Visualizzazione post con etichetta Edoardo Sanguineti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Edoardo Sanguineti. Mostra tutti i post

mercoledì 12 luglio 2023

Edoardo Sanguineti - I Bronzi di Riace

 

I Bronzi di Riace

“Sono un bronzo di Riace

(uno dei due, quello che più ti piace)”

 

Edoardo Sanguineti

Genova, 9 dicembre 1930 – Genova, 18 maggio 2010

Poeta e scrittore

 

Edoardo Sanguineti, Cataletto, 1981

 


sabato 15 febbraio 2020

Poesia di Edoardo Sanguineti

Edoardo Sanguineti


“La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina”



Edoardo Sanguineti
Genova, 9 dicembre 1930 – Genova, 18 maggio 2010
Poeta e scrittore




Piangi piangi

Piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero
Bosch in miniatura, un salvadanaio di terra cotta, un quaderno
con tredici righe, un’azione della Montecatini:

piangi piangi, che ti compero
una piccola maschera antigas, un flacone di sciroppo ricostituente,
un robot, un catechismo con illustrazioni a colori, una carta geografica
con bandierine vittoriose:

piangi piangi, che ti compero un grosso capidoglio
di gomma piuma, un albero di Natale, un pirata con una gamba
di legno, un coltello a serramanico, una bella scheggia di una bella
bomba a mano:

piangi piangi, che ti compero tanti francobolli
dell’Algeria francese, tanti succhi di frutta, tante teste di legno,
tante teste di moro, tante teste di morto
oh ridi ridi, che ti compero
un fratellino: che così tu lo chiami per nome: che così tu lo chiami
Michele.




Poesia di Edoardo Sanguineti tratta da Triperuno, Feltrinelli, Milano, 1964. In questa breve composizione il poeta recita una “strana” ninna nanna al figlio, attraverso un elenco di oggetti-regalo, che delineano l’immagine inquietante della società dei consumi.


mercoledì 7 marzo 2018

Edoardo Sanguineti - Ballata delle donne

Edoardo Sanguineti

Ballata delle donne


Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.



Edoardo Sanguineti
Quinto al mare 1930 – Genova 2010
Poeta e scrittore