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domenica 12 febbraio 2023

Pier Paolo Pasolini - Sanremo

 

Pier Paolo Pasolini

"È cominciato ed è finito il Festival di Sanremo. Le città erano deserte; tutti gli italiani erano raccolti intorno ai loro televisori. Il Festival di Sanremo e le sue canzonette sono qualcosa che deturpa irrimediabilmente una società"

 

Pier Paolo Pasolini

Bologna, 5 marzo 1922 – Lido di Ostia (Roma), 2 novembre 1975

Scrittore e regista cinematografico

 

"Tempo", n.7, 15 febbraio 1969

 


domenica 6 febbraio 2022

Luigi Tenco - Ciao amore ciao

 

Luigi Tenco

La solita strada

Bianca come il sale

Il grano da crescere

I campi da arare

Guardare ogni giorno

Se piove o c’è il sole

Per saper se domani

Si vive o si muore

E un bel giorno dire basta

E andare via

 

Ciao amore Ciao amore

Ciao amore ciao

 

Andare via lontano

A cercare un altro mondo

Dire addio al cortile

Andarsene sognando

 

Luigi Tenco

Cassine (Alessandria), 21 marzo 1938 – Sanremo, 27 gennaio 1967

Cantautore


sabato 16 febbraio 2019

Roberto Pecchioli - Festival di Sanremo



Il sistema di intrattenimento è il veicolo privilegiato per far passare i messaggi voluti dall’oligarchia dominante. Il recente festival della canzone di Sanremo ne è la dimostrazione. Almeno tre obiettivi conseguiti in un  colpo: sdoganare il genere musicale Trap, sotto i riflettori dopo la tragedia dei ragazzini di Corinaldo; inviare un nuovo segnale multietnico, multiculturale e multitutto con la vittoria imposta di Mahmood, cantante “moroccan pop”; far capire al popolaccio, alla plebe televisiva che la sua opinione non vale nulla, giacché la vittoria è stata decretata dagli “esperti” , vil razza dannata postmoderna, i quali sanno, comprendono e giudicano meglio di qualsiasi altro. Il televoto, parodia della democrazia, non conta, proprio come quello della scheda elettorale. Grazie di avercelo ricordato. […]


Abbiamo verificato a quale degrado hanno condotto le culture post Sessantotto, musicali, sociologiche, politiche. Eppure, nonostante tutto, si fondavano ancora su visioni del mondo, ideali, sia pure sbagliati, come quelli di Imagine dei Beatles. Che cosa sarà di questa nazione, di questa civiltà tra dieci anni, quando i figli di Sfera Ebbasta, J-Ax, dei Migos, Drake e degli altri protagonisti di oggi saranno le icone rispettabili di una sottocultura che si sarà fatta potere, sistema di vita, senso comune?  Per noi, colpevoli di non aver combattuto abbastanza, la generazione che ascoltò bambina le canzoni dei Nomadi con i testi di Francesco Guccini, belle voci, musiche di qualità, l’unica, amarissima consolazione è il titolo del primo memorabile album: noi non ci saremo. Grazie a Dio.


Roberto Pecchioli
Genova 1954 -
Giornalista e scrittore


Parte di un articolo del 14 febbraio 2019 del sito www.maurizioblondet.it