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mercoledì 21 luglio 2021

Massime e aforismi - Oriana Fallaci

 

Oriana Fallaci

“L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte”

 

"Io non amo il denaro. Lo voglio, sì, perché mi serve e mi spetta. Paga il mio lavoro, la mia fatica, concede un po' di sollievo alla mia non facile esistenza. Ma per lui nutro una fortissima antipatia, una specie di acredine o di rancore. E non capisco chi ha il culto del denaro, chi non si sazia mai del denaro, e a toccarlo gioisce come l'avaro Molière. Ancor meno capisco chi misura il merito col denaro e chi non ammette che è il denaro la causa di tutti i mali, la fonte di quasi tutte le infelicità"

 

Oriana Fallaci

Firenze 1929 – Firenze 2006

Scrittrice e giornalista

 


domenica 8 marzo 2020

Massime e aforismi - Rula Jebreal

Rula Jebreal



Domani chiedetevi come erano vestite le conduttrici di Sanremo, come era vestita la Jebreal, che non si piega più. Ma nessuno chieda mai più a una donna stuprata come era vestita. Nessuno può permettersi di toglierci il diritto di addormentarci con una favola, vogliamo essere silenzi, rumori, vogliamo essere musica”




Rula Jebreal
Haifa, 24 aprile 1973 -
Giornalista e scrittrice palestinese con cittadinanza israeliana e italiana


domenica 2 febbraio 2020

Martha Medeiros - A morte devagar

Martha Medeiros



A morte devagar
(Una morte lenta)


Lentamente muore / chi diventa schiavo dell’abitudine, /
ripetendo ogni giorno / gli stessi percorsi /
chi non cambia la marcia, / chi non rischia e cambia colore dei vestiti, /
chi non parla a chi non conosce. /
Muore lentamente / chi evita una passione /
chi preferisce il nero al bianco / e i puntini sulle “i” /
piuttosto che un insieme di emozioni, /
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, /
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, /
quelle che fanno battere il cuore / davanti all’errore e ai sentimenti. /
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, /
chi è infelice sul lavoro, /
chi non rischia la certezza per l’incertezza / per inseguire un sogno, /
chi non si permette / almeno una volta nella vita /
di fuggire ai consigli sensati./
Lentamente muore / chi non viaggia, / chi non legge, /
chi non ascolta musica, / chi non trova grazia in se stesso. /
Muore lentamente / chi distrugge l’amor proprio, / chi non si lascia aiutare. /
Muore lentamente / chi passa i giorni a lamentarsi /
della propria sfortuna o della pioggia incessante. /
Muore lentamente / chi abbandona un progetto / prima di iniziarlo, /
chi non fa domande / sugli argomenti che non conosce, /
chi non risponde / quando gli chiedono qualcosa che conosce./
Evitiamo la morte a piccole dosi, /
ricordando sempre che essere vivo / richiede uno sforzo /
di gran lunga maggiore / del semplice fatto di respirare. /
Soltanto l’ardente pazienza / porterà al raggiungimento /
di una splendida felicità”



Martha Medeiros
Porto Alegre, 20 agosto 1961 -
Giornalista e scrittrice brasiliana



Questa poesia è stata pubblicata la prima volta nell’anno 2000 sul quotidiano Zero Hora di Porto Alegre.