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domenica 6 marzo 2022

Nel 1849 viene sciolta la Guardia Nazionale di Scandale

 


La Guardia Nazionale fu successivamente ripristinata per la lotta al brigantaggio

domenica 8 ottobre 2017

Pagine di storia – Sacerdoti di Scandale nel 1580

Parrocchia di San Nicola a Scandale

Don Dimitri Varipapa, nipote del parroco di Scandale, in un documento del 1580

Il prete greco Dimitri Varipapa, nato a Belvedere, ma residente a Carfizzi, nipote del parroco di Scandale Don Gabriele Varipapa, era stato sospeso dalle celebrazioni delle messe, perché accusato di aver preso moglie dopo aver preso gli ordini sacri. “Donno Demetrius Varipapa, nato a Bellovedere ed abitante a Scarfizzi”. Iniziato all’ordine presbiterale dal vescovo greco Machario a Sorrento e poi a Napoli nella chiesa dei Greci sotto il castello di S. Elmo, celebrò le prime messe a Carfizzi dove prese moglie: “mi inzurai a Scarfizzi…et sposai alla ecclesia, e la pigliai vergine”.
Fu poi “ordinato alla chiesa di Belvedere nominata la Trinità et è chiesa di greci”. Inquisito dal vescovo di Umbriatico Emilio Bombino con l’assistenza del vicario generale di Santa Severina, Stefano Quaranta, e del vicario generale Antonio Galeoto, Demetrio Varipapa dichiarò che Don Gabriele Varipapa, parroco di Scandale, era suo “ziano”. Il 12 aprile 1580 si presentò alla Curia Arcivescovile di Santa Severina, con una nota e dei testimoni, per discolparsi dalle accuse. Fu interrogato assieme ai testimoni dal notaio apostolico ed attuario della curia Iacobo de Rasis su mandato del vescovo di Umbriatico, Emilio Bombino.
Tutti testimoniarono a favore del prete, che presentò copia del contratto di matrimonio avvenuto (a suo dire), a Carfizzi il 16 aprile 1570. Presentò, anche, una Bolla di ordinazione sacerdotale, rilasciata il 26 marzo 1579 in Napoli dall’arcivescovo greco Macario. I due documenti erano certamente falsi, almeno per quanto riguarda le date, ma i testimoni ne certificarono l’autenticità. Due testimoni erano di Scandale: il chierico Costantino de Todero e il presbitero Tommaso Basilicò. Queste le testimonianze:

“Io Costantino de Todero, greco, del casale di Scandale, Diocesi di Santa Severina, mi ho retrovato presente alle nozze di Don Dimitri Varipapa di Scarfizzi il quale si accasò che saranno da due anni et pigliò moglie una Arvanisa [Albanese]; et so che quando si accasò non haveva ordine sacro, et questo lo so perché in quel tempo era mio discepulo, ma li pigliò li ordini sacri che sarà un anno incirca come appare per la Bulla alla quale mi riferisco. Così ancora gli pittaggi scritti da Don Petro Sammari et questa è la verità.
Io non mi ho trovato presente quando esso Dimitri prese ordini sacri, si bene ho inteso da altri che forno presenti alla sua ordinazione che li detti ordini sacri li prese detto Dimitri in Napoli dall’arcivescovo di Malvasia, del quale ho visto la Bulla, espedita in persona sua e conosco che è espedita dal detto arcivescovo havendola io letta et traslata in vulgare et benedizione della propria mano e sigillo del detto arcivescovo, perché ne ho viste altre e conosco detta mano e sigillo, et questa è la verità referendomi a detta Bulla.
Io per quanto ho prattica di detto Dimitri so che è homo da bene di bona fama et condizione et credo che fu per errore et per intendere male quel che deposse, ma so e dico che la prattica di detto arcivescovo in Napoli et l’ho visto con li occhi firmare altre Bulle, et conosco che la Bulla di Dimitri è firmata da predetto arcivescovo et io sto per affermarlo sempre perché io ne so informatissimo et conoscente et questo è la verità”.

Seconda testimonianza.
“Io Tommaso Basilicò, presbitero greco del casale di Scandale, so che Dimitri Varipapa, prete greco di Scarfizzi, si accasò e prese moglie una Albanese di detto casale che saranno i nove dece anni incirca et io essendo a Belvedere fui convitato alle sue nozze in detto tempo assieme a p.re, ma non ci andammo et io ho inteso da altri che li ordini sacri li prese in Napoli dall’arcivescovo di Malvasia. Ben vero ho visto et letto la Bulla espedita da detto arcivescovo greco, in persona di detto Dimitri nella quale dice haverli datoli tre ordini sacri et havendone viste più Bulle espedite da esso arcivescovo, dico che questa è conforme alle altre di una medesima firma e sottoscrizione e sigillo”.

Per un approfondimento si consulti l’articolo di Andrea Pesavento, Il Casale di Scandale (pubblicato su La Provincia KR n° 20-23 - 2008).


domenica 28 maggio 2017

Documenti di Scandale in vendita su Internet

Sopra - Busta del Comune di Scandale del 1948
Busta del 1981

1980?

domenica 21 maggio 2017

Scandale nel 1796

Dizionario Geografico

domenica 7 maggio 2017

Un libro dedicato a Donna Mica dei Baroni Drammis


Vincenzo Gallo Arcuri
Rocca di Neto 1826 – Rocca di Neto 1873
Poeta e patriota


Libro in possesso della Biblioteca Nazionale di Firenze

Dedica che si trova all'inizio del libro

domenica 12 marzo 2017

sabato 28 gennaio 2017

Rinascimento cattivo - Firenze 1463

FIRENZE

Provvedimenti comunali a Firenze nel 1463 riguardanti gli ebrei


“I priori hanno preso in considerazione che un gran numero di ebrei si è stabilito a Firenze, e che quasi nessuno di loro porta segni di riconoscimento, per cui la confusione è considerevole, ed è difficile distinguere tra ebrei e cristiani…È loro intenzione rimediare a questa situazione insoddisfacente [per cui] a ogni ebreo, maschio o femmina al di sopra dei dodici anni, nominato o no nell’Accordo fiorentino, e residente o no in Firenze, sarà richiesto di portare un segno “O” nella città di Firenze. Questo “O” giallo sarà portato sul petto a sinistra, sugli indumenti in posizione visibile. Sarà della lunghezza di un piede e dello spessore di un dito, Una multa di 25 lire sarà applicata ogni volta che il segno non sarà portato, essendo richiesti due testimoni”.


Alexander Lee, Il Rinascimento cattivo. Sesso, avidità, violenza e depravazione nell’età della bellezza, Bompiani / Rizzoli Libri S.p.A., Milano 2016, pag. 548, nota 31.
Il documento l’autore lo ha preso dal libro di Gene Brucker, The Society Renaissance Florence: A Documentary Study, New York, Harper & Row, 1971, pp. 241-2, doc. 118.


domenica 27 novembre 2016

Quando a Scandale c'erano ottocento vacche

Santa Severina in una foto pubblicata dal Touring Club Italiano nel 1937

Discorso dello stato che si trova di presente la Città-Castello di Santa Sev.na, e gli altri doi suoi Casali.

La Città di Santa Severina è habitata in Catasto fochi quattrocinto quattordici, ma saranno sempre molto più et saranno le animi in tutto milli ottocento,
quilli che pagano cota cioè pagamenti fiscali saranno trecento dici, casi nobili saranno circa quindici, casi piene et voti cioe no habitati passano milli tutti coperti a coppi con alcuni palazzi e molti casi nobili.
Detta Città Camina tutta in piano ancorche sta alla montagna con strade assai belli. Il Castello di essa Città sta posto in capo della Città, fondato sopra pietra viva non si pote minari li fossi del quali sono cavati a martello nel sasso stisso, che di larghezza sarà in circa canni sessanta e per lo mino di larghezza e di altezza del fosso in fondo sino al piano di Castello sarà circa canni vinti, larghezza del fondo del fosso sarà circa sei canni segnano detti fosse isolando il Castello nel qual si entra per tre porte, e tre parti e un ponte levatoio.
Il Castello sta quatrato e per tre parti di esso vi è sotto casi matti per riporvi molti monitioni sotto quali vi è fontana, furno, et altri simili comodità, quattro baluardi, quattro torri Tutti per canto e dui spuntuni, entrando la prima porta tutti di muri fortissimi, fatto detto Castello all’istess’architettura del Castel vecchio di Napoli.
Entrando nella porta del Castello la piazza o sia Cortili di larghezza di canni dodici circa e setti di larghezza benissimo salsato di pietracotta.
In mezzo del detto Cortili vi è una cisterna grande fatta a lamia che empie le due parti di esso Cortilee di ferro, dicino vi erano molti pezzi grossi et tempo fa forno portati in Cotroni.
In Cima il Castello vi è un corritor largo che cammina all’intorno scoperto che guarda amontagna et marina.
Da detta Città alla marina andando per la via del fiume chiamato Neto vi son circa dieci miglia camino piano.
………. detto Castello vi è una piazza verso la Città assai grande avanti quali vi è la stanza dell’Arcivescovo e chiesa maggiore. Nò si può buttari detto Castello che offender possa essendo molto desposto alla montagna.
La Città si tiene da se fundata supra sassi muraglia naturali …Territorio bellissimo e fruttifero e bellissimi giardini et acque per adeguarli a buonissimi frutti di ogni genere.
Li cittadini sono redotti poverissimi tengono di debito passano trentamilia scudi a pagamenti fiscali…… La Corti teni il jus pasculandi et fidandi et sono discosti dalla città circa tre miglia. Salina di Montagna dicono esser posta nel territorio di Santa Severina e n’e padrone il Rè
Stalla fuor del Castello buonissima per vinti cavalli.

Il Casali di San Mauro di esso territorio habitato da Grieci et Taliani sarano famiglie duicinto quindici circa e circa mill’animi discosta da detta Città quattro miglia. Huomini che fatighano volentieri et ogni giorno acquistano, et il Signore vi metti il Capitano …… quali l’Università tien liti col detto Conte pretendendo detti dui Casali dover star soggetti al Capitano di Santa Severina, ancorche il Conti l’habbia fatta territorio separato.

Casale di Scandale habitato da greci e taliani discosta similmente da quattro miglia a Santasev.na sarano un centocinquanta casi di pagliari et sarano circa novicento sessant’animi et sono assai comodi et haverano fra tutti circa ottocento vacche, et il Conti vi metti parimenti il Cap° che aquatro ci possederà intorno a ciò.

Restami anco dirci che tutta la fabrica del Castello di Santa Severina …… e chi volisse far un Castel simile, la fabrica sola no’ si farebbe con duicinto milia scudi essendo fortezza…

Articolo pubblicato dal sito culturale di Mesoraca senza nessuna indicazione sul periodo e la provenienza del documento che, probabilmente, è del Seicento.


Santa Severina - Scorcio del Castello

martedì 1 novembre 2016

Caduti di Scandale nella 2ª Guerra Mondiale nell'elenco del Ministero della Difesa


Ministero della Difesa
ROMA
Caduti e Dispersi della 2ª Guerra Mondiale







Marino era Caporale


Sull'Albo d’Oro del Ministero della Difesa non ci sono notizie di nessun genere su Coriale Antonio, Pavone Salvatore e Procopio Domenico. Per essere più precisi, esistono negli elenchi soldati che si chiamano con questi nomi e cognomi, ma risultano nati in altri paesi. Per esempio esiste un Coriale Antonio nato negli Stati Uniti, come si può vedere nel documento che segue:



Dispersi in Russia

Al Ministero non ci sono notizie di nessun genere su Fiore Antonio e Parisi Antonio, entrambi Caporali e su Borda Francesco, soldato del 3° Reggimento Bersaglieri, nato a Scandale nel 1916. Probabilmente, però, si tratta di Borda Francesco nato il 20/12/1916 a San Mauro Marchesato, forse residente a Scandale, morto il 31/3/1943 durante la Campagna di Russia e sepolto a Nova Liada.


Demme era del 79° Reggimento Fanteria

Riolo era del 53° Reggimento Fanteria


domenica 4 ottobre 2015

Nuovi documenti sulla famiglia Drammis

Questa è soltanto una pagina dei documenti della famiglia Drammis di Scandale che si trovano in Brasile nella raccolta di Ana Castelhano da Curitiba. Questa famiglia possiede anche l’atto di morte del barone Nicola Drammis (10 gennaio 1899), e un atto di nascita del barone Guglielmo (24/12/1866 - 06/06/1938), allegato (il 19 luglio 1999) a una dichiarazione del notaio Gabriele Rizzuto da San Mauro Marchesato a conferma che era figlio naturale di don Antonio. Hanno anche il certificato di morte di don Simone Drammis del 1867, e quello della baronessa Mariangela Fazio, moglie del barone Salvatore, morta a Scandale nel 1877 in Via del Duomo.

Il documento che vedete è la trascrizione originale in francese del diploma (andato perduto) che il barone Salvatore Drammis realizzò per la sua famiglia nel 1864.
Il 18 ottobre 1943, su richiesta di don Antonio e don Giovanni Drammis, il documento fu tradotto in italiano dal dott. Carmine Scalise e battuto a macchina su un semplice foglio bianco che io ho visto a casa di Gino Scalise negli anni Ottanta, poi pubblicato sia sul suo che sul mio libro e adesso anche su Wikipedia.
L’originale che vedete (mi ha inviato solo la prima pagina) fa parte, insieme ad altri documenti sui Drammis, della "raccolta di Ana Castelhano da Curitiba, Brasil". Mi è stato mandato dalla signora Ana Luiza Jablinski che vive in Brasile ed è la nipote di Ernesto Capozzi, emigrato in Brasile nel 1896, figlio illegittimo (secondo la documentazione in suo possesso) del barone Antonio Drammis, morto a Scandale il 2 febbraio 1910.
La signora sostiene che questi documenti sono stati inviati in Brasile (sicuramente da Scandale) negli anni Cinquanta. E, nell’e-mail che mi ha mandato, aggiunge che “Ernesto Capozzi (Drammis) è il mio grande-nonno, sua madre è Maria Giuseppa Marino”. Dice anche che la signora Marino conosceva il generale Rodolfo Graziani e il medico Giulio Pignatari di Napoli.



La persona al centro seduta, con accanto il figlio e la moglie, è Ernesto Capozzi (Drammis). Foto della "raccolta di Ana Castelhano da Curitiba, Brasil". 





Don Antonio Drammis - Questa foto me l'ha data un po' di anni fa Givannino Drammis

domenica 27 settembre 2015

I paesi del Marchesato nei documenti del Vaticano

Crotone in una foto d'epoca

Di seguito i primi documenti che riguardano alcuni paesi del Marchesato, trovati nell’Archivio Segreto Vaticano da padre Francesco Russo e raccolti nella sua opera Regesto Vaticano per la Calabria.


CROTONE .........................................Il primo documento risale al 14 agosto 551 d.C.
SANTA SEVERINA............................Documento n 258 del 23 marzo 1112
SAN LEONE.......................................Il primo documento risale al 1275
SAN MAURO MARCHESATO...........Documento n° 1090 del 7 maggio 1278
PAPANICE.........................................Documento n° 2341 del 1310
SCANDALE........................................Documento n° 4914 dell’anno 1325


Francesco Russo, Regesto Vaticano per la Calabria, Roma, Gesualdi Editore, 1978



domenica 30 agosto 2015

L’Azione Cattolica di Scandale nei documenti dell'Archivio Rossi Doria

Scandale - L'entrata della Parrocchia di San Nicola in una foto pubblicata in passato dal sito Kroton

L’Azione Cattolica di Scandale nel 1955

Questo movimento, che dovrebbe essere esclusivamente a carattere religioso, si articola in un gruppo maschile ed in un altro femminile; ognuno di questi gruppi, a sua volta, è distinto in sezione giovanile e sezione “adulti” (uomini e donne di Azione Cattolica). Non sembra che vi siano stretti rapporti tra le quattro sezioni; ognuno agisce e vive indipendentemente, ma, il più delle volte, trattasi solo di vita apparente.
Le due sezioni più funzionanti (sempre in senso relativo, però) sono quelle giovanili: la maschile e la femminile. La prima (“i giovani di Azione Cattolica”) fa capo a Luigi Scalise di Salvatore, impiegato al Comune, che intende presentarsi al concorso per Segretario Comunale, corrispondente de “Il Tempo”. Il padre, Salvatore, è un contadino ex terraggerista, eletto consigliere comunale nella lista di maggioranza con 721 voti di preferenza. Luigi ha un fratello medico (di idee alquanto ………) ma che ha preferito abbandonare Scandale), è nipote di Antonio Scalise (uno dei tre macellai di Scandale), di Pasquale (l’ex contadino, sposatosi ad una maestra elementare di Castelforte, in provincia di Latina, profuga a Scandale durante la guerra, che sembra attualmente essersi imborghesito) e di Francesco (invalido di guerra, pensionato, attualmente segretario della locale sezione del Partito Nazionale Monarchico dopo vari altri esperimenti politici). I “giovani di A.C.” sono gli unici ad avere una sede che funziona durante tutto l’anno; essi, anzi, ospitano anche la Democrazia Cristiana. Luigi Scalise, anche a detta di altri, pare si prodighi sufficientemente per l’organizzazione, ma, ciononostante, l’attività di questo gruppo non sembra brilli eccessivamente anche se non si può affermare, in modo assoluto, che non venga fatto proprio nulla. Generalmente è frequentata sempre dagli stessi giovani (pochi, davvero) che trovano in sede un “calcio balilla” e qualche giornaletto.
Luigi Scalise critica apertamente la situazione politica di Scandale e le interferenze del Segretario Comunale e del Parroco; pare, anzi, che se ne sia fatto interprete anche attraverso la stampa con il brillantissimo risultato di “cadere in disgrazia”. Se può “essere ancora a galla” lo deve ad una protezione dall’alto (il Vescovo di Santa Severina, quello di Crotone e le autorità di Catanzaro) oltre a quelle del Sindaco (ne è l’uomo di fiducia). Non esita a riconoscere anche gli errori e le deficienze dell’Azione Cattolica, che così spiega: “È inevitabile sia così: noi non dovremmo fare politica; invece ce la fanno fare. Io, però, mi rifiuto di obbedire. Sono cattolico e non necessariamente “democristiano”, pur se voto democristiano. L’A.C., però, deve restare “apolitica” sennò mi dimetto”.
La seconda (“le giovani di Azione Cattolica”) ha, per presidentessa, la signorina Elisa Rota di Carlo. È la giovane figlia di un medio proprietario, “ex industriante” (cioè proprietario di greggi e mandrie), appartenente ad una famiglia di relativamente recente immigrazione a Scandale dalla Sila (fu il nonno di Elisa a trasferirsi in questo paese durante una delle periodiche trasmigrazioni di bestiame alla “marina” dalla Sila). Forse in questa sua carica può trovarsi la migliore interpretazione di “chi sia Elisa Rota”: giovane ragazza di paese, in possesso di un diploma, non fidanzata (ne pare vi siano programmi al proposito), portata a sentirsi una delle “maggiorenti” del paese, con una specie di “misticismo” che, in qualche modo, può compensare le altre sue esigenze non ha trovato di meglio che dedicarsi a queste “giovani di Azione Cattolica”, che, in un certo senso, la rispettano. A voler essere molto critici (forse anche un po’ causticamente, ma non certo allontanandosi troppo dal vero) essere “presidentessa” per Elisa è uno sfogo, un’evasione, un mezzo per emergere.
Oltre questo non c’è da fare alcun altra osservazione su questa organizzazione: si riuniscono, ogni domenica, nella vecchia chiesa per leggere e commentare (come possono) le pubblicazioni ufficiali arrivate da Roma, ma c’è scarsissima partecipazione. I testi adottati, d’altra parte, sono, quanto meno, anacronistici; ad una certa serietà da parte della Rota e delle altre “dirigenti” non corrisponde altrettanta serietà da parte delle altre. Molta esteriorità e prevalenza dell’andazzo “fare tanto per fare, ma con scarsa convinzione”.
Le due sezioni per adulti (“gli uomini e le donne di Azione Cattolica”) sono affidate, rispettivamente, a Bruno Carieri di Francesco (medio proprietario, “industriante”, creditore di molti) ed a Ester Brescia (la moglie del Sindaco, troppo presa, però, dai suoi impegni di moglie e di madre oltre che di insegnante elementare avente l’incarico di “maestra fiduciaria” e di “presidentessa del patronato scolastico” per occuparsene attivamente.
Esistono, quindi, solo in teoria e sulla carta. Non esplicano alcuna attività, almeno degna di un tal nome.

Note sull’organizzazione politica e le vicende elettorali nel Comune di Scandale, Roma, A.N.I.M.I., Archivio Rossi-Doria, 31 pagine dattiloscritte, vol. II, fascicolo 6.

domenica 14 settembre 2014

Scandale - Documenti

Scandale - Piazza San Francesco e Palazzo Drammis

TORRE DI BRESCIA
Frazione del comune di Scandale, provincia di Calabria Ulteriore II.

Cfr. Amato Amati, Dizionario corografico dell'Italia, Milano, Vallardi, 1867.

..................................................................................................

Vigna di Carbonaro - Scandale Calabria ulteriore II
Vigna di Romano - Scandale Calabria ulteriore II

Dizionario geografico-postale d'Italia pubblicato dalla Direzione Generale delle Poste – 1863, - Pagina 698

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SCANDALE

ANNO 1732............Giovan Francesco Bono – Erario – Cartolario G225 – 34, fascicolo 12.
ANNO 1764............D. Bernardo Orsini – Governatore - Cartolario n° 325 – 2, fascicolo 12.

Cfr. Franz Von Lobstein, Settecento calabrese ed altri scritti, Vol. IV°, Piria Editrice, 2007.

....................................................................................................

Terremoto del marzo 1832 a Scandale e nella provincia di Catanzaro

Scandale: morti 7. Belcastro: morti 6. Gimigliano: morti 6 e feriti alcuni. Santa Severina: morti 6. San Mauro: morti 5. Catanzaro e suo territorio: morti 4 e feriti parecchi. Cropani: morti 3 e feriti 30. Sersale: morti 3 e feriti alcuni. Simeri: morti 3.

Memorie di matematica e di scienze fisiche e naturali della Società italiana delle scienze,Tipografia della Reale Accademia dei Lincei, 1896, pag. 224.


domenica 16 febbraio 2014

Scandale nel 1909, secondo la Guida Generale del Regno

Scandale in una foto d'epoca, conservata da Luigi Aprigliano

ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO
ROMA
Annuario Generale d’Italia - Guida Generale del Regno
Anno XXXI – Vol. II, Società Anonima Editrice, 1909.


SCANDALE

Collegio elettorale di Crotone. Diocesi di Santa Severina. Abitanti 1814. Distante km 7 da Santa Severina (Capoluogo mandamentale). Superficie ettari 3856.
Fabbricato sopra elevate colline (m. 371 s.m.) in suolo fertile. Clima saluberrimo. È a scirocco di Santa Severina.

PRODOTTI – Cereali, viti, olivi, allevamento di grosso e minuto bestiame.
Ufficio postale telegrafico locale. Stazione ferroviaria Crotone, distante km 20, sulla linea Bari – Reggio. Servizio corriera Crotone San Giovanni in Fiore, percorrendo Scandale – San Mauro Marchesato - Santa Severina – Caccuri – Cerenzia – Casino.
Percorso stradale Crotone, ore 3. Scandale – San Giovanni in Fiore, ore 9,30.

SINDACO – Farmacista Brescia Antonio
SEGRETARIO – De Miglio Giuseppe
CONCILIATORE – Mazzuca Giovanni Battista
ILLUMINAZIONE PUBBLICA – (App. Petrolio) Il Comune.
CALZOLAI – Costruzzolao Carmine - Paparo C.
CEREALI – (Negozi) Elia Marcello – Racco Fedele – Rizzuto Giacomo - Scalise Carmine – Scalise Pasquale.
MULINI – (Esercente) Seminaro Vincenzo
OLIO d’OLIVA E VINO – (Produttori) Drammis Barone Antonio
TESSUTI – (Negozi) Scaramuzzino Giovanni – Scaramuzzino Salvatore.
FARMACISTI – Catanzaro Modesto – Brescia Antonio.
MEDICI CHIRURGHI – Basta Giovanni – Gallo Francesco
PARRUCCHIERI – Paparo Luigi - Vetrano A.
TABACCAI – Racco Fedele.


domenica 10 novembre 2013

Archivio Rossi Doria - Ditte di Scandale nel 1955



COMUNE di SCANDALE
Dati riguardanti le Ditte presenti – Anno 1955
........................................................................................................................Superficie
N° PARTITA.........DITTA..................................QUALITA’...........................      Ha.....a......ca
231 - MESSINA Giovanni...............Fabbricato d’accertare all’urbano...........0.......01.....50
192 - LAZZARO Alberto di Giuseppe........................”.......................................0........00....72
225 - MENNITI Lucrezia di Agostino.........................”......................................0.......00....48
92 - COMUNE di Scandale.......................................”..........................................0.......01....30
87 - CITRINITI Gaetano di Antonio..........................”........................................0.......01....00
83 - CIRILLO Raimondo fu Tommaso........Incolto produttivo..........................0.......01....30
83...........................”.....................”..........................Agrumeto..............................0.......10....20
193 - LAZZARO Carmela fu Giuseppe, vedova Fiore
.........................................................Fabbricato d’accertare all’urbano............0.......00....32
171 - GIGLIOTTI Pasquale fu Achille.....................Frutteto.............................0.......11....40
188 - IERARDI Angelo fu Benedetto
..........................................................Fabbricato d’accertare all’urbano.........0.......00.....51
156 - FRANCO Giuseppe fu Giacinto.......................”.....................................0.......00.....00
53 - CACOZZA Giuseppe fu Carmelo di Francesco e Gimigliano Ermelinda fu Gaetano.......................................................................”.........................................0.......00....00
201 - LOCANTO Filomena fu Pietro Giovanni marito Funaro..........”......0.......00....00
159 – Eredi FUNARO Carmine fu Luigi.....................”...................................0.......00....00
216 – MARINO Vincenzo fu Carmine.........................”...................................0.......00....00
181 – GRECO Antonia fu Francesco maritata Mattace.........“....................0.......00....00
153 – FRANCO Domenico fu Giacinto...........................“..............................0.......00....40
310 – SCALISE Salvatore, Emilio, Pasquale, Maria e Lucrezia fu Carmine e proprietari Venneri Franceschina fu Domenico vedova Scalise.................................0........00....51
199 – LEONETTI Maria Francesca fu Pasquale marito Guarieri..............0.......00....00
147 – FIORE Antonio fu Domenico............................”...................................0.......00....21
78 - CIANCI Francesca fu Antonio maritata Aprigliano.......”.....................0.......00....31
72 - CERALDI Domenico fu Giovanni......................”....................................0.......00.....23
539 – MURDACA Brigida fu Rocco............................“..................................0.......00.....00
423 – TRIVIERI Antonio di Raffaele.......................Frutteto..........................0......04......50
424 – ALBANI Enrico fu Roberto - Fabbricato d’accertare all’urbano....0.......00.....30
12 - ABIUSO Saverio di Francesco......................Frutteto...........................0......05......40
379 –LE ROSE CATALDO fu Antonio ........Fabbricato d’accertare all’urbano.............................................................................................................0......00......78
261 – PALLONE Maria di Francesco maritata Trivieri...........”.................0.......01......50
140 – FAGA Antonio e Domenico, fratelli di Francesco........”.................0.......00......45
114 – CRUDO Maria e Nicola di Luigi......................................”....................0.......00......70
178 – GRANDE Francesco fu Vittorio......................................”...................0.......00......62
183 – GRECO Elisabetta, Francesco, Giuseppe, Luigi e Giovanna di Giovanni.......................................................................................”.......................0.......00......55
14 – ALESSIO Rosa fu Raffaele, maritata Marino..................”...................0.......00......41
196 – LAZZARO Vincenzo fu Giuseppe..................................”....................0.......00......28
549 - MILITI Serafino e Ferruccio fu Vittorio..........................”....................0.......00......00
43 - BONANNO Domenico fu Francesco..................................”.................0.......00......85
58 - CALOIERO Giuseppe fu Nicola.....................................”.......................0.......00......00
136 – DRAMMIS Guglielmo fu Antonio.....................Frutteto.....................0.......22......60
489 –TIANO Nicola fu Vincenzo usufruttuario e figlio Vincenzo proprietario.........................................................Frutteto.........................0.......03......60
212 –MARINO Bruno di Tommaso Fabbricato d’accertare all’urbano..0.......01.....30
234 – MILITI Ernesto fu Luigi.......................................”..................................0.......00......16
105 – CORIGLIANO Carmine di Pasquale – Incolto produttivo..............0.......08......70
16 - AMMIRATI Maria di Leopoldo, vedova Amantea, possesso contestato da Grande Angelo Maria vedovo Cortese ed altri - Fabbricato d’accertare all’urbano..............................................................................................................0.......04.....60
368 – VASOVINO Antonietta di Gaetano........................”.............................0.......00......27
352 – TRIVIERI Antonio di Giovanni...................Agrumeto.........................0.......01......20
146 – FERRARO Luigi di Giuseppe ...................Frutteto.............................0.......04.......10
185 – GRECO Nicola di Giuseppe -Fabbricato d’accertare all’urbano..0.......03......10
319 – SCARAMUZZINO Giovanni fu Domenico ....Frutteto.......................0.......04.......80
305 – SCALISE Francesco, Luisa Giuseppina, fratello e sorella fu Domenico..............................................................Uliveto..................................0.......13......10
59 – COLAIERO Vincenzina fu Nicola, maritata Marino
................................................................Frutteto produttivo............................0.......00.......58
79 – CIANCI Antonietta, Teresa e Carmine, sorella e fratello fu Giuseppe proprietari e De Fazio Anna vedova Cianci usufruttuaria in parte .................Incolto produttivo............................................................................................................0.......08.......80
64 – CARNI Giovanni fu Raffaele......................Seminativo........................0.......19........00
64 - ........................”................... Fabbricato d’accertare all’urbano............0.......01.......00
42 – BONANNO Antonio di Francesco.........................”..............................0.......00.......88
125 – SEMINARA Gioacchino fu Luigi, proprietario e usufruttuario per 3/5 – Demme Francesco, Carmine, Antonio, Isabella ecc. fu Giovanni ed altri...................................... Fabbricato d’accertare all’urbano......0.......00.......58
318 – SCARAMUZZINO Francesco fu Salvatore.........”.............................0.......01.......30
92 - COMUNE di Scandale.........................Incolto produttivo....................0.......19.......40
83 - CIRILLO Raimondo fu Tommaso...............Agrumeto....................0.......43......80
309 – SCALISE Rosina. Domenico, Lucrezia, Antonia, Flora, Francesco, Mario, e Fiorina fratelli e sorelle fu Salvatore proprietari e Scaramuzzino Elena fu Salvatore vedova Scalise usufruttuaria legale - Fabbricato d’accertare all’urbano............................................................................................................0.......01.......10
356 – TRIVIERI Giovanni di Pietro..............................”................................0.......00.......58
39 - BOMPAROLA Giuseppe...Fabbricato d’accertare all’urbano........0.......00.......56
450 – TRIVIERI Giovanni di Pietro e figlio Nicola..............”.....................0.......00.......58
313 – SCANDALE Giovanni fu Domenico..........................”......................0.......00.......50
113 – CRUDO Giuseppe di Alfonso....................................”........................0.......00......50
361 – TRIVIERI Pasquale di Pantaleone.................Agrumeto.................0.......00......70
86 - CITRINITI Francesco di Gaetano ....Fabbricato d’accertare all’urbano ................................................................................................................................0.......00.....90
355 – TRIVIERI Francesco fu Giovanni ..................Agrumeto...................0.......00.....50
355 - .............”............................. Fabbricato d’accertare all’urbano...........0.......00.....60
154 – FRANCO Giacinto di Giuseppe..................Agrumeto...................... 0.......00.....60
131 – De Pasquale Rosa fu Antonio....................Agrumeto.......................0.......00.....50
 87 - CITRINITI Gaetano fu Antonio Fabbricato d’accertare all’urbano..0.......0.0.....60
325 – SEMINARA Gioacchino fu Luigi ................Agrumeto......................0.......00.....30
263 – PAPARO Bruno di Nicola...........................Agrumeto........................0.......02.....00
191 - IERARDI Lodovico fu Benedetto
................................................Fabbricato d’accertare all’urbano.................0.......00.....80
23 – AUDIA Leonardo fu Antonio..............................”...................................0.......00.....40
223 - MENNITI Caterina fu Agostino...............Agrumeto............................0.......00....30
281 – RAIMONDO Nicola di Antonio...............Agrumeto............................0.......00....50
317 – SCARA’Giovanni di Antonio..................Agrumeto............................0.......00....50
362 – TRIVIERI Pasquale di Pietro...................Agrumeto...........................0.......00.....20
190 – IERARDI Emilia fu Giovanbattista .........Incolto produttivo...........0.......06.....90
73 – CERRELLI Gregorio fu Pietro Fabbricato d’accertare all’urbano...0.......00.....55
121 – De Biasi Luigi fu Antonio .....Fabbricato d’accertare all’urbano...0.......00.....47
228 - MENNITI Giuseppina fu Raffaele.........................”.................................0.......00.....35
28 - BARBERIO Leopoldo fu Antonio.............Agrumeto..............................0.......00.....60
223 - MENNITI Caterina fu Agostino marito Citriniti - Agrumeto.............0.......00....30
281 – RAIMONDO Nicola di Antonio...............Agrumeto..............................0.......00....50
23 – AUDIA Leonardo fu Antonio ..Fabbricato d’accertare all’urbano...0.......00.....35
524 – PERRI Salvatore fu Saverio e Lopez Angelina fu Antonio coniugi
...................................Fabbricato d’accertare all’urbano.................................0.......01.....20
364 – TRIVIERI Raffaele fu Tommaso.........Fabbricato serale...................0.......00.....30
424 – ALBANI Enrico fu Roberto ..Fabbricato d’accertare all’urbano.........0.......02.....70
154 – FRANCO Giacinto di Domenico e Trivieri Angelina fu .....................................Francesco..................Agrumeto.................................... 0.......00.....80

Roma. Biblioteca “Giustino Fortunato” – (A.N.I.M.I.) Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, Archivio Rossi-Doria, Scandale, vol. III, fascicolo 11.