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mercoledì 3 dicembre 2025

Massime e aforismi - Erasmo da Rotterdam

 

Erasmo da Rotterdam

“Meno talento hanno, più orgoglio, vanità e arroganza hanno. Tutti questi sciocchi, tuttavia, trovano altri sciocchi che li applaudono”

 

Erasmo da Rotterdam

Erasmo da Rotterdam

Desiderius Erasmus Roteradamus, nome latinizzato di Geert Geertsz

Rotterdam, 28 ottobre 1466 o 1469 – Basilea, 12 luglio 1536

Umanista, filosofo e saggista olandese

 


domenica 20 novembre 2022

Massime e aforismi - Erasmo da Rotterdam

 

Erasmo da Rotterdam

"Dolce è la guerra a chi non l'ha provata"

 

Erasmo da Rotterdam

Rotterdam, 27 o 28 ottobre 1466 o 1469 – Basilea, 12 luglio 1536

Umanista, filosofo e saggista olandese

 


giovedì 25 marzo 2021

Marsilio Ficino - Dante Alighieri

 

Marsilio Ficino

“Dante Alighieri, per patria celeste, per abitatione florentino, di stirpe angelico, in professione philosopho poeticho”

 

Marsilio Ficino

Figline Valdarno 1433 – Careggi 1499

Filosofo e umanista

 


mercoledì 6 febbraio 2019

Massime e aforismi - Lorenzo Valla

Lorenzo Valla


“Grande è dunque il sacramento della lingua latina, grande senza dubbio la divina potenza che presso gli stranieri, presso i nemici, piamente e religiosamente vien custodita da tanti secoli, sì che noi Romani dobbiamo non dolerci, ma rallegrarci e gloriarci anche davanti al mondo. Perdemmo Roma, perdemmo il regno, perdemmo il dominio, e non per colpa nostra ma dei tempi; eppure con questo più splendido impero regnammo ancora in tanta parte del mondo […]. Poiché ivi è l’impero romano, dove domina la lingua romana […]. Ma quanto tristi furono i tempi passati, in cui non si trovò nessun uomo dotto, tanto maggiormente dobbiamo compiacerci con i tempi nostri, nei quali, se ci sforzeremo un poco di più, io confido che rinnoveremo presto, più che le città, la lingua di Roma e, con essa, tutte le discipline”


Lorenzo Valla
Roma 1407 – Roma 1457
Umanista


mercoledì 26 luglio 2017

Tommaso Moro – Contro i ricchi

Thomas More - Ritratto di Hans Holbein il Giovane (1527)

“Eppure questi individui funesti, dopo che con insaziabile avidità si sono spartita l’intera massa di beni che sarebbero bastati per tutti, quanto rimangono lontani dalla felicità che si gode in Utopia! Laggiù, una volta che è stata soffocata del tutto qualunque avidità di denaro grazie all’abolizione del suo uso, quale caterva di fastidi è stata spazzata via, che folta messe di delitti è stata divelta dalle radici! Chi può ignorare che tutte quelle frodi, furti, rapine, risse, disordini, contese, tumulti assassinii, tradimenti, avvelenamenti, che le quotidiane esecuzioni capitali riescono a punire ma non a raffrenare, subito si spengono non appena sia tolto di mezzo il denaro? e che nello stesso istante dileguano paura, ansietà, affanni, tormenti ed insonnie? e che la povertà stessa, la quale sembra patire penuria di solo denaro, una volta che questo venisse soppresso del tutto, subito verrebbe anch’essa ad attenuarsi? Per chiarire meglio la cosa, rimedita un poco in cuor tuo su qualche annata avara e di scarso raccolto, durante la quale diverse migliaia di persone siano morte di fame: io sostengo decisamente che, se alla fine di quella carestia si fossero ispezionati i granai dei ricchi, si sarebbe trovata tanta abbondanza di cereali, che, a distribuirli fra quanti dovettero soccombere all’inedia o alle malattie, nessuno avrebbe minimamente patito per quella sterilità del terreno e del clima. Tanto sarebbe facile assicurarsi il sostentamento, se non ce lo impedisse proprio quel benedetto denaro, l’invenzione sopraffina che avrebbe dovuto spianarci la strada per procurarcelo!”


Tommaso Moro
Thomas More
Londra 1478 – Londra 1535
Umanista, politico e filosofo inglese. Santo.
Amico e discepolo di Erasmo da Rotterdam, partecipò attivamente alla vita politica, ricoprendo alte cariche. Di fede cattolica, si rifiutò di riconoscere Enrico VIII come capo della Chiesa, e per questo condannato a morte. Solo nel 1935 fu proclamato santo da Pio XI. L’opera che gli diede fama immortale e l’Utopia (dal greco ou (non) e topos (luogo) che indica “luogo che non è” o anche “ciò che non è in alcun luogo”.


mercoledì 28 giugno 2017

Erasmo da Rotterdam – Il delirio dei filosofi

Erasmo da Rotterdam

“Dolce davvero è il delirio che li possiede! Nella lor mente erigono innumerevoli mondi, misurano quasi a fil di squadra il sole, le stelle, la luna, i pianeti, spiegan l’origine dei fulmini, dei venti, delle eclissi e di tutti gli altri fenomeni inesplicabili della natura, e non hanno mai esitazioni, come se fossero i segreti confidenti del supremo regolatore dell’universo, oppure ci venissero a portar le notizie delle adunanze degli dei. Ma la natura si fa ampie beffe d’essi e delle loro elucubrazioni. In effetti essi non conoscono alcunché di certo. Ne è prova più che sufficiente il fatto che tra i filosofi su ogni questione nascono polemiche interminabili. Essi non sanno un bel niente, eppure affermano di sapere tutto; non conoscono se stessi, talora non riescono a scorgere le fosse o i macigni che gli si parano davanti, o perché i più di loro sono orbi, o perché son sempre nelle nuvole. Eppure essi proclamano con orgoglio di veder bene le idee, gli universali, le forme separate, le materie prime, le quiddità, le ecceità, tutte cose tanto sottili, che neppure Linceo, io credo, riuscirebbe a penetrarvi con lo sguardo”


Erasmo da Rotterdam
Desiderius Erasmus Roteradamus
Nome latinizzato di Geert Geertsz
Rotterdam 1466 – Basilea 1536
Umanista olandese. Sacerdote, filologo.