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| Foto di Emanuele Coniglio |
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| Georg Sebald |
“[…] l’oscurità non si dirada, anzi si fa più fitta
al pensiero di quanto poco riusciamo a trattenere, di quante cose cadono
incessantemente nell’oblio con ogni vita cancellata, di come il mondo si svuoti
per così dire da solo, dal momento che le storie, legate a innumerevoli luoghi
e oggetti di per sé incapaci di ricordo, non vengono udite, annotate e
raccontate ad altri da nessuno”
Winfried Georg Sebald
Winfried Georg Sebald
Winfried Georg Sebald
Wertach, 18 maggio 1944 – Norfolk, 14 dicembre 2001
Scrittore
tedesco
Emigrato in
Inghilterra lì mori all’età di 57 anni in un incidente stradale il 14 dicembre
del 2001
Cfr. Winfried Georg Sebald, Austerlitz,
traduzione di Ada Vigliani, Collana Fabula n.143, Milano, Adelphi, 2002 (2001)
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| Martin Heidegger |
“Ogni posizione di problema è un cercare. Ogni
cercare trae la sua direzione preliminare dal cercato. Porre un problema
significa cercare di conoscere l’ente quanto al suo che-è e al suo esser così.
Il cercare di conoscere può divenire una “ricerca” se mette capo alla
determinazione ostensiva di ciò intorno a cui verte il problema. Il cercare, in
quanto cercare qualcosa, ha un suo cercato. Ogni cercare qualcosa è in qualche
modo un interrogare qualcuno. Oltre al cercato, il cercare richiede
l’interrogato. Quando il cercare assume i caratteri di una vera e propria
ricerca, cioè un assetto specifico teoretico, il cercato deve essere
determinato e portato a livello concettuale. Nel cercato si trova dunque, quale
vero e proprio oggetto intenzionale della ricerca, il ricercato, ciò che
costituisce il termine finale del cercare. Il cercare stesso, in quanto
comportamento di un ente, il cercante, ha un carattere d’essere suo proprio. Un
cercare può essere condotto in modo casuale o assumere il carattere della posizione
esplicita di un problema. Ciò che caratterizza quest’ultima è che il cercare
diviene trasparente a sé stesso solo dopo che lo siano divenuti tutti i
caratteri costitutivi del problema sopra elencati”
Martin Heidegger
Martin Heidegger
Martin Heidegger
Messkirch,
26 settembre 1889 – Friburgo, 26 maggio 1976
Filosofo
tedesco
Cfr. Martin Heidegger, Essere e tempo,
Longanesi, Milano, 2023 (1971), p. 16 – Sei und Zeit, 1927
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Tomba di Antonio Gramsci nel cimitero acattolico a Roma, che si trova a Piazzale Ostiense, dietro la Piramide.
In Italia il termine “nazionale” ha un significato
molto ristretto ideologicamente e in ogni caso non coincide con “popolare”,
perché in Italia gli intellettuali sono lontani dal popolo, cioè dalla
“nazione” e sono invece legati a una tradizione di casta, che non è mai stata
rotta da un forte movimento politico popolare o nazionale dal basso: la
tradizione è “libresca” e astratta e l’intellettuale tipico moderno si sente
più legato ad Annibal Caro o Ippolito Pindemonte che a un contadino pugliese o
siciliano.
(Quaderno
21, paragrafo 5)
Antonio
Gramsci
Antonio
Francesco Gramsci
Ales
(Oristano), 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937
Politico e
critico letterario.
La madre era sarda e il padre di origini calabresi,
oltre che albanesi: era emigrato in Sardegna, da Gaeta: Il cognome deriva da
Gramsh, città dell’Albania. Gramsci a due anni si ammalò di tubercolosi ossea
che gli impedì una crescita normale. Dopo aver frequentato il liceo classico di
Cagliari, si trasferì a Torino per studiare all’università.
Cfr. Antonio Gramsci, Quaderni del carcere,
Einaudi, Torino, 1975 (1951).
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