“Si confonde tutto un popolo con alcuni strati
corrotti di esso, specialmente della piccola borghesia (in realtà poi questi
signori, essi stessi, appartengono essenzialmente a questi strati) che nei
paesi essenzialmente agricoli, arretrati civilmente e poveri, è molto diffusa e
può paragonarsi al Lumpenproletariat delle città industriali; la camorra
e la “mafia” non è altro che una simile forma di malavita, che vive
parassitariamente sui grandi proprietari e sul contadiname”
“I moralizzatori cadono nel pessimismo più scempio,
perché le loro prediche lasciano il tempo che trovano; i tipi come Prezzolini,
invece di concludere, alla propria inettitudine organica, trovano più comodo
giungere alla conclusione della inferiorità di un intero popolo, per cui non
rimane altro che accomodarsi: “Viva Franza, viva Spagna, purché se magna!”.
Questi uomini, anche se talvolta mostrano un nazionalismo dei più spinti,
dovrebbero essere segnati dalla polizia tra gli elementi capaci di far la spia
contro il proprio paese”
Antonio
Francesco Gramsci
Ales, 23
gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937
Politico e
critico letterario
Cfr. Antonio Gramsci, Sul fascismo, a cura Antonella
Roncarolo, Mauna Loa Edizioni, 2002