lunedì 6 aprile 2026

La Chiesa della Difesa

 

La Chiesa della Difesa a Scandale

Chiesa della Difesa nei documenti

 

Come si può vedere dai passi dei documenti che seguono, la chiesa di Santa Maria fu chiamata dall’inizio della Difesa perché tutta la zona intorno, nei documenti notarili del Cinquecento, si chiamava “Difesa delli Chiattrelli”.

 Nel 1653, in una relazione dell’architetto Onofrio Tango si legge che, “fuori dell’abitato sopra la Difesa delli Chiattrelli v’è una chiesa sotto nome della Difesa, et si celebra il lunedì et la quale è stata fatta a devotione del l’unità con tutte le cose che vi bisognano”.

(Il Comune di Scandale pagava 5 ducati l’anno al prete che ogni lunedì vi si recava per dire la messa, come risulta dall’elenco delle tasse del 1653).

 Nel 1687, l’ingegnere Giovan Battista Manni, ci ricorda che “fuori di detto casale vi è una chiesa sotto il titolo di Santa Maria della Difesa ad una nave coperta con tetto; vi è l’altare con l’immagine della Madonna del Rosario sopra muro, tiene una campana mezzana”.

 Nel 1781 il vescovo Antonio Ganini, in un rapporto alla Santa Sede, afferma che “La chiesa di Santa Maria, volgarmente detta della Difesa, non ha nessun reddito; perciò solo nel giorno della sua festa si svolge il rito sacro per la devozione del popolo”.

 


domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua

 


Foto d'epoca dell'Archivio Alinari

Buona Pasqua Sportiva

 

Unione Sportiva Scandale

Teste Matte Scandale

sabato 4 aprile 2026

Ezio Scaramuzzino, cittadino esemplare

 

Ezio Scaramuzzino

Ad Ezio Scaramuzzino, cittadino esemplare, che ha sempre pagato tutte le tasse ed ha sempre rispettato tutte le leggi, il Comune di Crotone, riconoscente, consegna un attestato con la seguente motivazione: "È l'unico cittadino di Crotone, ancora in vita, a non aver mai ricevuto un attestato".

 

Ezio Scaramuzzino

Ezio Scaramuzzino

Scandale, 18 Febbraio 1944 -

Professore

 

Da una Lettera aperta a Enzo Voce, Sindaco di Crotone, pubblicata martedì 16 dicembre 2025

 


Hannah Arendt - La banalità del male

 

Hannah Arendt

La banalità del male

“Quel che ora penso veramente è che il male non è mai radicale, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca, Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla sua superficie come un fungo. Esso sfida […] il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua banalità. Solo il bene è profondo e può essere radicale”

 

Hannah Arendt

Hannover (Germania), 14 ottobre 1906 – New York, 4 dicembre 1975

Filosofa e politologa statunitense di origine tedesca

Figlia di commercianti ebrei, allieva di Edmund Husserl, Martin Heidegger e Karl Jaspers, si laureò nel 1928 con una dissertazione su sant’Agostino. All’avvento del nazismo emigrò in Francia e dal 1941 negli Stati Uniti. A partire da Le origini del totalitarismo (1951), indagò i concetti politici chiave del mondo moderno. Altra opera famosa, La banalità del male (1963).

 

Il passo virgolettato fa parte di una lettera di Hannah Arendt all’amico Gershom Scholem del 24 luglio 1963. Cfr. Ebraismo e modernità, Feltrinelli, 1993.


venerdì 3 aprile 2026

giovedì 2 aprile 2026

Paesi di Calabria

 

Santa Severina

Amantea

Badolato