENTILE Armando fu Tommaso.........Via Colle del Vento, 3...................2

30)- GENTILE Francesco fu Salvatore........Via Cavour, 21.............................1


Negozi, commercio al minuto, generi alimentari, classe 28/a


31)- BRESCIA Elvira fu Bernardo...............Via Colle del Vento, 14................2

32)- CIRILLO Mario fu Francesco...............Corso Umberto I°, 105.................1

33)- CHIARAVELLOTI Salvatore.................Corso Umberto I°, 63...................1

34)- MADIA Agostino fu Raffaele................Corso Umberto I°, 56...................1

35)- MARANGOLO Rosa fu Michele............Via dei Mille, 18..........................1

36)- MARINO Antonietta fu Ludovico.........Corso Umberto I°, 65...................1

37)- MINNITI Maria fu Giuseppe................Corso Umberto I°, 44...................1

38)- MONTEFORTE Modesto fu Emilio.......Via Municipio, 24........................2

39)- PETRONE Antonio fu Giuseppe...........Corso Umberto I°, 14...................1

40)- RIZZUTO Mario di Antonio..................Corso Umberto I°, 103-109..........2

41)- RIZZUTO Rosario di Antonio...............Via Garibaldi, 20.........................1

42)- SCALISE Antonio fu Emilio.................Via Campanella, 6.......................1

43)- SCALISE Fiorina fu Domenico............Via Municipio, 18.........................1

44)- SIMBARI Rosario fu Raffaele...............Corso Umberto I°, 111.................1

45)- SPANÒ Salvatore fu G.B.....................Via Campanella, 26......................1

46)- TALLARICO Carmine fu Domenico......Corso Umberto I°, 117.................1

47)- SCARAMUZZINO Orlando fu Giovan...Corso Umberto I°, 59 classe 28b..1

48)- SIMBARI Vincenzo fu Pasquale...........Via Colle del Vento, 19 clas. 28b..1

49)- FRANCO Renato fu Nicola..................Via Roma, 20.............classe 29....2

50)- GIOVINAZZI Francesco.......................Corso Umberto I°, 39...................1

51)- IERARDO Benedetto di Ludovico.........Corso Umberto I°, 39...................1

52)- MONTEFORTE Emilio di Modesto.......Corso Umberto I°, 113..................1

53)- PAPARO Luigi fu Bruno......................Via Cavour, 7-9............................2

54)- TIANO Vincenzo di Nicola...................Via Roma, 35...............................1


Assicurazioni, dazio, riscossione tasse, affini. Classe 33

55)- COANTA Alberto fu Pietro..............Via Roma, 35..........classe 33...........1


Servizi culturali e ricreativi – classe 39


56)- COSENTINI Renato, fu Francesco, Sacerdote, Via Telesio, 2bis...............2


Servizi igienici e pulizia – Barbieri.


57)- COSCO Giuseppe fu Francesco.............Corso Umberto I°, 45.................1

58)- GALASSO Francesco fu Raffaele...........Via Indipendenza, 2...................1

59)- GAROFALO Vittorio fu Arduino............Corso Umberto I°, 78..................1

60)- GRECO Luigi fu Giovanni....................Via Fontana Vecchia, 1...............1


FRANTOI A SCANDALE

(dal fascicolo 21).


ALBANO 1....BONANNO 2....ROTA 1....LUCENTE 1 (fittato ad Alfonso Bonanno).....MORELLI 1..........SCARAMUZZINO 1.............Totale 7.


Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia. Fondo Rossi-Doria, vol. IV, fascicoli 19 e 21.


venerdì 7 maggio 2010

Foto Strongoli

Santuario della Madonna di Vergadoro a Strongoli


giovedì 6 maggio 2010

Alcune frasi storiche su Leonia – San Leone

FERMATI E VERSA LACRIME

LEONIA QUI FU

ATTENTO, ATTENTO, MIRALA

AH! LA RAVVISI TU

SÌ, SÌ, NICOLA DRAMMIS

L’OMBRA NE RINNOVÒ

M.A.T.E


Nella foto si vede l’entrata del Casino di Galloppà (prima del restauro), costruito dal barone Nicola Drammis nella prima metà dell’Ottocento. Lo storico Pericle Maone, in un suo libro, sostiene che il muro che si vede in primo piano è l’unica cosa rimasta in piedi della vecchia cattedrale di San Leone. Sopra, la scritta del 1848 che compare sul muro.

Di seguito riporto alcune frasi su Leonia–San Leone, scritte da illustri storici che in passato si sono occupati di questa Diocesi scomparsa.


“Da Santa Severina a Crotone fioriva in quel frammezzo la piccola città di San Leone, o pur Leonia. Fu sede vescovile greca, e poi latina; L’essere stata di rito greco le dà antichissima la nascita, almeno prima del mille; ma la scarsezza delle scritture, non le fa apparir Pastore che dal mille trecento in qua”.


Giovanni Fiore da Cropani, Della Calabria illustrata, vol. II, Napoli 1743, p. 282.

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“La minuscola diocesi di San Leone, non si sa né come né quando, ma certamente al tramonto del dominio bizantino, era suffraganea di Santa Severina, a breve distanza da Crotone. Il Barrio che è sempre classicheggiante, la chiama Leonia, anche se nella storia non c’è traccia di un toponimo del genere. Essa è sparita senza lasciare traccia di sé”.


Francesco Russo, Regesto Vaticano per la Calabria, Vol. IV, Roma, Gesualdi Editore, 1978 p. 383, nota n° 89.

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“Il castello munito di Leonia o di San Leone è un altro bel problema per l’archeologia bizantina. La piccola città, vescovado e fortezza, fu rasa al suolo nello stesso anno della presa di Santa Severina (circa 840). Tuttavia rimase il titolo e la sede vescovile fino al 1571, in cui fu aggregata a Santa Severina, perché “solo aequata” senza rendita e senza clero. In realtà la si colloca in contrada Manca del Vescovo presso Apriglianello. Visitai e studiai il luogo, mai esaminato da archeologi, ma nulla trovai della bizantina Leonia”.


Paolo Orsi, Le Chiese basiliane della Calabria, Firenze, 1929, p. 234.

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“Sulle vicende di questa Chiesa ben poco conosciamo. E, a dire il vero, ci sembra molto strana l’apparizione della sua cattedra vescovile. Si dice che la città di San Leone sia la vecchia Leonia, greca e poi bizantina. Ma nessun documento ce ne può far certi. Pare che la città sia stata rasa al suolo dagli Arabi nello stesso anno della presa di Santa Severina, ma è veramente preoccupante il fatto che di essa, che pur è segnata come diocesi fino al 1571, non si sia riusciti a definire neppure l’esatta ubicazione. È additato il luogo dove presumibilmente sorgeva un tempo, ma nessun archeologo e storico è giunto finora a di una qualche conclusione. Si ha in ogni modo motivo per credere che la Diocesi negli ultimi tempi sia esistita solo di nome e che i suoi vescovi ne abbiano portato solo il titolo, giacché, come si legge nel Decreto della S.C. Concistoriale, che il 7 novembre 1571 la univa alla nostra Arcidiocesi, essa era assolutamente priva di popolo, di rendite, di privilegi e (cosa veramente incredibile) aequata solo”.


Bernardo Silvio, Santa Severina nella vita calabrese dai tempi più remoti ai nostri giorni, Napoli, Istituto Editoriale del Mezzogiorno, 1960.

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“La diocesi di San Leone, i Saraceni la smantellarono; se ne vede appena un qualche vestigio. Dove era la cattedrale fu rizzata una croce greca perché dai greci era uffiziata nel rito e ne avevano il vescovo. Le notizie di quei tempi andarono affatto perdute. Risorse la città poco lungi dal primitivo suo sito ed ebbe successione di vescovi di rito latino”.


Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d’Italia, vol. XXI, Venezia, 1870.

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“Da Crotone procedendo verso l’interno c’era una volta la città di Leonia, poi distrutta, come raccontava Camillo Lucifero nel manoscritto già citato. In seguito la città cambiò nome in San Leone e fu sede vescovile, poi aggiunta alla diocesi di Santa Severina.

La città di San Leone era conforme oggi se ne vedono le reliquie disabitate negli ultimi confini del territorio di Santa Severina e quel di Crotone, via pubblica per il mezzo, vicino le terre dette Spataro [terre di Fota], e Mezzaricotta di Crotone. Appresso sopra un monte è la terra di San Mauro e più in basso è Scandale, che è casale di Santa Severina”.


Giovan Battista Nola Molisi, Cronica dell’antichissima e nobilissima città di Crotone, Napoli 1649, pp. 60 e 89.

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Nell’agosto del 1572 Alfonso de Rasis Arciprete del Casale di San Mauro e “de Civitate Sanctae Severinae Publica Apostolica Auctoritate Notarius”, compila l’atto di possesso del vescovato di Santo Leone per l’arcivescovo Giulio Antonio Santoro.