domenica 17 marzo 2013

Quando Gino Scalise affrontava il produttore Angelo Rizzoli

Nella foto, l’attore Adelmo Di Fraia (il brigante, nel film) con il produttore Angelo Rizzoli, alla Mostra Cinematografica di Venezia del 1961.

Quando nel 1960 si girava “Il Brigante”, Gino Scalise si alienò le simpatie, oltre che del regista Renato Castellani, anche del produttore Angelo Rizzoli che, recatosi a Scandale per vedere l’andamento dei lavori del film, si trovò davanti questo impiegato comunale che protestava perché, a suo parere, le comparse venivano pagate troppo poco. E, mentre Don Renato da lontano gli faceva segno di stare calmo, Rizzoli si allontanò dicendo di avere molti impegni.

Foto del film Il Brigante scattata  a Scandale nel 1961

venerdì 15 marzo 2013

Canti briganteschi

Catanzaro - Via Indipendenza in una foto dell'Archivio Bertoni

CANTI BRIGANTESCHI

Mi partu de la beddha Catanzaru
ma vaju mbicaria ccu a catina.
Non ciangiu ca perdivi Catanzaru
ma ciangiu ca pirdivi Catarina!

O schettuliddhi ciangiti ciangiti,
ca Garibardi chiàmau li sordati
ca si chiamau li giuvani arditi
e ni lassàu li vecchi abbabbati!
A sant’Antoni mo ricurriti:
Scanza Ninnuzzu meu de li sordati.
E si sta grazzia non mi faciti
Padrenostri de mia non v’aspettati.

O sbirri cchi serviti stu Governu,
ccu i strisci russi e i rrobbi de pannu,
si ncunu jornu a libertà ritornu,
li rrobbi vi li sciancu a parmu a parmu...
Addiu, cumpagneddhi di sventura,
speru ca ni vidimu prestu fora.

Silvestro Bressi, Il Brigantaggio nel Catanzarese. Realtà, leggenda, memoria e testi di tradizione orale, Ursini Edizioni, 2011.

giovedì 14 marzo 2013

Come eravamo

Foto By Ros del 2006
Foto di Cesare Grisi del 2009

mercoledì 13 marzo 2013

Curiosa raccolta differenziata nel Comune di Riace

Il sig. Paolo Albanese, addetto alla raccolta differenziata, gira  nei vicoli di Riace 
(foto di Calabria agroalimentare).

martedì 12 marzo 2013

Preparazione della festa di San Giuseppe a Reggio Emilia


Locandina della serata di San Giuseppe pubblicata dal sito Scandale in Emilia
3 foto dell'anno scorso




lunedì 11 marzo 2013

Reggia di Caserta

Parco della Reggia in una foto di Lucia Corda

Il 20 gennaio 1752 fu posata la prima pietra della Reggia di Caserta alla presenza di Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia. Per anni, caricando di marmo pachidermi e cammelli, centinai di operai africani lavorarono nel cantiere per la realizzazione di questa opera monumentale che ora è Patrimonio dell'umanità.


Foto di Dario Teodonno

domenica 10 marzo 2013

Rossi-Doria parla dello scandalese Iuliano Arturo

Una casa colonica di Corazzo in una foto del 1955 conservata nell'Archivio Rossi-Doria

Storia di Iuliano Arturo di Giovanni

Scandale, 23 aprile 1955
È un vecchietto di 72 anni che vive solo con la moglie di 70. Prende la pensione: 5000 lire al mese. Ha avuto 13 figli: 10 sono morti, 3 sono sposati, i due maschi nei paesi vicini, la figlia a Scandale. La figlia ha due bambini, sta bene ma lei è donna e non può come vorrebbe aiutare i genitori. Ogni tanto gli altri quando vengono prestano qualche cosa (caffè, zucchero, pasta). Lavora un orto all’uscita del paese di ½ ettaro. Metà prodotto se lo tiene lui, metà lo dà al proprietario. Coltiva: cipolle, lattuga, scarola, cetrioli, cocuzze, pomodori, peperoni. Prima della riforma era terragerista.
Si sposò giovane a 19 anni perché era orfano, benché sia figlio illegittimo dice che suo padre morì quando lui era ancora piccolo, sua madre morì di bronchite. Dopo aver fatto 2 figli andò in America a Pittsburgh e ci rimase per 7 anni. La moglie non lo raggiunse perché aveva paura del mare. Fu richiamato alla guerra mondiale, fece 8 anni il militare e poi rimase in Italia. Parla americano ed era per questo che era venuto a casa. Sembra molto furbo e per vivere quando non tiene niente, fa sparire le galline. Non me l’ha detto lui però. Di salute sta abbastanza bene, qualche volta d’inverno ha i reumatismi ma nient’altro. Vorrebbe campare ancora fino a 90 anni. La moglie invece sta poco bene. La notte non dorme per il troppo dolore alle membra. Adesso è vecchia, ma è ancora buona, quand’era giovane aveva certe zizze? Ci fidanzammo da piccoli.
A Pasqua è andata a fare la comunione a Crotone dal Vescovo (che chiama Santità) e questo gli regalò 250 lire. È molto fiero di questo. È stracciato e sporco. I vestiti che porta gli sono stati regalati 3 mesi fa ma erano già molto usati. Devono pagare 18000 lire l’anno di fitto e una volta tolte le 1500 lire al mese rimane per mangiare 100 lire al giorno. “Alla mia signora piace il caffè e anche a me” e non ci basta solo il pane. Non va alla cantina. Parla sulla piazza o più su con i vecchi suoi amici che come lui non lavorano. I giovani di adesso sono vagabondi: non lavorano, sono cattivi e giocatori e bestemmiano “per la Madonna” e questa bestemmia poi scappa sempre e allora si porta la mano alla bocca e ricomincia a dire di nuovo “per la Madonna” e ride.
Le persone più importanti del paese sono il sindaco, il segretario, il prete ma nessuno fa bene il suo dovere. Chi è il capo del Governo? Prima era De Gasperi, adesso non sa. Chiedo io: lo conosce il Presidente della Repubblica, lui risponde No. Allora gli dico: Einaudi; allora tutto sorridente mi dice, voi che lo conoscete ditegli di regalarmi le scarpe e me le mostra sono scucite, troppo grandi, vecchie e rigide. Io sorrido e rispondo che non è amico mio Einaudi e che le scarpe bisogna chiederle al calzolaio, lui non ci crede e insiste. Mussolini invece era un grande uomo.

Notazioni e Appunti di Rossi-Doria e delle sue collaboratrici, A.N.I.M.I., Roma, Archivio Rossi-Doria, fascicolo 9, vol. II (dattiloscritto).