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| Giacomo Leopardi |
“Gobbus
esto
Fammi
un canestro:
fammelo
cupo
gobbo
fottuto
Filastrocca che cantavano i ragazzi di Recanati quando
vedevano Leopardi. Cfr. Camillo Antona-Traversi, Studi su Giacomo Leopardi con
notizie e documenti sconosciuti e inediti, Dekten, Napoli 1887, p. 75 -
Raffaele Ascheri, Giacomo Leopardi, Una biografia (non autorizzata), Edizioni
Cantagalli, Siena, 2023, p. 19
……………………………………………
Il 14
giugno 1837 moriva Giacomo Leopardi
"Nessun autore ha saputo guardare in faccia la
verità della vita e del mondo come Leopardi. Ci sono più grandi filosofi,
grandi scienziati e forse poeti più grandi, ma nessuno ha svelato la condizione
umana con la sua implacabile e acutissima lucidità, senza concedere ripari.
La sua opera è la più alta rivelazione della
condizione umana; oltre c’è solo la Rivelazione divina. (...)
Ma se non fosse stato gobbo, brutto, respinto da
Silvia e irriso dalla gente, se avesse avuto una vita e un corpo come gli
altri, avrebbe mai raggiunto quelle altezze e quelle profondità? Su quali
sentieri lo avrebbe dirottato la vita? Non dobbiamo, con la morte nel cuore,
benedire crudelmente l’amore negato, il corpo deforme, per i doni sublimi che
provocarono?"
Parte di un lungo articolo del filosofo Marcello
Veneziani pubblicato da Il Giornale il 25 novembre 2013
