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| ASD Academy Scandale, |
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| Callimaco |
La ferita
d’amore
Non
sapevamo che l’ospite fosse ferito.
Hai visto
con quale pena esalava dal petto
dopo aver
bevuto il terzo bicchiere?
E le rose
della sua corona caddero a terra,
perdendo i
loro petali.
Qualcosa di
grande lo brucia. Per gli dèi, non lo dico a caso:
il ladro
conosce le tracce del ladro.
Callimaco
Cirene, 305
ca – Alessandria, 240 a.C. ca
Poeta e
filologo greco
Di famiglia nobile nacque sulle coste africane
nell’antica colonia dorica di Cirene. Visse alla corte di Tolomeo Filadelfo ed
ebbe incarichi al Museo e alla Biblioteca di Alessandria d’Egitto.
Cfr. Giulio Guidorizzi, Letteratura greca. Cultura
autori testi. Dal IV secolo all’età cristiana, Einaudi scuola, 2016, p.193.
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| Hermann Hesse |
“Di una
storia è vero solo quello che l’ascoltatore crede”
“Troppo
spesso togliamo tempo ai nostri amici per dedicarlo ai nostri nemici”
“Se il mondo ha ragione, se hanno ragione le
musiche nei caffè, la gente americana che si contenta di così poco, vuol dire
che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi
chiamai più volte, l'animale sperduto in un mondo a lui estraneo e
incomprensibile, che non trova più la patria, l'aria, il nutrimento”
Hermann
Hesse
Calw, 2
luglio 1877 – Montagnola, 9 agosto 1962
Scrittore
tedesco, naturalizzato svizzero
Premio
Nobel 1946
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| Ivan Illich |
Ivan Illich
Vienna, 4
settembre 1926 – Brema, 2 dicembre 2002
Sociologo, scrittore, storico, pedagogista e
filosofo austriaco attivo negli Stati Uniti e in Messico. Sacerdote, fondatore
del Centro Interculturale di documentazione di Cuernavaca (1961), centro di
studi socio-culturali dell’America latina. Abbandonò la funzione sacerdotale
nel 1969. Fu a Firenze e a Roma dove fu ordinato prete nel 1951.
A Venezia
Sei
bella, Venezia,
che
bella ti desti
dal
fondo del mare,
in cui
padrona ti specchi.
Il mare
t'inargenta
e l'onda
fugge;
il mio
occhio mira e rimira,
mentre
il silenzio mi parla.
Dolce è
la visione, dolce il cammino!
Belle
sono le onde là,
dove
l'occhio incantato spazia.
Un'eco
odo risalire dalle calle
e
spandersi dolce per l'aere dal sapor di mare.
È voce
amica che nel cuore penetra,
rimanendo
a perenne ricordo.
Sono a
Venezia che incanta e strega.
Luca
Vincenzo Simbari
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| John Baskerville |
Perché è
così che si dovrebbe vivere, se si vuole vivere.
È così che
si dovrebbe amare, se si ama davvero.
Con
coraggio e illusione. Con perseveranza.
Con l’idea,
illogica e allegra, di poter prima o poi volare.
Baskerville
John
Baskerville
Luton, 28
gennaio 1707 – 8 gennaio 1775
Imprenditore
britannico, meglio noto però per la sua attività di tipografo.
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| Costantino Kavafis |
Nella
casa dell’anima
Nella
casa dell’anima s’aggirano le Passioni -
belle
donne abbigliate in seta,
il capo
adorno di zaffiri.
Dalla
porta fin nell’interno della casa
tutte
governano le sale.
Nella
più grande -
di
notte, quando brucia loro il sangue -
danzano
e bevono, i capelli sciolti.
Fuori
dalle sale, pallide e malvestite,
con
abiti di un tempo fuori moda,
s’aggirano
le Virtù ascoltando amareggiate
la festa
che fanno le ubriache etere.
Coi visi
incollati ai vetri delle finestre
osservano
in silenzio, pensierose,
le luci,
i diamanti e i fiori della danza.
Costantino
Kavafis
Konstandinos
Petrou Kavafis
Alessandria
d'Egitto 1863 – Alessandria d'Egitto 1933
Poeta
greco
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| Louis Ferdinand Céline |
"...non
c'è guerra dal Diluvio in poi che non abbia avuto per musica
l'ottimismo...tutti gli assassini vedono rosa nel futuro, fa parte del
mestiere. Così sia..."
"La gran fatica dell’esistenza non è forse
insomma nient’altro che questo gran darsi da fare per restare ragionevoli
venti, quarant’anni o più, per non essere semplicemente, profondamente se
stessi, cioè immondi, atroci, assurdi"
Louis
Ferdinand Céline
Pseudonimo
di Louis Ferdinand Auguste Destouches
Courbevoie
(Parigi), 27 maggio 1894 – Meudon, 1° luglio 1961
Scrittore,
saggista e medico francese, si diede il nome di Céline (il celeste).
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| Georg Sebald |
“[…] l’oscurità non si dirada, anzi si fa più fitta
al pensiero di quanto poco riusciamo a trattenere, di quante cose cadono
incessantemente nell’oblio con ogni vita cancellata, di come il mondo si svuoti
per così dire da solo, dal momento che le storie, legate a innumerevoli luoghi
e oggetti di per sé incapaci di ricordo, non vengono udite, annotate e
raccontate ad altri da nessuno”
Winfried Georg Sebald
Winfried Georg Sebald
Winfried Georg Sebald
Wertach, 18 maggio 1944 – Norfolk, 14 dicembre 2001
Scrittore
tedesco
Emigrato in
Inghilterra lì mori all’età di 57 anni in un incidente stradale il 14 dicembre
del 2001
Cfr. Winfried Georg Sebald, Austerlitz,
traduzione di Ada Vigliani, Collana Fabula n.143, Milano, Adelphi, 2002 (2001)
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| Martin Heidegger |
“Ogni posizione di problema è un cercare. Ogni
cercare trae la sua direzione preliminare dal cercato. Porre un problema
significa cercare di conoscere l’ente quanto al suo che-è e al suo esser così.
Il cercare di conoscere può divenire una “ricerca” se mette capo alla
determinazione ostensiva di ciò intorno a cui verte il problema. Il cercare, in
quanto cercare qualcosa, ha un suo cercato. Ogni cercare qualcosa è in qualche
modo un interrogare qualcuno. Oltre al cercato, il cercare richiede
l’interrogato. Quando il cercare assume i caratteri di una vera e propria
ricerca, cioè un assetto specifico teoretico, il cercato deve essere
determinato e portato a livello concettuale. Nel cercato si trova dunque, quale
vero e proprio oggetto intenzionale della ricerca, il ricercato, ciò che
costituisce il termine finale del cercare. Il cercare stesso, in quanto
comportamento di un ente, il cercante, ha un carattere d’essere suo proprio. Un
cercare può essere condotto in modo casuale o assumere il carattere della posizione
esplicita di un problema. Ciò che caratterizza quest’ultima è che il cercare
diviene trasparente a sé stesso solo dopo che lo siano divenuti tutti i
caratteri costitutivi del problema sopra elencati”
Martin Heidegger
Martin Heidegger
Martin Heidegger
Messkirch,
26 settembre 1889 – Friburgo, 26 maggio 1976
Filosofo
tedesco
Cfr. Martin Heidegger, Essere e tempo,
Longanesi, Milano, 2023 (1971), p. 16 – Sei und Zeit, 1927