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domenica 11 gennaio 2015

Paesi di Calabria

Petilia Policastro (KR), Piazza Filottete -  Francesco Photographiclab

Roccabernarda, Cotronei e Petilia Policastro in una cronaca di Girolamo Marafioti

Dopo il monte Clibano incontramo un castello chiamato Vernanda, ma volgarmente è detto Rocca Bernarda, lontano dal mare per ispazio di ventitre miglia in circa in conto al quale discorre il fiume Targe molto celebrato da Plinio, ma l’istesso fiume hoggi volgarmente è chiamato Tacina. Nasce in questo paese il sale terrestre, si fa abbondanza di grano, vino, oglio, e mele: Nasce la sesama e il babaggio, e le campagne sono abbondanti ne’ pascoli degli animali. Passato il fiume occorre un castello chiamato Cotroneo; e indi camminando giongemo ad una città con fortissimo castello circondata da profondi precipitij, dove par che la natura stessa con ogni sua industria si sia ingegnata fare questo paese à posta, accio ch’in esso fosse edificata una così inespugnabile fortezza chiamata hoggi Policastro. Sta in luogo alto in aria salutifera nelle radici della montagna chiamata Sila.


Girolamo Marafioti, Croniche et antichità di Calabria, Padova 1601, pag. 212.

domenica 18 maggio 2014

Leonia: una antica cittadina tra Scandale e Crotone



L'entrata della masseria dove sorgeva Leonia poi San Leone nel territorio di Scandale


“Tra queste campagne del fiume Esaro, e di Santa Severina, appaiono le antiche mura di una città distrutta chiamata Leonia”



Girolamo Marafioti, Croniche et antichità di Calabria, Padova 1601, pag. 206


In questa contrada, oggi chiamata Galloppà, sorgeva Leonia. Nell'Ottocento il barone Drammis di Scandale, sulle rovine vi costruì questo palazzo adoperando materiale preso sul posto.

venerdì 16 maggio 2014

Paesi del Marchesato alla fine del Cinquecento in una cronaca di Girolamo Marafioti

L’antica porta di ingresso a Santa Severina

[...] Doppo il quale entrando nella terra occorre una habitatione chiamata Cutro popolosa, e nobile, molto abbondante ne’ pascoli, e frumenti. Quindi partendoci per alquanta distanza incontramo il fiume Neto, del quale abbiamo fatto ricordi di sovra, ma perché la natura de’ fiumi è che vadano serpendo per diversi luoghi; [...]
Vediamo ne’ suoi convicini luoghi alcune habitationi, come appare, che tra Cutro, e il fiume Neto occorre un castello dal nome del fiume chiamato Neto: dove si veggono le rocche, dalle quali oggidì si cava il sale bianchissimo, nel quale nei condimenti altro non s’usa in questi paesi convicini, e nel suo territorio sono questi Casali, S. Mauro, S. Giovanni, Scavalio. [San Mauro Marchesato, San Giovanni Minagò, Scandale che sugli antichi documenti angioini si legge Scandalio per colpa dei copisti francesi che lo scrivevano male o lo mettevano vicino a San Leone scrivendo tutto attaccato Scandalione, cioè Scandale e San Leone, che come feudi venivano spesso venduti insieme - Nota mia]
Dentro il paese mediterraneo per alquanto distanza dal fiume Neto, lontano dal mare per il spazio di tredici ò quattordici miglia in circa, occorre una città antichissima per nome Siberina, ma hoggi volgarmente chiamata S. Severina, la quale (dice Stefano Bizantio) essere stata edificata dagl’Enotrij: Sta in luogo alto, sovra un sasso, circondata intorno da profondi precipitij, per lo ch’è stata quasi fortezza inespugnabile. È sede Arcivescovale nobilissima, e nella Chiesa catedrale si riserba con grandissima riverenza il braccio di S. Anastasia...


Girolamo Marafioti, Croniche et antichità di Calabria, Padova 1601, pag. 212.