Visualizzazione post con etichetta libro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libro. Mostra tutti i post

mercoledì 3 agosto 2016

Scandale - Presentazione del libro su Gino Scalise


Iginio Carvelli e Gino Scalise a Piazza San Pietro nel 1966
La foto si trova nel libro

La biografia di Iginio Carvelli sara presentata nella piazza San Francesco il prossimo 4 agosto

Scandale lunedì 1 agosto 2016
Gino Scalise
“Il 19 ottobre 2014 moriva all’età di 88 anni Luigi Scalise, un uomo che ha scritto un pezzo di storia della comunità di Scandale con la sua vita esemplare di cittadino, lasciando un patrimonio di testimonianze di vita cristiana, di impegno civile e di cultura. Giornalista e scrittore e soprattutto poeta, ha dato un particolare contributo per la crescita umana e civile delle giovani generazioni che, nel tempo, si sono avvicinate alla sua scuola di pensiero. Fin dagli anni giovanili ha fatto parte del Movimento degli Oblati Laici fondato da don Francesco Mottola. Per molti anni presidente dell’Azione Cattolica diocesana, nel 1979 si è prestato alla politica. Eletto sindaco di Scandale ha amministrato il comune con saggezza, grande onestà e grande apertura ai problemi sociali. Questa sua biografia nasce dalla necessità di onorare la sua memoria, di non disperdere il suo patrimonio ideale e di tenere viva la sua testimonianza di vita anche per le future generazioni, mentre è auspicabile l’avvio di un processo diocesano per riconoscere le sue virtù cristiane, nella speranza di ulteriori sviluppi.” Così Iginio Carvelli presenta il suo lavoro editoriale “Gino Scalise – Ulivo rigoglioso in piena selva” edito da Calabria Letteraria di Soveria Mannelli nel giugno appena trascorso. Un libro, una biografia intrigante, già dal titolo, capace di catturare anche il più distratto dei lettori, corredato come è anche da profonde e sentite testimonianze di amici e, perché no, anche seguaci che hanno conosciuto, frequentato ed apprezzato il cammino umano e spirituale del piccolo grande uomo di Scandale. La biografia intrica, coinvolge forse, e senza forse, perché di parole belle e buone, di vita vissuta bella e buona oggi si sente una grande mancanza, immersi come siamo in un clima spesso pervaso di ostilità e di forme di povertà relazionale che alla parola e al vissuto vorrebbe togliere ogni dignità.

Iginio Carvelli
Non è mai facile riportare e scrivere di un amico, maestro, compagno di tanto e di tutto, così Carvelli confessa che “scavare nei ricordi personali, rileggendo carte ingiallite dal tempo, reinterpretando momenti di sofferenza e di gioia, comporta fare violenza sulle emozioni col rischio di affidare alla penna parole di circostanza e frasi fatte.” Non è facile neanche per chi scrive questa nota ricordare il poeta e l’ uomo della carità, l’uomo dell’incontro, della disponibilità; il grande e semplicissimo amico cresciuto sull’amena collina di Scandale. Questo libro, come scrive don Serafino Parisi in presentazione, “coglie i tratti distintivi di quest’uomo [Gino Scalise] della nostra terra, dal cuore grande, generoso, e dalla tenacia che sa affrontare le tempeste di vento…come l’ulivo, magari come quello piantato nel Getsemani.” È una nutrita biografia che, come in un catalogo, mette in bella mostra tutte le figure e caratteristiche, belle e meno belle, felici e meno, serene e buie di un uomo di paese la cui vita, per volontà divina, è stata proiettata alla crescita socio culturale della società post bellica ed oltre. Scalise, “il certosino di strada”, uomo di profonda fede e spiritualità, il cattolico impegnato come interprete della Dottrina sociale della Chiesa. Sempre pronto, accompagnato dalla sofferenza fisica che non l’abbandonerà fino all’ultimo giorno della sua esistenza, alla preghiera, allo studio, alla riflessione, alla meditazione, all’incontro con i giovani e anche alla politica nonostante il suo “non sono portato a schierarmi contro nessuno”. Per Scalise, sindaco alla maniera del fiorentino La Pira, scrive Carvelli, “la politica in sé è sana, sono gli uomini che la governano a renderla poco credibile perchè vi entrano non con lo spirito di servizio ma per le proprie affermazioni personali. Vi entrano col vestito di cristiani e cattolici, ma non vivono come si dovrebbe una vita cristiana.” La vita dell’amico Gino è stata tutta e sempre vissuta all’insegna dell’impegno perché, come scriveva nel 1950 in un suo inedito titolato “Impegno con Cristo”, “il mondo si muove, se noi ci moviamo. Si fa nuovo se alcuna creatura si fa nuova. La primavera comincia col primo fiore, la notte con la prima stella, il fiume con la prima goccia d’acqua, l’amore col primo sogno”. Che bello! Non poteva essere diversamente perché Gino uomo di Dio, è uomo – poeta. In tutta la sua quotidianità c’è poesia, la poesia. Una poetica mai banale, semplice ma mai semplicistica, piuttosto da tutti i suoi scritti scaturisce una poesia che vuole esprimere il forte bisogno di Dio.

Biografia Gino Scalise
Quella di Gino è tutta una poesia in cui si può cogliere l’inebriante incanto dei molteplici elementi del paesaggio e l’armonia e la bellezza delle mille voci della natura, assieme ad un’accettazione cristiana del dolore, del male e della fine che, in realtà, dentro una coinvolgente limpidezza espressiva, riesce a tradurre l’interrogativo sulla banalità della realtà quotidiana in un religioso approdo di saggezza. È tutta da meditare la straordinarietà di Gino ed è tutta da intendere come messaggio di fede e di speranza. L’uomo di oggi, spesso avulso da interessi spirituali, oppresso dallo sfrenato consumismo ed edonismo, ha bisogno di ritrovarsi, di reintegrarsi, di credere nelle proprie qualità umane; ma ha bisogno di reinserirsi in un contesto sociale dove l’uomo sia fratello dell’altro uomo. L’amico Carvelli, nel concludere, auspica che il suo lavoro editoriale sullo straordinario itinerario della “avventura meravigliosa” vissuta dal “certosino di strada”, dal piccolo grande uomo di Scandale, possa essere e rimanere uno strumento utile a chi si interroga sulla vita, su se stesso e su Dio. Gino Scalise, scrive Carvelli, “ci lascia un patrimonio di testimonianza cristiane e di culture. Un patrimonio che non va disperso ma tramandato alle nuove e future generazioni. Spetta a noi utilizzarlo e custodirlo. Se faremo questo, la memoria di questo uomo giusto che ha tanto dato alla società civile, non cadrà nell’obliò e sarà luce che non si spegne.” Per spingere, insomma, a cercare, ad attraversare tutte le strade buone con cui nutrirsi per crescere in umanità. E non solo. Tutta l’ “avventura meravigliosa” di Gino Scalise, come auspica don Serafino Parisi, “possa essere vagliata per una verifica della sua reale santità.” Il libro di Carvelli sarà presentato il prossimo 4 agosto, h 21, nella piazza San Francesco a Scandale nell’ambito del ricco programma della XIV Edizione dell’ “Estate Scandalese”.


Articolo di Mimmo Stirparo pubblicato dal sito Il Cirotano 


domenica 11 maggio 2014

La verità sulla pubblicazione della Storia di Scandale

Il sindaco di Scandale Fabio Brescia mentre regala 2 copie della Storia di Scandale al Colonnello Rampulla. Foto By Ros del 2009 pubblicata anche su Area Locale.

Non voglio aprire nessuna polemica con Sindaci e Amministrazioni che si sono succedute in questi anni a Scandale, ma devo però ricordare che il libro “Storia di Scandale” stampato dalla Gangemi Editore nel luglio 2007 mi costò 7600 euro e lo pubblicai soltanto perché in molti mi dissero che mi avrebbero aiutato nella spesa, ma così non è stato.
Infatti, la Casa Editrice fece una richiesta ufficiale al Comune e alla Pro Loco, senza ottenere risposta. Allora, prima della pubblicazione, cioè a Pasqua 2007, mi recai personalmente dal sindaco di allora Fabio Brescia, chiedendo se il Comune poteva venirmi incontro facendo una delibera per l’acquisto di un po’ di libri al prezzo di 20 euro l’uno (il prezzo fu fissato dalla Gangemi). Ci mettemmo d’accordo per modestissime 150 copie per un totale di 3000 euro. Mi disse: “procedi pure con la stampa che ti mando la delibera”. La Gangemi stampò il libro e, non essendo mai arrivata questa benedetta delibera dovetti pagare io tutta la somma. Ad agosto 2007 portai comunque le 150 copie al Comune, pensando a qualche problema burocratico. In verità le copie sono state regalate e nessuna Amministrazione da allora mi ha mai dato le 3000 euro. Della cosa si interessò anche By Ros quando era al Comune ma non ebbe nessuna risposta.

Seguono i ringraziamenti a quelle persone e agli Enti che all’epoca mi sono venuti incontro. Elenco che ho già pubblicato su questo blog nel 2009.

1)- Un grazie alla Provincia di Crotone e al Consigliere Antonio Barberio per l’acquisto di 50 copie a seguito di una richiesta fatta dalla Pro Loco di Scandale allora diretta da Franco Demme. Altre copie date alla Pro loco mi furono rimborsate successivamente da Teresa De Paola.
2)- Un grazie alla Banca di Credito Cooperativo di Scandale e al Presidente di allora Iginio Carvelli per l’acquisto di 31 copie.
3)- Un grazie all’’Impresa Giovanni Spina di Reggio Emilia per l’acquisto di 30 copie.
4)- Un grazie al Liceo Classico Pitagora di Crotone per l’acquisto di 15 copie.
5)-Un grazie al Presidente Gino Scalise per l’acquisto di 10 copie e altre dieci gliele ho regalate.
6)-Devo inoltre ringraziare i 25 cittadini di Scandale che all’epoca hanno acquistato il libro su interessamento di Franco Demme.

Devo ricordare a tutti che le copie (500) della “Storia di Scandale”, che vengono vendute nelle librerie al prezzo di 25 euro sono, per contratto, proprietà della Gangemi e non dell’autore. A me sarebbe spettata una piccola percentuale solo se il libro avesse superato le 1000 copie vendute, cosa che non è avvenuta.

Spero che in futuro qualche giovane di Scandale, magari anche per una Tesi di laurea, si occupi della storia di Scandale perché il materiale è abbondante. All’Archivio di Stato di Napoli giacciono 3 faldoni manoscritti del Catasto Onciario (1741 – 1743) per un totale di 850 pagine, oltre ad altri documenti. Insieme ai documenti sul brigantaggio, all’Archivio di Stato di Catanzaro giacciono 20 volumi di Atti Notarili riguardanti il Comune di Scandale nel periodo 1741-1760 e 7 volumi dal 1807 al 1826, oltre agli Atti dello Stato Civile per il periodo 1809-1865. Nella sede dell’Associazione Nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia a Roma c’è l’Archivio Rossi-Doria dove sono conservati 6 faldoni con 40 fascicoli che riguardano l’inchiesta sulla Riforma agraria svolta a Scandale dalla Commissione UNESCO. Nell’Archivio Arcivescovile di Santa Severina ci sono molti documenti su Scandale che nessuno ha mai consultato. Ci sono poi alcuni documenti sui baroni Drammis che si trovano in un archivio di Napoli che ancora non ho potuto consultare e fotocopiare. Purtroppo con le ricerche mi sono fermato perché sono costose. Pensate che andare a Napoli in treno da Roma ogni giorno costa 100 euro solo il viaggio di andata e ritorno. Molti avranno capito che questa passione di cercare documenti su Scandale mi è costata una tombola e se qualcuno in futuro pubblicherà qualcosa va aiutato.
Quindi, spero tanto che qualche giovane scandalese si prenda l’impegno di continuare a raccogliere i documenti che riguardano Scandale per ricostruirne la storia in modo più completo e preciso. Il materiale, come vedete, non manca. 
A titolo di cronaca, giova ricordare che la pubblicazione della storia di San Mauro, Santa Severina e Cotronei, tanto per fare un esempio, sono state interamente pagate all’epoca dalle rispettive Amministrazioni.


martedì 18 maggio 2010

“Ritorno alla terra” di Pasquale Minniti

Cento carovane di Ebrei, provenienti dalla Palestina e cento carovane di zingari provenienti dai Balcani arrivarono nottetempo a Scandale e si insediarono a cerchio nelle campagne coltivate dei contadini Scandalesi. Ovviamente, nessuno in paese era stato avvertito anzitempo di tante carovane. Nessuno sapeva niente. Nessuno udì niente durante la lunga notte dell’insediamento. Si udirono soltanto i cani abbaiare per tutta la notte. Niente di strano. I cani abbaiano anche a luna piena, nei casi in cui la ritengono responsabile dei fulmini che cadono dal cielo. E, si sa, quando i fratelli cani cominciano ad abbaiare per qualsivoglia sciocchezza, si passano la “voce” uno con l’altro e, dopo un po’ “armano una musica” generale che è più opprimente delle pubblicità delle televisioni commerciali. in entrambi i casi, conviene mettersi i tappi alle orecchie e dormire. il primo cittadino scandalese ad alzarsi dal letto quel giorno del 23 giugno 2008 è, come di consueto, il sindaco Pitagora. Gli scandalesi sapevano che il loro sindaco era sempre il primo ad aprire la finestra al mattino e l’ultimo a chiuderla alla sera. Così come sapevano sempre dove trovarlo, in caso di urgente bisogno. Quell’uomo non sgarrava mai; non deludeva mai. Uomo virtuoso, sempre presente, sempre accorto, sempre pronto ad intervenire per risolvere i problemi dei suoi cittadini. Ma era anche uomo di pace e di larghe vedute; disponibile ad aprirsi all’esterno ed a coinvolgere la sua gente in ogni particolare atto di solidarietà verso altre popolazioni.


Passo del libro di Pasquale Minniti, Ritorno alla terra. Anno 2015: capolinea del capitalismo (dattiloscritto).


lunedì 28 dicembre 2009

“Rapita dalla Giustizia”. Storia di Angela Lucanto.


Non ci sono dubbi che questo fatto di cronaca è entrato ormai a tutti gli effetti nella storia di Scandale. Anche se ne hanno parlato molto i blog di Scandale e i media nazionali, non è fuori luogo riproporre la copertina del libro e un commento di Matteo Spina pubblicato sabato 21 Febbraio 2009.

Quando il giudice ti ruba la figlia
Questa è una storia tanto vera quanto drammatica. È l’odissea, durata dieci anni, di una famiglia che si vede strappare la figlia dalla malagiustizia. È soprattutto l’orrore di una bambina di 7 anni che viene prelevata da scuola da due carabinieri e per i successivi 120 mesi non vede più i genitori e il fratello. Per colpa di un’ingiustizia abnorme è costretta a vivere prima nei centri di affido temporaneo e poi in una famiglia adottiva alla quale non riesce né ad adattarsi né ad affezionarsi.
Una vicenda disperante, anche perché potrebbe capitare a chiunque. Ha origine da una falsa accusa di pedofilia, rivolta nel 1995 al padre della bambina, che si rivela inconsistente durante il processo che ne segue, quando ormai la bambina è stata presa in consegna dal tribunale dei minorenni e la sua esistenza corre lungo un binario implacabile, separato da quello dei genitori. Fu Panorama, nel maggio 2001, a rivelare la storia di Angela L. e della sua famiglia, vittime a Milano di questa ingiustizia senza fine. Panorama seguì il caso, cercando di far tornare al più presto Angela a casa. Da suo padre Salvatore, che era stato assolto in appello e in Cassazione (con tante scuse) dopo 2 anni e più trascorsi in carcere da innocente; da sua madre Raffaella, che non era mai stata nemmeno sfiorata dall’indagine, ma che non poteva più vedere la figlia solo perché aveva avuto il difetto di difendere il marito di cui conosceva bene l’assenza di colpa; da suo fratello Francesco, di poco più grande di Angela, che era rimasto con la madre e da lei era stato amorevolmente cresciuto malgrado infinite difficoltà.
Allora ogni sforzo era stato inutile. Pareva che il tribunale dei minorenni non volesse riconoscere l’errore nonostante la Cassazione. A dire dei giudici, la famiglia di Angela non era degna di riaverla perché suo padre e sua madre mostravano “inadeguata capacità genitoriale”: un giudizio crudele e inverosimile, visto quanto la coppia aveva lottato e sofferto per lei. Ma Salvatore e Raffaella non si sono mai arresi e nell’estate 2006, dopo lunghe ricerche, hanno ritrovato Angela, ormai diciassettenne, su una spiaggia di Alassio, in Liguria. Poi per altri 9 mesi l’hanno seguita da lontano, incerti sul da farsi e preoccupati di non aggiungere turbamenti ai traumi che la figlia aveva già subito. Infine la voce del sangue ha prevalso: “Non potevamo restare ancora lontani” dice la madre. Sono bastati pochi incontri clandestini, pochi abbracci. Ora da più di un anno Angela L. è tornata a casa, anche se a causa dell’adozione ha un cognome diverso dal suo e anche se dentro di sé porta ancora mille ombre. Ma ha deciso di raccontare tutta la sua storia in un libro: Rapita dalla giustizia (Rizzoli, 210 pagine, 18,50 euro), cui hanno collaborato Caterina Guarneri, giornalista di Chi, e Maurizio Tortorella, condirettore di Economy, per anni inviato speciale di Panorama. Così la vicenda di Angela L. si trasforma adesso in un atto d’accusa: per le tante vessazioni sopportate nella sua vita da “orfana per decreto”, per le tante ingiustizie vissute. E per quella infanzia che le è stata rubata.