Visualizzazione post con etichetta Vincenzo Padula. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vincenzo Padula. Mostra tutti i post

sabato 18 gennaio 2020

Vincenzo Padula - A proposito di briganti

Vincenzo Padula


"Il tempo che si dà la caccia ai briganti è una vera pasqua per gli ufficiali, civili e militari; e l’immoralità dei mezzi, […], ha corrotto e imbruttito. Si arrestano le famiglie dei briganti, ed i più lontani congiunti; e le madri, le spose, le sorelle e le figlie loro, servono a saziare la libidine, ora di chi comanda, ora di chi esegue quegli arresti"



Vincenzo Padula
Acri (Cosenza) 1819 – Acri 1893
Presbitero, poeta e scrittore


domenica 16 dicembre 2018

Vincenzo Padula - Il Monastero della Sambucina

Monastero della Sambucina - Luzzi, Sila Greca

Il Monastero della Sambucina


O agresti solitudini, o pinete,
O monti della Sila cosentina,
Che l'estrema reliquia possedete
Del Monastero della Sambucina,
Col rumor della caccia altri le quete
Ombre vostre profani, e l'eco alpina;
Giovine io sono di più mite ingegno,
Amo le Muse, e a meditar qui vegno.



Vincenzo Padula
Acri (Cosenza) 1819 – Acri 1893
Presbitero, poeta e scrittore



mercoledì 22 giugno 2016

Vincenzo Padula

Vincenzo Padula

“Nel circondario di Paola dicemmo poi che i briganti vi sono e non vi sono: e questo è verissimo. Gli abitanti di quei luoghi sono pezzenti ed imbelli; manca loro l’ardire di avventurarsi alla vita brigantesca, ed avendone anche voglia, mancano loro l’estese foreste, dove possano a lungo annidarsi. Colà dunque vi furono, vi sono, e vi saranno sempre ladri, ma briganti non mai”


Vincenzo Padula
Acri (Cosenza) 1819 – Acri 1893
Scrittore. Sacerdote, esponente del movimento liberale, coinvolto nei moti calabresi del 1848, fondò e diresse a Cosenza Il Bruzio, settimanale democratico (1864-1865), sul quale pubblicò articoli di denuncia delle condizioni di vita dei contadini calabresi (Stato delle persone in Calabria). Autore di poesie, novelle in versi di gusto byroniano (Il monastero di Sambucina, 1842; Valentino, 1845) e del dramma Antonello capobrigante calabrese (1864).


venerdì 7 ottobre 2011

Vincenzo Padula



Vincenzo Padula nacque ad Acri, in provincia di Cosenza, il 25 marzo 1819. Fu ordinato sacerdote nel 1843 e subito dopo divenne insegnante nel seminario di San Marco Argentano. Nella sua produzione poetica, si intrecciano tensioni sentimentali, spiriti religiosi e moralistici. Dopo le novelle romantiche in versi Il monastero della Sambucina (1842), nel 1845 pubblicò il poema Valentino. Scrisse curiose fiabe, ricche di motivi simbolici, fantastici e autobiografici (esemplare la fiaba L’orco). Nel 1848 prese parte ai moti calabresi, e dovette superare momenti molto difficili. Perseguitato dal Governo borbonico, gli fu tolto il permesso di insegnare e visse di stenti. Intellettuale, con la sua vasta cultura, svolse attività letteraria e giornalistica. Nel 1854 si stabilì a Napoli, dove si legò ai pochi intellettuali antiborbonici. Un’acuta analisi del fenomeno del brigantaggio, anima il dramma in prosa Antonello capobrigante calabrese, scritto nel 1850, ma pubblicato nel bisettimanale “Il Bruzio” che Padula fece uscire dal 1° marzo 1864 al 28 luglio 1865. Su questo giornale raccoglieva documenti e materiali informativi sullo “stato delle persone in Calabria”, cioè su usi, costumi e tradizioni locali. Chiamato nel novembre 1878 a Parma per insegnarvi Letteratura latina, vi rimase solo due anni. Tornò a Napoli nel 1881, ma le precarie condizioni di salute lo portarono a rifugiarsi nel paese nativo, dove morì l'8 gennaio 1893.