Dopo molti anni, un gruppo di amici si ritrova a
Scandale, loro paese nativo, invitati a cena da una loro comune amica, ognuno
all’insaputa degli altri. Da questo invito nasce il desiderio di rivivere
insieme la loro infanzia. Per qualche giorno i sapori e gli odori portano alla
memoria i ricordi di un’epoca contadina, qual è il periodo che stanno rivivendo,
e di un’infanzia vissuta in una realtà sociale, povera ma ricca di valori e
tradizioni, di cui spesso ci si dimentica del vero significato. Per Pino, il
protagonista, l’occasione di rivivere Scandale è data dalla festa di San
Giuseppe con le sue tradizioni: cumbitu e luminariu.
In questo paese del Marchesato di Crotone egli è nato e cresciuto
in una famiglia numerosa e vi ha vissuto per 12 anni, da quando è nato fino
alla metà degli anni sessanta del secolo scorso. Con i suoi amici desidera
rivivere quei momenti felici, che non destano nostalgia, ma fanno gustare la
spensieratezza con cui si affrontava la vita a quell’età. Avvertono il bisogno
di ritornare bambini e di rivivere quel periodo, condividendo insieme ricordi
ed emozioni, aiutando nel frattempo due nuovi amici, che ormai fanno parte a
pieno titolo di questa compagnia e che sono quasi sempre presenti a questi
momenti d’incontro, a scrivere un libro di sociologia dove ci sia del vissuto e
non solo quanto appreso dai libri. È interessante notare come la rivisitazione
di tutte le vicende, i racconti e le reminiscenze, avvenga sempre intorno a una
tavola imbandita davanti a nu piezzu i sazizza, na supprissata e un bicchiere
di vino e cu ra vucca sempre chjina.
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