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domenica 25 febbraio 2024

mercoledì 20 marzo 2019

E l’Ammiraglio disse…

Ferdinando Lolli



“La legge del mare non impone di accogliere tutti. I migranti non sono naufraghi, vanno in mare apposta per farsi salvare. È legittimo negare l’accosto di una nave. L’Italia ha tutto il diritto di non voler più accogliere migranti ma profughi”



Ferdinando Lolli
Montefiascone (VT), 7 ottobre 1945 -
Ammiraglio



sabato 18 marzo 2017

Quando abitavamo alla Stazione di Crotone

Scorcio della Stazione di Crotone pubblicata su Facebook

sabato 8 ottobre 2016

Marcello Veneziani - Buonismo demagogico da Oscar


Buonismo demagogico da Oscar

Confesso di non essere riuscito a vedere fino alla fine, l'altra sera in prima assoluta su Rai3, il docufilm che rappresenterà l'Italia agli Oscar, Fuocoammare sugli sbarchi a Lampedusa. La stessa cosa dev'essere capitata a molti italiani, a giudicare dagli ascolti piuttosto scarsi, se consideriamo la mobilitazione propagandistica sul tema e sul film. È peccato, è reato ammettere che l'ho trovato scontato, manierista e un po' noioso? Si è xenofobi, razzisti o poco cristiani se si dice che trovo ormai ossessivo, demagogico e autolesionista il panegirico quotidiano in lode dei migranti e dell'accoglienza?
Proprio mentre la tv di Stato mandava in onda il film, altre onde portavano in Italia nella stessa giornata, oltre seimila migranti. Non c'è giorno senza che Mattarella, il governo, i tg, le “anime belle”, ci esortino ad accogliere migranti e clandestini, non solo profughi, a braccia aperte. Con la sua chioma di zucchero filato, il Capo dello Stato, nel suo ruolo di Dolcificante Istituzionale, ha scelto come suo compito principale esprimere ogni giorno soddisfazione e commozione per gli sbarchi. Aspettiamo magari che ne adotti un migliaio tra il Quirinale e le tenute presidenziali: ci costa più della Casa Bianca e della Corona britannica, può permetterselo.
Anziché scoraggiare esodi che assumono via via l'aspetto di migrazioni bibliche, incontrollabili e ingestibili, in Italia è una gara forsennata a chi si dimostra più accogliente ed invitante. Considerando che sono milioni, forse miliardi, le persone che vorrebbero venire da noi, penso che sia un suicidio favorire questi flussi anziché frenarli. In particolare per un Paese come l'Italia, dove i morti superano i nati, la popolazione è vecchia ed esortare alla natalità è quasi un reato. Proletari di tutto il mondo unitevi e venite in Italia. Siete i benvenuti.
Avete presente la Brexit, ossia la scelta inglese di uscire dall'Unione Europea? Beh, noi in Italia stiamo facendo la scelta opposta: stiamo uscendo dall'Italia. Exitaly. Exit nel senso di uscita dall'Italia, eutanasia di un Paese; o Ex-Italy nel senso di un'Italia che rischia di diventare una ex-nazione. Stiamo favorendo l'estinzione dell'Italia per farla diventare solo un campo profughi o un corridoio umanitario per disperati in cerca d'Europa.
Al governo non serve Renzi, mandateci la Croce Rossa. Il messaggio permanente che ci giunge dai media e dalle istituzioni è chiaro: meno italiani nel futuro, meno famiglie, meno figli, meno cristiani e più coppie gay e trans, più migranti, più clandestini, più islamici. Nel giro di pochi anni ci sentiremo stranieri in casa nostra.
Dovremmo essere felici di tutto questo? Dovremmo sentirci in pace con la nostra coscienza, con i nostri valori e con il futuro, assistendo compiaciuti, anzi collaborando, all'estinzione del nostro Paese? Nessun odio verso i poveri migranti e la loro disperata vitalità. Solo amore per una Nazione, e una Civiltà.

Marcello Veneziani, Il Tempo 5 ottobre 2016


sabato 1 ottobre 2016

Quanto Cara mi fu

Il Centro Accoglienza Richiedenti Asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto (Crotone) in due foto di vita.it


mercoledì 22 giugno 2016

C’era una volta la legge

Lungomare di Crotone

C’era una volta la legge

È ormai risaputo: nelle periferie di molte città europee la legge non viene più applicata. In alcuni quartieri di Bruxelles la polizia addirittura evita di entrare e, le poche volte che lo fa, prende tutte le precauzioni possibili ed agisce come in territorio nemico. In Italia gli accampamenti ROM sono ormai considerati zona franca. In essi si può impunemente accumulare droga da spacciare, conservare merce rubata, auto di lusso rubate, il tutto quasi alla luce del sole e senza che nessuno intervenga.
Interi palazzi nelle periferie di Milano sono occupati abusivamente da gente delle più varie etnie, giustamente convinta di farla franca e di poter godere a lungo dell’impunità in questo paese di Bengodi  in cui si è ormai trasformato il nostro Paese. Si aggiunga che gruppi criminali favoriscono queste occupazioni  e anzi ci speculano, vendendo strani permessi di occupazione e quindi arricchendosi.
A Roma, a Venezia ed in quasi tutte le località turistiche venditori abusivi occupano in maniera selvaggia i marciapiedi, vendendo merce rubata o merce taroccata, nell’indifferenza totale degli agenti delle varie polizie che fanno finta di non vedere o forse hanno ricevuto disposizioni in tal senso.
In tutte le ore della giornata molte strade delle nostre città diventano delle latrine a cielo aperto: baldi giovanotti provenienti da ogni parte del mondo urinano e defecano a loro piacimento. Già molti anni fa Oriana Fallaci lamentava che a Firenze gli addetti alla nettezza urbana  ogni mattina dovevano raccogliere le feci accumulate davanti alle porte di Ghiberti del Battistero. Poi, ogni tanto, qualche vigile volenteroso si ricorda che è ancora proibito in Italia fare i propri bisogni in pubblico, ma c’è sempre qualche giudice comprensivo, umanitario (specialità tipicamente italiana) che giustifica tutto in nome del multiculturalismo e della tolleranza.
In molte scuole italiane esporre il Crocifisso o fare il presepe a Natale è diventato un problema e comporta qualche rischio, non tanto per le richieste di qualche mamma musulmana, quanto perché qualche Preside cretino e ignorante (e nella scuola italiana dell’ormai regime democratico e renziano non mancano), per evitare rogne crede di prevenire i desideri dei musulmani.
Ormai i profughi, o sedicenti tali, ospitati a centinaia di migliaia nei nostri alberghi a spese nostre, sanno che in questo paese dei balocchi è tutto permesso e quindi ci insultano, ci spernacchiano, buttano il cibo nei cassonetti quando non è di loro gradimento, occupano le strade, non pagano biglietti sui mezzi pubblici e talvolta aggrediscono le forze dell’ordine o i semplici passanti. Il tutto in nome di vecchie leggi sull’accoglienza, nate quando i profughi erano poche decine all’anno e chiaramente inadeguate ora che l’alluvione ci sommerge.
I furti e le rapine, gli appartamenti saccheggiati ormai non si contano più. Mi dicono che tra un paio di giorni agli Europei di Francia ci sarà Albania- Romania. Forse solo allora, per un paio d’ore i nostri appartamenti potranno stare tranquilli.
Perfino in Inghilterra, in quella che una volta era la civilissima Inghilterra del Common law e dell’Habeas corpus, in interi quartieri prevalentemente occupati da immigrati di religione musulmana viene tranquillamente applicata la Sharia, con il tacito assenso delle autorità che evidentemente hanno ormai rinunziato ad applicare la legge.
Che fare in queste condizioni? Possiamo richiuderci in un fortino trasformando i nostri residui spazi di libertà come in tanti Fort Alamo decisi a resistere? Certo, possiamo fare ben poco, in attesa che passi la tempesta, se mai passerà, ma qualche gesto significativo e simbolico possiamo farlo. Da tempo lascio sventolare ad un angolo del mio balcone un vecchio tricolore, che avevo esposto per la banale ricorrenza di una partita della nazionale di calcio. Quel tricolore continuerà a sventolare e testimonierà che quell’angolo di balcone, quella casa costituiscono ancora una piccola parte di una  più grande parte che una volta era l’Italia. Forse un giorno vi aggiungerò anche un cartello con il seguente avviso: Questa casa fa parte dell’Italia ed in essa si applicano le leggi italiane, non ancora la Sharia.

Dal Blog di Ezio Scaramuzzino di giovedì 16 giugno 2016


sabato 24 ottobre 2015

Quando dormivamo alla stazione di Crotone

La stazione di Crotone in una foto del 2 ottobre 2015 di Rossella Marino

sabato 4 luglio 2015

Quando Salvini passa da Crotone

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, fotografato in vacanza sulla riviera romagnola

Visita di Matteo Salvini a Crotone, nel centro di prima accoglienza dei migranti che sbarcano in Italia dalla costa sud del mare Mediterraneo. Il segretario della Lega Nord è stato accolto da alcuni contestatori ai quali ha risposto alzando il dito medio davanti alle telecamere: “Penso che il problema della Calabria non sia Salvini ma i politici calabresi. I 20 milioni di euro che si spendono in questo Cara potrebbero essere spesi per i calabresi. Se il business della Calabria si fonda sull’immigrazione clandestina non mi interessa. Non possono metterci 9 mesi per riconoscere che il 70% dei migranti che passa da qui sono clandestini”. Salvini è stato anche alla stazione ferroviaria di Crotone, da mesi diventato un dormitorio dei migranti senza fissa dimora che vivono sulla banchina e nei vagoni abbandonati. Il segretario ne ha approfittato per fare qualche foto ai migranti e per attaccare Renzi (“c’è una politica migratoria demenziale da parte di un governo pericoloso”) e il ministro dell’Interno: “Del fenomeno terrorismo adesso anche quel fenomeno di Alfano. Speriamo tolga presto il disturbo”. E sulla provocazione di suor Lina Guzzo, volontaria scalabriniana, che nei giorni scorsi ha detto che “Salvini deve rispondere a dio delle sue polemiche sui migranti”, il leghista replica: “La suora faccia la suora e io faccio il mio. E poi sarà il buon Dio a decidere chi ha fatto bene”.

Articolo di Lucio Musolino su “Il Fatto Quotidiano”


mercoledì 23 luglio 2014

1000 sbarchi al giorno


1000 sbarchi al giorno

Ad una media di mille sbarchi al giorno, il totale è presto fatto. Si tratta di circa 30.000 sbarchi al mese, 365.000 all’anno. E’ vero che ogni tanto qualcuno muore durante la traversata, con profonda costernazione della presidente Boldrini, ma a tutto c’è rimedio. Gli Italiani siamo “brava gente” e non possiamo permettere il dolore della fuga e del futuro incerto, lo strazio del mare infinito. Già facciamo tutto il possibile per alleviare la sofferenza di chi fugge e cerca riparo sulle nostre coste: grazie all’operazione “Mare nostrum” la nostra marina è sempre all’erta, la guardia costiera si prodiga a più non posso, ogni tanto anche i bagnanti interrompono il rito della tintarella e si danno da fare per salvare i profughi. Eppure non basta e qualcuno continua a morire durante la traversata.
Io un’idea ce l’avrei, per ovviare a tanti lutti. A me piace, non so a voi. Perché non istituire un regolare servizio di traghetti? Si potrebbero collegare i porti di Alessandria d’Egitto, di Tripoli, di Tunisi e di Casablanca con i porti di Catania, di Cagliari, di Messina, di Napoli. La traversata diverrebbe un fatto di routine, senza incidenti, senza problemi, senza danni. Le spese? Basta poco. Una piccola accisa sui carburanti e chi se ne accorge? Una in più, una in meno…

Foto e articolo di Ezio Scaramuzzino di martedì 22 luglio 2014 sul suo Blog