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sabato 7 marzo 2020

Federico Dezzani - A proposito del Coronavirus

Federico Dezzani


L'intero panorama politico italiano è composto da forze disgreganti, più o meno esplicite

emanazioni degli ambienti gnostici-massonici. Realisticamente si può solo attendere che

finiscano la loro opera distruttiva”


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L’Italia è, infatti, il “ventre molle” dell’eurozona e l’attacco bioterroristico angloamericano mira soprattutto a destabilizzare l’eurozona e l’Unione Europea nel suo complesso: l’operazione è facilitata anche dalle dinamiche messe in moto dal virus: la tentazione di ripristinare le frontiere in Europa e procedere in ordine sparso è fin troppo evidente. Va da sé che un collasso violento dell’Unione Europa, con la conseguente crisi politica ed economica, rallenterebbe non poco il tentativo cinese di “agganciare” il Vecchio Continente alla Via della Seta.

Già, perché il Coronavirus sembra proprio studiato per destabilizzare non soltanto l’Europa, ma la massa afro-euro-asiatica nel suo complesso, massa che Russia e Cina stanno tentando di organizzare con una rete di infrastrutture sempre più fitta ed intricata. Il primo e più potente colpo è stato sferrato dagli angloamericani ovviamente in Cina (80.000 casi) che, per fare fronte al propagarsi dell’epidemia, ha dovuto adottare contromisure senza precedenti: come nel caso italiano, i danni umani sembrano contenuti, ma quelli all’attività economica sono ingenti e si attende per questi mesi un brusco calo dell’attività produttiva: il sistema-Paese non dà comunque segni di cedimento, grazie alla solidità della macchina statale centralizzata e alla consapevolezza, molto diffusa tra tutti gli strati della popolazione, di dover fronteggiare un vero e proprio assalto statunitense. Ovviamente le ripercussioni economiche sono pesanti anche per gli Stati Uniti, ma è errato in questa nuova fase storica attribuire troppa importanza al “business”: la geopolitica, intesa come duello tra colossi continentali e potenze marittime, domina ormai l’agenda di Washington e Londra e una destrutturazione violenta della globalizzazione (velocizzata da un collasso delle piazza finanziarie che si fa giorno dopo giorno più concreto) coincide perfettamente con i piani delle potenze anglosassoni, accortesi di aver perso il primato economico in troppi campi (dal 5G ai treni superveloci).


Federico Dezzani
Blogger ed analista. Nato nel 1984, laureato in economia all’Università di Torino.


Parte di un articolo di federicodezzani.altervista.org del 4 marzo 2020


mercoledì 6 settembre 2017

La parola a Giuseppe Povia

Giuseppe Povia

“C’è un dittatura di illusionisti, finti economisti equilibristi, terroristi padroni del mondo”


“Il termine “burocrazia” è già un freno all’economia di un paese. Monti è un tecnico che nonostante gli studi universitari, le poltroncine in commissione trilaterale e in Goldman Sachs ha fatto dei danni mostruosi all’Italia. Saviano non saprei, dice che i comuni mortali non sanno cosa serva all’Italia? Facile dirlo con un conto in banca consistente e stando sempre in prima serata su RaiChic. Il problema dell’Italia è l’euro, non è scetticismo ma realtà. Lo ha capito anche mia nonna”


Giuseppe Povia
Noto semplicemente come Povia
Milano 19 novembre 1972 -
Cantautore e blogger italiano, vincitore del Festival di Sanremo 2006 con il brano Vorrei avere il becco

Da una intervista pubblicata da ilgiornale.it il 30 agosto 2017