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| Michel Houellebecq |
Ho definito i distruttori delle nazioni: la
comodità, l’abbondanza e la sicurezza, dalle quali è nato un cinismo annoiato e
indolente, in cui la rivolta contro il mondo quale è, e me stesso quale sono, è
sommersa in una distratta soddisfazione di sé. Un popolo in agonia tollera il
presente, respinge il futuro e trova le proprie soddisfazioni nella grandezza
passata e nella gloria parzialmente ricordata. Un popolo in agonia si arma di
strumenti difensivi e mercenari, contro ogni cambiamento. Quando la grandezza
recede, altrettanto fa la fede nella grandezza. Un popolo in agonia ammette invariabilmente
che la poesia è scomparsa, che la bellezza si è appassita. Allora le montagne
non si levano come una volta contro il cielo e le ragazze non sono altrettanto
belle. Allora l’estasi si sbiadisce nella tolleranza e il tormento diminuisce
fino a un dolore sordo e vago; quindi la visione si trasforma in penombra come
le luci di un cinematografo, e il mondo è finito. Ciò che accade a un poeta,
accade anche al popolo.
John Steinbeck
Salinas, 27 febbraio 1962 – New York 20 dicembre 1968
Narratore
statunitense. Premio Nobel per la letteratura nel 1962
Fra le opere più importanti ci sono Furore, Uomini
e topi e La Valle dell’Eden.
