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domenica 19 settembre 2021

Revoca dell'autorizzazione per la Discarica di Santa Marina

 

Antonio Barberio, Sindaco di Scandale

“È una vittoria della comunità di Scandale. Dopo 10 anni di battaglie per tutelare il territorio di Scandale e la salute dei cittadini ora emerge come i nostri dubbi erano del tutto fondati. Abbiamo sempre sostenuto la superficialità di quella autorizzazione e di quelle successive. La revoca dell’autorizzazione che arriva in questi giorni ci riempie di grande gioia e soddisfazione”

 

Antonio Barberio

Scandale (KR), 8 gennaio 1957 –

Sindaco di Scandale. Insegnante

 



mercoledì 4 agosto 2021

martedì 30 marzo 2021

Ribocciato il progetto per la discarica di Scandale

 

Comune di Scandale

“È una campagna che sto combattendo, assieme alla mia comunità e per la mia comunità, da ormai 10 anni. Ho sempre lottato per far sì che questa discarica non si facesse e sono soddisfatto che le mie osservazioni erano giuste.

Ho sempre sostenuto che i pareri espressi dalla Regione Calabria erano illegittimi e li ho sempre evidenziati in ogni sede”

 

Antonio Barberio

Sindaco di Scandale


 Rifiuti, bocciato (ancora) il progetto per la discarica di Scandale

A fare desistere la Regione sarebbe stata un’indagine della Procura della Repubblica di Catanzaro

 

CROTONE Si chiude, per la seconda volta, il sipario sul progetto di realizzare una discarica in località Marinella nel Comune di Scandale. La Regione Calabria, con una nota del 26 marzo scorso, «ha annunciato l’avvio del riesame, in autotutela dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale), relativa alla discarica per rifiuti speciali non pericolosi» da realizzare nel sito di Marinella [Santa Marina]. La società proponente, Ecolsystema srl ha ora 20 giorni di tempo per presentare le controdeduzioni. Scaduto questo termine il Dipartimento ambiente della Regione convocherà «un’apposita conferenza dei servizi, dando corso al procedimento di riesame in autotutela». Lo rende noto il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, che da oltre dieci anni si sta battendo per non fare realizzare l’impianto dei rifiuti nel territorio del proprio Comune. Il progetto per la realizzazione di questa discarica ha maturato una lunga e intricata storia. La prima richiesta di autorizzazione per la realizzazione dell’impianto era stata presentata nel lontano 2010. Si prevedeva la realizzazione di una discarica per lo smaltimento di amianto. Questo primo progetto, però, è stato accantonato per la lotta messa in campo da cittadini e associazioni ambientaliste. Nel primo capitolo della storia c’era stato anche una pronuncia del presidente della Repubblica, oltre ad una sentenza del Tar Calabria. Il capo dello Stato aveva bloccato il progetto annullando il decreto autorizzativo con il Dpr n.4582. Dopo l’annullamento del presidente della Repubblica è stato aperto un nuovo capitolo per realizzare il progetto. Il 3 maggio del 2019, con il decreto del Dipartimento ambiente e territorio, settore 4” si procedeva alla “modifica dei codici Cer (sequenze numeriche volte a identificare un rifiuto, ndr) in ingresso alla discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Santa Marina del Comune di Scandale”. Contro questa autorizzazione il Comune di Scandale, nel 2019, ha presentato ulteriore ricorso al Tar Calabria con il quale aveva chiesto l’annullamento del decreto del 3 maggio 2019 sostenendo che il pronunciamento del capo dello Stato aveva annullato l’intera procedura per la realizzazione della discarica. Secondo il Comune la modifica dei codici Cer avrebbe richiesto una nuova impostazione e non un semplice cambio dei codici dei rifiuti. Il Tar non è ancora entrato nel merito, lo farà il prossimo 5 maggio. A fare desistere la Regione, per come si legge nel documento del 26 marzo scorso, è stata un’indagine della Procura della Repubblica di Catanzaro. Gli uomini della Procura di Catanzaro già lo scorso anno si sono recati presso il Comune di Scandale per acquisire la documentazione. La Procura ha chiesto anche al Dipartimento ambiente con la nota n. 159/5-2/2019 «notizie di carattere tecnico relativamente alle vasche (celle) e aree di sedime dell’intero impianto». «In ragione di quanto richiesto – si legge nel documento del Dipartimento – è stato eseguito un sopralluogo sulle aree in argomento, dal quale, per come risulta dal verbale delle operazioni peritali, è emerso che le particelle n. 145 e n.178 su cui ricadrebbe parte dei sedimi delle costruende vasche (celle), risultavano parzialmente interessate alla presenza di alberatura (per lo più eucalipti)… comunque non certificati in sede di rilascio dell’Aia». C’era un vincolo forestale e non era probabilmente emerso tra le carte presentate per ottenere l’Aia. Sulla base di questo vincolo parte la procedura in autotutela.

 Articolo del Corriere della Calabria del 29/03/2021

 


sabato 16 maggio 2020

Quando si manifestava contro la Discarica di Santa Marina

Assemblee e manifestazioni a Scandale in due immagini di repertorio


sabato 3 agosto 2019

Discarica di Santa Marina - Il TAR rimanda a gennaio





Si è tenuta l'udienza in camera di consiglio dinanzi al TAR di Catanzaro per il ricorso proposto dal Comune avverso il decreto di autorizzazione delle discarica di Santa Marina.
Il collegio ha disposto la fissazione dell'udienza di merito pubblica per la discussione delle eccezioni rappresentate nel ricorso per l'annullamento del decreto al 15 Gennaio 2020.

Il Sindaco
Antonio Barberio


sabato 13 luglio 2019

Sempre sulla discarica di Santa Marina

Il Sindaco Antonio Barberio parla al pubblico di Scandale



Discarica Scandale, il sindaco annuncia: azione di responsabilità contro chi l’ha autorizzata.


SCANDALE – Un no deciso alla discarica per rifiuti non pericolosi autorizzata dalla Regione Calabria, un percorso giudiziario per fermarla. Sono questi i punti principali emersi dal Consiglio straordinario aperto che si è tenuto nel pomeriggio del 9 luglio a Scandale. Tanta gente, nonostante il gran caldo, ha preso parte alla seduta del Consiglio convocata per confermare la contrarietà alla realizzazione dell’impianto di smaltimento rifiuti a Santa Marina di Scandale (che si trova a pochi chilometri da Crotone), ma anche per informare i cittadini sulle iniziative giudiziarie intraprese dal Comune per ottenere la revoca dell’autorizzazione.

“Una vicenda inquietante” l’ha definita il sindaco Antonio Barberio ricapitolando l’iter che ha portato all’autorizzazione della discarica. Una discarica (all’epoca per amianto) alla quale nel 2012 era stata revocata l’autorizzazione in seguito ad un provvedimento del Presidente della Repubblica. Provvedimento che alla Regione Calabria non hanno considerato autorizzando la modifica dei codici Cer per trasformare la discarica da impianto per il trattamento di amianto a piattaforma per rifiuti non pericolosi: “La Regione Calabria – ha detto Barberio – ha considerato esistente una discarica mai realizzata”.

Il comune di Scandale, dopo aver cercato il dialogo con la Regione, non avendo avuto risposte il 26 giugno scorso ha depositato un ricorso al Tar contro l’autorizzazione. Ricorso che punta principalmente sulla presenza nella zona dove è stata progettata la discarica, di una servitù perpetua di elettrodotto inamovibile concessa dalla Regione Calabria all’Enel nel 1983. “A Santa Marina i tecnici che hanno autorizzato il progetto - ha accusato il sindaco – non sono mai andati. Non hanno visto neppure le loro carte dalle quali risulta la servitù”. Per questo il primo cittadino di Scandale ha anche annunciato che “il Comune sta preparando un’azione di responsabilità nei confronti dei dirigenti degli enti che hanno dato parere favorevole alla discarica”.

Al Consiglio comunale hanno partecipato anche i sindaci Carmine Barbuto (San Mauro Marchesato), Francesco Paletta (Cirò), Tommaso Blandino (Rocca di Neto), Nicola Belcastro (Cotronei) e Raffaele Falbo (Melissa) che hanno dato il loro supporto alla causa del comune di Scandale.


Il Crotonese 10 Luglio 2019


sabato 22 giugno 2019

Il Comune di Scandale fa ricorso contro la discarica

Il Municipio di Scandale


RICORSO CONTRO LA DISCARICA


Si informa la cittadinanza tutta che, con ricorso al Tar Calabria- Catanzaro, l'Amministrazione comunale ha impugnato il DDG n. 5474, del 03 maggio 2019, con il quale è stata modificata “l’ Autorizzazione Integrata Ambientale di cui ai DDG n. 2014/2010, DDG n. 540/2011 e DDG n. 873/2011, rilasciata alla ECOLSYSTEMA srl, con sede legale a Scandale, Via G. Puccini n. 44”.
Le ragioni fondanti del ricorso attengono a due principali e determinanti aspetti. Il primo motivo di illegittimità dell'autorizzazione rilasciata è fondato su di un vizio originario della stessa, rappresentato dall' annullamento del Decreto n. 2014 dell' 01 marzo 2010, a seguito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Ciò determina anche il travolgimento automatico dei successivi decreti ( n.540/2011 e n. 873/2011) ritenuti, invece, dalla Regione Calabria pienamente vigenti ed assunti a presupposto del nuovo DDG 5474/2019.
L'attività posta in essere dall' Amministrazione comunale, finalizzata a portare avanti le ragioni di una intera comunità, che ha più volte espresso il proprio No alla discarica, ha fatto emergere l'omessa corretta rappresentazione dei fatti, a fondamento del provvedimento impugnato. Infatti, il Decreto 5474/2019 è affetto da un ulteriore vizio: eccesso di potere, per carenza d' istruttoria, travisamento dei fatti e carenza dei requisiti.
Dalla sovrapposizione delle tavole di progetto, per come presentate dalla Ecolsystema, con le mappe catastali, è emerso che sul terreno, sul quale dovrebbe sorgere la discarica, insiste una SERVITÙ DI ELETTRODOTTO, che attraversa il sito in direzione Nord - Sud, per la presenza dell'elettrodotto di grande portata (380mila Kv) e di importanza strategica, che fa parte della Rete Nazionale di Trasporto e svolge una funzione essenziale nel territorio calabrese.
La presenza dell'elettrodotto è una situazione di fatto che la Regione avrebbe DOVUTO rilevare in proprio, considerato che è un'opera strategica nazionale, su cui ha competenze specifiche che non poteva non conoscere.
Tale infrastruttura non è stata in alcun modo considerata, tant'è che Terna, titolare della servitù pubblica e dell' elettrodotto, non è stata coinvolta nell' iter autorizzativo!!!! Eppure il progetto prevede modifiche di altimetria del terreno, sbancamenti, produzione di biogas ed effluenti gassosi che incidono sui campi elettromagnetici, con effetti sull'ambiente circostante, sia da un punto di vista di sicurezza che di incolumità.
Ma, al di là delle "colpe", ciò che conta è l' oggettività delle mancate verifiche in fase di istruttoria da parte della Regione Calabria, che mettono in serio dubbio anche la legittimazione di Ecolsystema che, pur nel suo status di proprietaria, non ha titolo per incidere su una servitù di natura pubblica che ha l' obbligo di tutelare e preservare.
Per quanto sinteticamente sopra rappresentato, si è chiesto al Tar l' annullamento del DDG 5474/2019, previa sospensiva del provvedimento.


Il Sindaco
Antonio Barberio


sabato 15 giugno 2019

Sempre cara mi fu Santa Marina

Ippolito Emanuele Pingitore


Per qualche scriteriato che evidentemente conosce solo il tintinnare di spiccioli queste terre dovrebbero essere ridotte a cumulo di immondizia, discarica di rifiuti di mezza Italia. La terra solcata dall'aratro dei nostri padri devastata da chi crede che la salute del popolo crotonese possa essere barattata con quattro posti di lavoro per accontentare i disperati. Dalle discariche non si torna indietro: l'olezzo nauseabondo, la devastazione fisica del paesaggio, i tumori. Meditate che questo sarà.
Una discarica porta benefici solo nella testa di chi si lascia ingannare.



Ippolito Emanuele Pingitore
Crotone 1994 –
Laureato in Filosofia.
Scandalese


sabato 18 maggio 2019

Storia infinita di una Discarica

Stemma del Comune di Scandale


Riprendiamo in mano il nostro futuro!!!

Ci ritroviamo qui, dopo circa 10 anni, a dover nuovamente far sentire il nostro NO alla discarica di Santa Marina. Un iter lungo, complicato e complesso che ha portato, nonostante la nostra vibrante opposizione, la Regione Calabria a definire la procedura di autorizzazione.
È stato portato avanti un confronto serrato e pacato, anche facendo appello al buonsenso, per poter mettere, definitivamente, la parola fine all' ipotesi di realizzazione della discarica.
Diverse sono state le azioni messe in campo, ma, nonostante le rassicurazioni avute dall'Assessore all' ambiente della Regione Calabria, in merito all'impegno di far riesaminare l'atto per i vizi di legittimità, da noi eccepiti e ritenuti fondati, che inficiavano il procedimento sin qui portato avanti, in data 03 maggio 2019 ,con DDG n. 5474, è stata modificata “l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui ai DDG n. 2014/2010, DDG n. 540/2011 e DDG n. 873/2011, rilasciata alla ECOLSYSTEMA srl, con sede legale a Scandale, Via G. Puccini n. 44”.
Non è, però, ancora chiusa la partita. Non è ancora vinta la battaglia finale. Da qui la necessità di rivolgere un accorato appello alla società civile, al mondo imprenditoriale, al mondo dell' associazionismo, alla mondo della scuola, alla Chiesa, alla politica, affinché il territorio crotonese non venga ulteriormente massacrato da uno sfruttamento selvaggio, che lascia solo morte tra la popolazione.
È il tempo in cui l'indignazione non può più bastare: è necessario organizzarsi, ma prima ancora condividere un'unica visione del futuro. Ci opporremo, con ogni mezzo consentito dalla legge, per evitare che si realizzi la discarica nel Comune di Scandale e che i cittadini vengano nuovamente umiliati e mortificati.
La nostra è una provincia già martoriata, per le politiche ambientali fallimentari, portate avanti da oltre vent'anni e produttive solo di danni ambientali, che imporrebbero una immediata bonifica del territorio, più che un ulteriore aggravamento della situazione.
La scellerata idea di un'ulteriore discarica nel crotonese deve smuovere le coscienze ed evitare, come sovente avviene, che il silenzio assordante riesca a coprire le voci urlate di contrasto a perpetrare un ulteriore sfregio al territorio.
Non si vogliono più subire gli effetti di una spaventosa bomba ambientale che, silenziosamente, ma inesorabilmente, continua a mietere vittime.
Da qui, senza indugio, è necessario dire basta con il silenzio, con il menefreghismo, con la passiva rassegnazione. Noi ci crediamo in un futuro ancora di scrivere e che non sia di soli rifiuti e non siamo disponibili a cedere, ma chiediamo, a gran voce, maggiore attenzione e rispetto, perché lo meritiamo. Occorre agire e far sentire, vigorosamente, il nostro unanime NO alla discarica, prima che sia troppo tardi. Per questo convocheremo un Consiglio comunale straordinario ed aperto alla partecipazione di chi condivide il nostro percorso. È un invito ad una corale e civile mobilitazione, per riprenderci in mano il destino del nostro territorio.
Uniti possiamo combattere, per far vincere il nostro futuro.


IL Sindaco Prof. Antonio Barberio


mercoledì 8 maggio 2019

Costruzione della discarica di Scandale

Il Sindaco di Scandale Antonio Barberio con due ragazzi della Scuola Alberghiera


Arriva l'ok alla discarica per rifiuti speciali non pericolosi di Scandale: c’è il decreto della Regione. Il sindaco Barberio annuncia ricorso al Tar


Arriva il decreto definitivo che modifica il codice Cer (codice europeo del rifiuto) del progetto approvato nel lontano 2010. Le intenzioni della Regione Calabria, che ha inviato la comunicazione al Comune di Scandale, è quella di porre la parola fine alle procedure per passare alla fase di costruzione della discarica di Scandale. Ovviamente il sindaco Antonio Barberio, che sulla questione questa mattina ha rilasciato un’intervista a Telediogene, non ci sta e dichiara di “avere già pronto il ricorso da presentare al Tribunale regionale amministrativo” e annuncia di “volere portare a giudizio i responsabili del procedimento”. Barberio è sconfortato, ma non si arrende. Ha già convocato la riunione con tutti i consiglieri comunali eletti a Scandale per le 18,30 di oggi. Non è andato a buon fine il tentativo di sottoporre a valutazione l’incartamento del progetto all’Ufficio legale della Regione. Questa era la richiesta di Barberio e di quanti, nei giorni scorsi, avevano protestato nell’androne della cittadella regionale. La speranza era quella che sottoponendo a valutazione le carte del progetto, gli avvocati dell’Ufficio legale avrebbero rilevato l’incongruenza esistente e cioè avrebbero convinto i rappresentanti della politica (assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, e governatore Mario Oliverio), che la procedura di modificare il codice Cer di un progetto cancellato dal presidente della Repubblica nel 2012 non doveva e non poteva essere modificato. Caso mai si doveva partire con una nuova ipotesi progettuale per realizzare la discarica a Santa Marina di Scandale. L’iter procedurale del progetto approvato nel 2010 non poteva essere modificato e risuscitato semplicemente modificando il codice Cer e cioè cambiando il tipo di rifiuto da conferire nella discarica: da amianto a rifiuti speciali non pericolosi (scarti della raccolta differenziata). Questo, invece, è avvenuto e non si è nemmeno voluto tenere conto del fatto che nell’incartamento non ci sono altrui documenti importanti. Non si è voluto tenere conto del fatto che la realizzazione della discarica nella Valle del Neto va a vanificare l’attività agricola di pregio che esiste nel sito. Il sindaco di Scandale non riesce a capacitarsi come possa avvenire che a Cosenza e Reggio Calabria c’è una levata di scudi contro le iniziative che propongono la realizzazione di nuove discariche e a Crotone tutto è possibile. Non c’è nessun coinvolgimento nemmeno sulla scelta del sito e viene calato tutto dall’alto. A Crotone e nella sua provincia gli impianti pericolosi per la salute dei cittadini vengono realizzati con enorme facilità. Basta pensare a quello che già esiste.

Articolo del sito laprovinciakr.it dell’8 maggio 2019


sabato 2 febbraio 2019

''Fumata nera'' per la discarica di Scandale

Il Municipio di Scandale in una foto del 2016

''Fumata nera'' sul tentativo di conciliazione per la discarica di Scandale: le istituzioni si rivolgeranno adesso al Consiglio dei ministri.


Salta il tentativo di conciliazione a livello governativo per la realizzazione della discarica a Santa Marina di Scandale. Questo il responso balzato fuori dal tavolo convocato a Roma in mattinata dal capo del Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del consiglio dei ministri, Paola Paduano. L’obbiettivo dell’incontro era quello di cercare una soluzione condivisa e di superamento rispetto all’impasse venutosi a creare in merito al parere favorevole espresso dalla Conferenza dei servizi in atto alla Regione Calabria sulla richiesta di Ecolsystemi di modifica dei codici per l’insediamento della discarica. Ma non c’è stato nessuno spazio per la concertazione, anzi la volontà delle istituzioni locali è quella di allontanare il rischio di realizzare un ulteriore sito per rifiuti in provincia di Crotone. I rappresentanti delle amministrazioni territoriali presenti hanno ribadito il loro secco no al rilascio del decreto autorizzativo. Com’è noto, la riunione di coordinamento era stata convocata dal dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri a seguito dell’opposizione presentata dal Comune di Scandale il 23 gennaio scorso a firma del sindaco Antonio Berberio. Un atto dovuto per legge, questo, nel corso del quale i sindaci e gli altri amministratori del territorio crotonese hanno avuto fra l’altro l’opportunità di far presente ulteriori motivazioni legali perché venga bloccato il rilascio dell'autorizzazione alla modifica dell'Aia. Adesso, le istituzioni faranno direttamente appello del Consiglio dei ministri, chiedendo alla Regione una conferenza dei servizi in autotutela per bloccare il parere favorevole. Oltre al sindaco di Scandale Barberio, hanno espresso parere negativo alla certificazione il delegato dell’Ato 3, Tommaso Blandino, in rappresentanza dei sindaci del territorio; e il consigliere Rino Le Rose per la Provincia di Crotone che ha annunciato inoltre l’opposizione al parere favorevole rilasciato dai tecnici dell’Ente intermedio in sede di Conferenza dei servizi. La riunione del tavolo di coordinamento è iniziata con una lunga disamina dell’iter che ha riguardato la richiesta di realizzazione dell’impianto, iniziato circa 10 anni fa (nel 2009), e che ha contemplato l’avvicendarsi di due sindaci, Iginio Pingitore, con quest’ultimo che ha preso parte all’ultima e decisoria Conferenza dei servizi svoltasi lo scorso 10 gennaio. Stupore è stato espresso dai tecnici del dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri in quanto non consci del fatto che l’impianto fosse ancora solo sulla carta e dunque non realizzato. È stato allora il sindaco Barberio a snocciolare nel corso della riunione il percorso accidentato subito dall’iter autorizzativo che ha trovato più volte ostacoli legali. A partire dal “niet” pronunciato dal Capo dello Stato nel 2010 e che, secondo Barberio, escluderebbe a priori la richiesta di modifica dei codici in entrata della discarica in quanto dichiarata decaduta la primaria istanza. Per Barberio, che nel frattempo ha preso visione anche dei verbali precedenti della Conferenza dei servizi, vi sarebbero da impugnare alcuni documenti presi per buoni nel corso degli anni (come alcune sentenze del Tar e delle certificazioni del Comune di Scandale) che, per il primo cittadino di Scandale, sarebbero «non veritieri». Da qui la necessità di passare la palla al Consiglio dei ministri, chiedendo alla Regione di pronunciarsi in autotutela.


Articolo del sito laprovinciakr di Giovedì 31 Gennaio 2019



sabato 26 gennaio 2019

Continua la guerra sulla discarica di Santa Marina a Scandale

Antonio Barberio, Sindaco del Comune di Scandale


Discarica a Scandale. Sindaco contrattacca: presentato un ricorso al Presidente del Consiglio


Si difende e contrattacca il sindaco e consigliere provinciale, Antonio Barberio, per l’autorizzazione da parte della Regione della discarica di Santa Marina a Scandale.
Il problema era stato sollevato, nei giorni scorsi, dall’ex primo cittadino, Iginio Pingitore, che aveva evidenziato i possibili danni che l'impianto potrebbe portare al territorio.
Per chiarire la situazione, Barberio stamattina ha convocato una conferenza stampa nella sala giunta della Provincia di Crotone; era stata annunciata anche la presenza del presidente dell’ente, Ugo Pugliese, che però non ha partecipato.
L'attuale sindaco di Scandale ha annunciato che ieri il suo Comune ha presentato un ricorso al Presidente del Consiglio dei Ministri, contro l'esito della conferenza dei servizi che ha dato il via libera alla discarica, di circa 450 mila metri cubi.
Barberio ha fatto sapere che innanzitutto che l'Amministrazione da lui rappresenta “ha già ribadito il proprio dissenso alla realizzazione di nuove discariche nel territorio del Comune di Scandale”.
A suo parere, infatti, “è evidente che il DDG 2014/2010, di rilascio dell’AIA, è stato annullato, a seguito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in quanto in contrasto con il Pear del 2005 (così come sancito dal Consiglio di Stato - Adunanza 16 maggio 2012- n. 3658/2012)”.
Ha ricordato, poi, quanto scritto dallo stesso Consiglio di Stato e cioè che la “significativa presenza sul territorio crotonese di impianti industriali di trattamento di rifiuti” e da ciò l'esclusione della possibilità di autorizzare ulteriori installazioni.
Per il sindaco, inoltre, non si è tenuto contro della delibera della Giunta regionale prima e del Consiglio regionale del 2017 che aveva come oggetto la “Integrazione criteri localizzativi Piano Regionale gestione rifiuti” del 2016.
Per il primo cittadino scandalese “la procedura fino ad oggi posta in essere dalla Regione Calabria, atteso che la riattivazione del procedimento de quo, sospeso ope legis dalla L.R. 47/2017, ha registrato la semplice conferma dei pareri a suo tempo rilasciati, tutti antecedentemente alla obbligatorietà di tenere conto di un fattore di pressione discariche”.
A suo parere, inoltre, “il Comune non è stato, così, messo nelle condizioni di poter attentamente valutare, in quanto i pareri favorevoli resi da altre autorità sanitarie ed ambientali appaiono connotati da insufficienza, carenza e approssimazione degli stessi”.
In virtù di ciò, Barberio ha sollecitato la Regione ad assumere, “previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela” ed ha proposto, contestualmente “opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri avverso la determinazione motivata di conclusione della conferenza”.


Articolo di Cn24Tv del 24 gennaio 2019


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Undici associazioni contro la realizzazione della discarica a Santa Marina di Scandale


«Discarica di Scandale Atto terzo: la Regione ci riprova». Lo scrivono in una nota le associazioni “Terra e Libertà”, Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, Italia nostra Crotone, Arci Crotone, Gli spalatori di nuvole, Il Barrio, Legacoop Crotone, Nonostante tutto resistiamo, cooperativa Agape, Protezione Animali Calabria e Cooperativa Agorà Kroton.
«L'epopea della discarica – commentano le 11 associazioni sottoscrittrici della nota – che dovrebbe sorgere in località Santa Marina di Scandale non si ferma e torna, più tetra che mai, la minaccia, l'ennesima, di costruire, in piena zona agricola di pregio con produzioni biologiche e a marchio Dop, una discarica. A quanto pare non sono bastate le battaglie portate avanti da istituzioni, associazioni, partiti politici e cittadini che, con continuità dal 2009, ribadiscono il proprio no a questa folle autorizzazione. L'iniziale progetto della discarica di amianto, grazie ad una ferrea e largamente condivisa mobilitazione, fu cestinato nel 2010. Ma gli aspiranti imprenditori della monnezza non si arresero e, nel 2015, avviarono nuovamente il progetto per la costruzione di una discarica nel medesimo luogo, puntando tutto sulla modifica dei codici Cer (codici identificativi dei rifiuti).
La modifica di tali codici, autorizzata dalla Regione Calabria, prevedeva che la discarica di Scandale dovesse accogliere non più amianto, ma rifiuti speciali non pericolosi. Nel marzo 2017, dopo l'ennesimo no espresso dal territorio, dopo innumerevoli rinvii della conferenza di servizi che avrebbe dovuto scrivere l'atto finale del procedimento autorizzativo, fu il dipartimento agricoltura della Regione a sollevare una pregiudiziale che imponeva il riesame di tutto il procedimento per verificare se il progetto presentato da Antonio Trivieri fosse o meno compatibile con la L.R. 8/2016, che aveva impegnato la Regione Calabria a vietare la costruzione di nuove discariche.
Il 10 gennaio scorso la Regione Calabria ha convocato una conferenza di servizi per procedere all'autorizzazione della discarica alla Ecolsystema. Che fine ha fatto il loop propagandistico del presidente Oliverio "discariche zero"? Di certo è risultato inutile in termini di tutela del territorio della nostra provincia e dannoso dal punto di vista politico il ruolo della crotonese Antonella Rizzo quale assessore regionale all'ambiente. Le posizioni tecniche e politiche assunte dal Comune di Scandale e dell'Ato rifiuti - che hanno espresso e ribadito senza soluzione di continuità con il passato - il no del territorio a questo sfregio ambientale, vanno certamente nella giusta direzione. Al contrario gli interessi e le incrostazioni di potere che riguardano la Regione Calabria - concludono - sono ormai diventati insopportabili perché continuano ad opporre alla difesa del territorio logiche dettate solo dal profitto e dall’interesse di pochi».


Articolo del sito laprovinciakr.it del 22 gennaio 2019