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mercoledì 5 febbraio 2025

Massime e aforismi - Ernesto De Martino

 

Ernesto de Martino

“Coloro che non hanno radici, e sono cosmopoliti, si avviano alla morte della passione e dell’umano: per non essere provinciali occorre possedere un villaggio vivente nella memoria, a cui l’immagine e il cuore tornano sempre di nuovo, e che l’opera di scienza o di poesia riplasma in voce universale”

 

Ernesto de Martino

Napoli, 1 dicembre 1908 – Roma, 9 maggio 1965

Antropologo e storico delle religioni

 


domenica 9 gennaio 2022

Vito Teti - La casa

 

Vito Teti

“La verità è che la storia e l’antropologia della Calabria hanno fatto della casa il luogo più amato e più abbandonato. Il luogo del raccoglimento e quello da cui scappare. Il luogo dove si vuole ma non si può più tornare. Infatti, una volta partiti, non si può più tornare a casa e, nello stesso tempo, si resta sempre a casa quando non si torna. Non si torna più indietro una volta che ci si è messi in viaggio. Quando si torna, la casa è cambiata, è distrutta, è andata in rovina, è bruciata, circondata e sovrastata dalle erbe, irriconoscibile. La casa non è più la stessa anche perché chi l’ha lasciata è divenuto un'altra persona. Niente è più come prima”

 

Vito Teti

San Nicola da Crissa (Vibo Valentia), 1950 -

Antropologo e scrittore, ha insegnato Antropologia Culturale presso l’Università della Calabria, dove attualmente tiene seminari e svolge ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.

 


mercoledì 31 gennaio 2018

Massime e aforismi - Claude Lévi-Strauss

Claude Lévi-Strauss

“All’inizio del mondo l’uomo non c’era; non ci sarà neanche alla fine”


Claude Lévi-Strauss
Bruxelles 1908 – Parigi 2009
Antropologo francese


venerdì 2 agosto 2013

Massime e aforismi - Claude Lévi-Strauss

Claude Lévi-Strauss

“La musica è una macchina per sopprimere il tempo”

CLAUDE LEVI-STRAUSS
Bruxelles 1908 – Parigi 2009
Antropologo francese.
Docente universitario in Brasile (1934-1939), organizzò due spedizioni di ricerca nel Mato Grosso e in Amazzonia, rievocate successivamente in Tristi tropici (1955). Nel 1941 si trasferì a New York dove venne a contatto con gli esponenti dell’antropologia statunitense. Nel 1947 rientrò a Parigi. 
Opere più importanti: Le strutture elementari della parentela (1949); Antropologia strutturale I (1958) e Antropologia strutturale II (1973); Il totemismo oggi (1962); Il pensiero selvaggio (1962); Il crudo e il cotto (1964); L’uomo nudo (4 voll. 1971); Lo sguardo da lontano (1983); La vasaia gelosa (1985).