martedì 18 febbraio 2014

Un saluto del Sindaco a Cesare Grisi

Cesare quando giocava con lo Scandale

IL MIO ULTIMO SALUTO A CESARE GRISI

"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA; CHI CREDE IN ME ANCHE SE MUORE, VIVRA".
Caro Cesare, non ho trovato una sola parola giusta per iniziare il mio saluto tranne che questo fulgido versetto che abbaglia la mia mente, rasserena il mio cuore, traccia la strada al mio cammino. Ma dal profondo silenzio, dalle labbra ammutolite, sento la parola, quella vera, quella che non ha bisogno di frastuono, quella eterna, quella speranzosa di chi anela verso la vita certa.

Il versetto biblico appena citato si diffonde da questo sacro luogo in ognuno di noi farà eco per tutti i giorni della nostra esistenza, come certezza di vita eterna, conforto e sostegno per coloro i quali oggi piangono: tua moglie, i tuoi figli, i tuoi amici, tua mamma, i tuoi fratelli, i tuoi colleghi di lavoro, amministratori dell'ente e di tutti quanti, oggi hanno voluto stringersi e onorarti attorno a questa bara.

Ti ho conosciuto quando io ero bambino e tu, ancora giovanissimo, qualche anno in più di me, frequentavi una persona a me tanta cara che trovò subito dimora nella patria dei giusti e tu oggi così presto l’hai raggiunta, lì, dove le nostre lacrime saranno asciugate e i nostri occhi vedranno Dio, lì, dove il dolore si trasforma in gioia e l'angoscia quotidiana diventa pace.
Sei stato buono, serio e distinto nella vita di tutti i giorni che scorre in questo sofferente paese. Semplice, umano, sul tuo volto abbondava il sorriso, e dai tuoi occhi traspariva la bontà interiore.

Professionale, e sul lavoro molto premuroso, attento a ogni persona, a ogni esigenza, fino all'ultimo giorno in ufficio. Armato di pazienza, ogni volta che ti chiedevamo soluzioni, tu eri in grado di trovarle, come quel calciatore quale una volta eri che sa usare tecnica e buon senso nel portare una squadra verso la desiderata vittoria.

Ti voglio ricordare così e ti ringrazio per le parole, per l’esempio di onestà, per la professionalità dimostrata fino all'ultimo giorno: siamo in tanti a darti riconoscenza in modo speciale ricordandoti con cordiale affetto.
L'unica cosa che possiamo fare è andare avanti; le mattine andremo al comune e non vedremo più la tua persona. Questo ora ci rattrista, ma poi vedrai che non ci rattristerà più, perché rimarrà viva in noi la memoria di una persona per bene che ha lasciato un indelebile segno di grande umanità! Perciò oggi ti voglio ricordare, come uno scandalese buono che ha creduto nei valori, ha onorato profondamente Scandale e soprattutto l'ente che ora rappresento.

E mentre la malattia ti accompagnava verso la morte, tu imparavi ad affrontare responsabilmente la tua sofferenza, con la lucida consapevolezza di chi nel più profondo del cuore crede e sa di andare incontro al suo Signore, in piena fiducia, testimoniando così come abbiamo udito: "Io sono la Risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore, vivrà".

Non ho davvero nessun'altra parola da dirti se non banalmente ricordare che ci mancherai, che mancherai ad una comunità intera. E le parole sono vane, inutili. Ti voglio però lasciare il mio ultimo, personale e affettuoso saluto, da amico, e poi ringraziarti e salutarti una volta per tutte a nome degli scandalesi che rappresento nella fervente speranza di poterci un giorno nuovamente rivedere e sorridere di questa vita che altro non è che un breve passaggio.

Sant'Agostino scrisse così: "Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime". Bene, quelle lacrime saranno asciugate presto. Arrivederci, Cesare!

Articolo del Sindaco di Scandale, Iginio Pingitore, pubblicato su Facebook