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sabato 12 ottobre 2019

Quando Che Guevara scriveva poesie

Che Guevara


Spogliati tutta,
mostrami serena
le rughe
le piaghe,
non temere
sono come te
ferito
spaventato dalla vita.
Strappa con rabbia
i veli orientali adornanti
quelle maschere di ghiaccio
che occultano lividi,
mostrati fiera
nei tuoi lineamenti.
Quando sarai spoglia,
come un albero d’autunno
e solo quando sarai nuda
indifesa come un neonato,
ti mostrerò le mie ricchezze
custodite in un forziere
di vetro sottile.
Ti donerò sincero
la mia fragilità
le mie insicurezze
le paure ancestrali
le impurità nascoste,
ti porgerò poi,
in un vassoio
di rose bianche,
la verginità della mia anima.


Che Guevara
Ernesto Guevara de la Serna
Rosario, Argentina 1928 – Higueras, Bolivia 1967
Rivoluzionario, guerrigliero e politico cubano di origine argentina.
Laureatosi in medicina a Buenos Aires nel 1953



sabato 31 ottobre 2015

Che Guevara visto dal filosofo Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

IL "CHE", L'ICONA DIVENTATA GADGET

"Perché piace il Che? Perché è bello e figo, direbbero i più superficiali, e l’immagine conta assai nella società dello spettacolo. È difficile che abbia lo stesso successo nelle magliette il volto rattrappito di madre Teresa di Calcutta o il faccino smunto e roditore di Gandhi. Anche se i due con la pace c’entrano di più di Guevara. Ma il Che piace soprattutto perché è rimasto una promessa irrealizzata, la sua vita precocemente stroncata ha avuto la tragica fortuna di restare una rosa non colta. Il mito è bello e la sua coerenza guerriera va rispettata, anche perché ha pagato con la morte. Ma non fa male poi bagnarsi nella realtà per denunciare le omissioni e le ipocrisie dei suoi cantori.
Chi racconterà che il comandante Guevara fu un utopista sconfitto dalla realtà, fu un rivoluzionario rigoroso e spietato, un Saint Just puro e feroce che avrebbe instaurato una dittatura ben più cruenta di quella castrista? Chi rivelerà ai suoi variopinti seguaci in falce e spinello che il Che non tollerava nel suo entourage, come ha testimoniato Regis Debray, “omosessuali, deviati e corrotti” perché egli fu “un sostenitore dell’autoritarismo fino al midollo”? Chi dirà ai suoi aficionados che fu lui a Cuba a far nascere il primo campo di concentramento per “rieducare” gli avversari del regime nella penisola di Guanaha? Chi ripeterà la sua frase terribile e assai poco pacifica che “l’odio efficace fa dell’uomo una violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere”? Chi ricorderà che il Che al governo imitava il fallimentare modello sovietico di una pianificazione ultracentralizzata? Chi racconterà che il Che fu un pessimo ministro dell’Industria e un pasticcione troppo ideologico come governatore della banca nazionale al punto che la sua esperienza di governo finì precocemente e ingloriosamente, cominciò a viaggiare e coltivò uno strisciante dissenso rispetto al governo? Chi ricorderà che Fidel nel suo elogio funebre lo esaltò come combattente ma preferì tacere sulla sua esperienza di ministro e di governatore?
Dissero che il Che andò in Bolivia a cercar la bella morte deluso dalla politica. Perché il Che era ingenuo e sognatore, come l’Idiota di Dostoevskij. Meglio allora sognarlo in guerriglia nella vegetazione sudamericana o in moto ad attraversare da ragazzo la pampa, piuttosto che pensarlo dietro la scrivania di un ministero o di una banca o a mobilitare gli apparati polizieschi di regime. È un sogno romantico che merita un film come lo avrebbero meritato eroi romantici di sponde avverse, da Yukio Mishima a Berto Ricci, magari passando per i più controversi Bombacci, il comandante Borghese e Codreanu. Ma guai a trasferire i sogni romantici nella realtà perché nascono i mostri del fanatismo o i mostriciattoli dell’inconcludenza, dell’incapacità di governare la realtà. Non confondete le icone del mito con la vita quotidiana; non lasciate ai poster l’ardua sentenza”

Marcello Veneziani


Estratto da "Quando l’ingenuo Che fu truffato dal Pci", Il Giornale, 22 marzo 2003

venerdì 2 dicembre 2011

Massime e aforismi - Che Guevara




“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”



Che Guevara


Ernesto Guevara de la Serna


Rosario, Argentina 1928 – Higueras, Bolivia 1967


Rivoluzionario, guerrigliero e politico cubano di origine argentina.


Laureatosi in medicina a Buenos Aires nel 1953.






Nella foto, il monumento al Che a La Higuera in Bolivia dove è stato ucciso.