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sabato 28 gennaio 2017

Rinascimento cattivo - Firenze 1463

FIRENZE

Provvedimenti comunali a Firenze nel 1463 riguardanti gli ebrei


“I priori hanno preso in considerazione che un gran numero di ebrei si è stabilito a Firenze, e che quasi nessuno di loro porta segni di riconoscimento, per cui la confusione è considerevole, ed è difficile distinguere tra ebrei e cristiani…È loro intenzione rimediare a questa situazione insoddisfacente [per cui] a ogni ebreo, maschio o femmina al di sopra dei dodici anni, nominato o no nell’Accordo fiorentino, e residente o no in Firenze, sarà richiesto di portare un segno “O” nella città di Firenze. Questo “O” giallo sarà portato sul petto a sinistra, sugli indumenti in posizione visibile. Sarà della lunghezza di un piede e dello spessore di un dito, Una multa di 25 lire sarà applicata ogni volta che il segno non sarà portato, essendo richiesti due testimoni”.


Alexander Lee, Il Rinascimento cattivo. Sesso, avidità, violenza e depravazione nell’età della bellezza, Bompiani / Rizzoli Libri S.p.A., Milano 2016, pag. 548, nota 31.
Il documento l’autore lo ha preso dal libro di Gene Brucker, The Society Renaissance Florence: A Documentary Study, New York, Harper & Row, 1971, pp. 241-2, doc. 118.


sabato 12 novembre 2016

Trump e gli ebrei

Donald Trump e Michael Jackson in una foto del 1990 trovata su Internet

Trump e gli ebrei

L’atteggiamento di Trump nei confronti degli ebrei americani è complesso. Da un lato, è circondato da ebrei - sua figlia Ivanka è diventata ortodossa, suo genero è ebreo, inoltre è circondato da consiglieri ebrei, alcuni dei quali indossano la kippah senza pensarci due volte. Dall’altra, il Partito Repubblicano ha tra i suoi elettori coloro che parlano degli ebrei come di candidati degni al genocidio. In tutta franchezza, si deve rilevare che neppure nel Partito Democratico mancano gli antisemiti.

L’ultima Convention Nazionale Democratica ha concesso alle bandiere dell’OLP di sventolare fuori dalla Sala Congressi, e l’ex Presidente Jimmy Carter, una delle figure autorevoli del Partito, ha pubblicato un libro il cui titolo definisce Israele uno Stato di apartheid - il che implica che è degno di scomparire, proprio come era già avvenuto per il regime di apartheid del Sud Africa. Sono preoccupato per la reazione che gli Stati Uniti potrebbero avere per il fatto che Trump è circondato da ebrei, perché anche se questi non hanno alcun ruolo nella sua formazione politica, ci saranno di certo quelli pronti ad accusarli di parzialità a favore di Israele e di influenzarne le politiche in quella direzione.

Durante la presidenza di George W. Bush, avevamo già visto accuse contro la lobby ebraica di gestire la politica estera e di istigare la guerra in Iraq (2003). Ci sono anche due studiosi che hanno pubblicato un libro su questo tema. Il periodo in cui Trump resta alla Casa Bianca potrebbe far uscire dalla bottiglia gli stessi diavoli anti-ebraici.

Un ultimo punto: mancano ancora due mesi prima che Trump entri alla Casa Bianca, nel pomeriggio del 20 gennaio del 2017. Il Presidente Obama ha la piena autorità presidenziale fino a quella data e potrebbe prendere decisioni che creerebbero una realtà problematica per Israele e Trump; ad esempio la decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di riconoscere uno Stato Palestinese con capitale Gerusalemme. Ho il sospetto che ci siano quelli, come J Street, che risponderanno alla vittoria di Trump facendo di tutto per spingere Obama a riconoscere uno Stato Palestinese con capitale Gerusalemme, finché gli è ancora possibile. Israele avrà bisogno di tutte le sue abilità diplomatiche e di tutti i veri amici che ha negli Stati Uniti e nel mondo per evitare che ciò accada. Da qui le mie benedizioni e gli auguri a Donald J. Trump per una presidenza di successo.


Articolo di Mordechai Kedar www.israelnationalnews.com (Traduzione dall’ebraico di Rochel Sylvetsky, versione italiana di Yehudit Weisz) ripreso da Informazione corretta. Mordechai Kedar è lettore di arabo e islam all'Università di Bar Ilan a Tel Aviv. Nella stessa università è direttore del Centro Sudi (in formazione) su Medio Oriente e Islam. È studioso di ideologia, politica e movimenti islamici dei paesi arabi, Siria in particolare, e analista dei media arabi.


mercoledì 13 aprile 2016

Quando gli ebrei criticano gli ebrei

Sonya Margolina
Mosca 1951 -
Biologa, scrittrice e giornalista di origine ebraica russa

“Sicuramente, questa storia [degli ebrei] è stata, come quella degli altri popoli, non soltanto quella di persone pie, ma anche di persone che non avevano nessuna coscienza, non soltanto quella di esseri che senza difesa erano condotti a morte, ma anche quella di persone armate che hanno portato la morte. In questa storia, ci sono pagine che non si possono aprire senza fremere. E sono precisamente quelle pagine che sono state scientemente e sistematicamente occultate nella coscienza degli ebrei”


Sonya Margolina, Das Ende der Lügen: Russland un die Juden im 20 Jahrhundert, Sieder Verlag, Berlin 1992, p. 151 - La fine delle bugie. La Russia e gli ebrei nel 20° secolo. I coloni, Berlino 1992.

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Norman Podhoretz
Brooklyn, 16 gennaio 1930 -
Giornalista statunitense di origine ebrea polacca

“Nelle culture che sono loro estranee gli ebrei si appollaiano sempre sulle spalle dei popoli di ceppo, liberando in tal modo il loro intelletto dalle preoccupazioni economiche, militari, politiche e altre che sono il comune destino di ogni nazione normale e che distolgono una parte importante del suo genio collettivo”

Frase di Norman Podhoretz, redattore capo per molti anni della rivista ebreo-americana Commentary, riportata da Aleksandr Solgenitsin nell’opera: DUE SECOLI INSIEME. Ebrei e russi durante il periodo sovietico, Vol. II, Controcorrente Edizioni, Napoli 2007, pag. 17– Prima edizione in russo nel 2002.

sabato 30 gennaio 2016

Il concordato dimenticato tra ebrei e fascisti

Marcello Veneziani

Il concordato dimenticato tra ebrei e fascisti

Se questa è la Giornata della Memoria, è giusto ricordare oltre le sciagurate leggi razziali e gli orrori della Shoah, un evento positivo e obliato che riguardò gli ebrei e lo Stato italiano, nel 1930. Fu il Concordato tra Stato fascista ed ebrei. Lo Stato pontificio e poi lo Stato laico e liberale non avevano riconosciuto giuridicamente la comunità israelitica in Italia; lo fece il regime di Mussolini. Fu insediata una commissione paritaria, tre rappresentanti ebrei e tre giuristi per lo Stato italiano. In particolare se ne occupò un giurista cattolico liberale, Nicola Consiglio, che aveva avuto un ruolo importante nei Patti Lateranensi (è stato pubblicato il suo diario a cura di Luca de Ceglia). Consiglio elaborò la legge che portò al pieno riconoscimento delle comunità israelitiche.

Scrive Renzo De Felice: «Il governo fascista accettò pressoché in toto il punto di vista ebraico». A legge varata, il presidente del consorzio ebraico, Angelo Sereni, telegrafò a Mussolini «la vivissima riconoscenza degli ebrei italiani» e sulla rivista Israel Angelo Sacerdoti definì la nuova legge “la migliore” fra quelle emanate dagli stati. Consiglio ricevette una medaglia d'oro dalla Comunità ebraica. Poi arrivarono le sanzioni economiche per l'impresa d'Etiopia, quindi l’alleanza con Hitler e le infami leggi razziali. Poi nell'Italia antifascista, il presidente del nefasto tribunale della razza, Gaetano Azzariti, diventò collaboratore di Togliatti e Presidente della Corte Costituzionale... Gli assurdi testacoda della storia.


Articolo di Marcello Veneziani del 27/01/2015

domenica 17 maggio 2015

Presenze ebraiche nel Marchesato di Crotone

Scorcio del centro storico di Santa Severina

Presenze ebraiche nel Marchesato di Crotone

Nel XV secolo, sia nei capitoli concessi a Santa Severina, sia in quelli concessi alla città di Crotone, re Alfonso approvava le richieste dei cittadini in cui si chiedeva che gli ebrei residenti fruissero di tutte le grazie, franchigie, immunità e libertà di cui godevano tutti gli abitanti.
Nel Marchesato di Crotone, per i secoli XIII-XVI, è documentata la presenza (continua o sporadica) di comunità ebraiche a Umbriatico, Strongoli, Caccuri, Santa Severina, Roccabernarda, Policastro, Mesoraca, Belcastro, Cutro, Crotone, Isola Capo Rizzuto, Le Castella, Torre di Tacina. Per alcune di queste località (Caccuri, Santa Severina, Crotone) si conosce il sito della “giudecca”, ossia il quartiere, o strada, dove abitavano i giudei. A Santa Severina la giudecca si trovava presso il quartiere della Grecìa, nei pressi del quale si ergeva il Timpone delli Judei; a Crotone essa abbracciava il sito della parrocchia di santa Maria Prothospatari. A Isola Capo Rizzuto, a poca distanza dell’abitato, a oriente, si stende una contrada denominata ancora oggi Giudea. Nella zona si trovava forse l’area cimiteriale della locale comunità ebraica, o un qualche antico possesso giudaico; la località si identifica, infatti, con il toponimo Palatium de Judeis ricordato in documenti datati ai secoli XII-XIV. La comunità di Crotone risulta la più antica e importante del Marchesato. Nel 1276 essa pagava una tassa annua di 19 once, 12 tarì e 12 grana. Anche quella di Santa Severina era abbastanza antica. Per esempio, nel 1308 la gabella della tintoria fu data in fitto al giudeo Mataluso per un canone annuo di otto tarì.

Cfr. Cesare Colafemmina, Presenza ebraica nel Marchesato di Crotone, in “Studi Storici Meridionali”, anno IX, settembre-dicembre 1989, p. 287. Notizie successivamente incorporate in Cesare Colafemmina, Per la storia degli Ebrei in Calabria, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1996.

Un caratteristico vicolo di Santa Severina

venerdì 22 marzo 2013

Pagine di storia - Quando lo Stato esagerava



Gazzetta Ufficiale d’Italia
8 aprile 1944, p.445

Confisca a favore dello Stato di beni mobili appartenenti al sig. Sommer Antonio di razza ebraica.

IL CAPO DELLA PROVINCIA DI VICENZA

Visto il decreto legislativo del Duce n°2 in data 4/1/1940 – XXXIII:
Vista la denuncia dei beni posseduti dall’ebreo Sommer Antonio da Montecchio Maggiore;
DECRETA:
I beni appresso indicati, di proprietà dell’ebreo Sommer Antonio sono confiscati:

10 cappelli da donna
5 paia di scarpe da donna usate
1 paio di pantofole da camera per uomo usate
1 lenzuolo di una piazza di cotone
1 fascia elastica
2 accappatoi da bagno
1 vestaglia da camera
1 camicia da uomo
2 paia di calze da uomo usate di cotone
1 sottoveste da donna
4 cravatte
3 vestiti da donna di seta usati
3 camicette di seta
1 vestito a giacca da donna usato
2 federe per guanciali
4 asciugamani piccoli di tela dei quali uno di spugna
1 camicia da notte per donna di cotone
1 grembiule
2 cuscini piume
5 porta panni
1 borsa per spese di gomma
3 piccoli tegami di alluminio
1 scodella
3 spazzole da scarpe
1 pacchetto di cotone medicinale
1 scendi letto
4 valigie

Detti beni passano in gestione all’Ente Gestione e Liquidazione immobiliare.