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| Ragazzi delle scuole elementari di Scandale in due foto di Antonio Brescia |
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| Tavola di bronzo di Tiriolo |
Tavola
di Tiriolo in provincia di Catanzaro
Vienna,
Kunsthistorisches Museum
La vicenda dei Baccanali del 186 a.C. testimoniata da un
lungo brano dello storico Tito Livio si trova anche in un’iscrizione su una tavola
in bronzo rinvenuta a Tiriolo in provincia di Catanzaro. Fu trovata nel 1640 durante
gli scavi di fondazione del palazzo del principe Giovan Battista Cigala. L'iscrizione
in latino arcaico Senatus Consultum de Bacchanalibus, è un decreto
del Senato romano col quale furono vietati in tutta Italia i Bacchanalia Da
molto tempo è conservata nelle Antike Sammlungen Kunsthistorisches Museum di
Vienna.
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| Voltaire |
“Le streghe hanno smesso di esistere
quando noi abbiamo smesso di bruciarle”
“Un giorno tutto andrà meglio, ecco la
nostra speranza; ogni cosa va bene, ecco la nostra illusione”
“Quando colui che ascolta non capisce
colui che parla, e colui che parla non sa cosa sta dicendo: questa è la
filosofia”
VOLTAIRE
Pseudonimo di François-Marie Arouet
Parigi, 21 novembre 1694 – Parigi, 30
maggio 1778
Filosofo e scrittore francese
“François-Marie
Arouet, noto con lo pseudonimo di Voltaire, ultimo di cinque figli di un ricco
notaio, nasce a Parigi. Da giovane si fece undici mesi di carcere nella
Bastiglia per aver fatto circolare dei componimenti irriverenti verso il
Reggente. Nel 1726, offeso dal sarcasmo di Voltaire, il nobiluomo cavaliere di
Rohan lo fece bastonare dai suoi servi e lo fece rinchiudere di nuovo alla
Bastiglia. Uscito di galera, parte in esilio per l’Inghilterra, dove rimane per
tre anni. Nel 1734 il Parlamento di Parigi gli brucia il libro Lettere sugli Inglesi. Voltaire scappa e
si rifugia presso la sua amica marchesa di Emilie de Châtelet nel Castello di
Cirey. Riconciliatosi con la Corte viene nominato dal re storiografo di Francia
e nel 1746 è eletto membro dell’Accademia. Tra il 1749 e il 1753 fu a Berlino,
ospite di Federico II di Prussia, ma a seguito di un litigio fu costretto a
lasciare la città. Dopo aver soggiornato a Ginevra e Losanna, dal 1758 si
stabilì nel castello di Ferney. Qui, ormai ricco e famoso, trascorse gli ultimi
venti anni della sua vita. Il 10 febbraio 1778, dopo ventotto anni di assenza,
torna a Parigi per la rappresentazione della sua ultima commedia Irene. Durante il viaggio viene
acclamato da folle immense al grido di “Viva Voltaire”. Morirà poco tempo dopo
il 30 maggio 1778.
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| Giacomo Leopardi |
Giacomo
Leopardi
Recanati,29
giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837
Poeta,
filosofo, scrittore e filologo
Ebraismo e
cristianesimo: un Leopardi poco conosciuto
“Il popolo ebreo chiamavasi il popolo eletto, e
quindi si poneva senza paragone alcuno, al di sopra di tutti gli altri popoli,
sì per nobiltà, sì per merito, sì per diritti ec. ec. e spogliava gli altri del
loro”
Passo di Leopardi non destinato alla pubblicazione,
poi confluito nello Zibaldone Cfr. Leopardi e gli ebrei, in La
difesa della razza, numero 3, anno I, settembre 1938 – Raffaele Ascheri,
Giacomo Leopardi, Una biografia (non autorizzata), Edizioni Cantagalli,
Siena, 2023, p.435
…………………………………………………..
“Le speranze che dà all’uomo il Cristianesimo sono
pur troppo poco atte a consolare l’infelice e il travagliato in questo mondo
[…] di due future vite, l’una promessa l’altra minacciata dal Cristianesimo,
questa fa sul mortale molto maggiore effetto di quella. E perché ci insegna che
nell’inferno (e così nel purgatorio) avrà luogo la pena del senso […] pena
sensibile e materiale […] e perciò può dirsi con verità che il Cristianesimo è
più atto ad atterrire che a consolare”
Passo di Leopardi del 23 settembre 1823, non
destinato alla pubblicazione, poi confluito nello Zibaldone. Cfr. Raffaele
Ascheri, Giacomo Leopardi, Una biografia (non autorizzata), Edizioni
Cantagalli, Siena, 2023, p. 138
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| Paolo Crepet |
“Siamo un
paese fondato sul divano e l’attesa dell’eredità.
Con i
nostri figli abbiamo sbagliato tutto”
“Per non
perdere emozioni, dignità e libertà bisogna ribellarsi alla cultura dominante
che ci sta anestetizzando”
Paolo
Crepet
Paolo
Crepet
Torino, 17
settembre 1951 –
Psichiatra,
sociologo e saggista
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| Michele Federico Sciacca |
“Del resto alcuni «maestri» della contestazione non
hanno perduto tempo ad «allinearsi», riaccomodandosi nel «sistema» con
acrobazie bizantine degne di «arrabbiati» reazionari e conformisti. Del resto,
uno dei segni più evidenti della mancanza, non solo di ideali politici, ma di
qualsiasi ideale, di fede e di buona fede, di ogni coscienza morale e di veri
interessi culturali, è la disinvoltura con cui gli «scrittori» e gli «artisti»,
solo in cerca di facile successo e di garantiti guadagni, si spostano da destra
a sinistra e viceversa secondo il mero «apparire» di nuovi e già vecchi
movimenti; ma anche le parole «destra» «sinistra» «centro» non significano
niente, mancano di segno, annegate come sono nella stupidità”
Michele
Federico Sciacca
Giarre, 18
luglio 1908 – Genova, 24 febbraio 1975
Filosofo e
accademico italiano
Cfr. Michele Federico Sciacca, L’oscuramento
dell’intelligenza, Palermo, L’Epos, 2000, p. 113
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| Gesù |
“In quel lasso di tempo appare Gesù, uomo sapiente,
sempre che si debba definirlo “uomo”. Era infatti facitore di mirabilia,
maestro di uomini: di quelli che con diletto accolgono la verità. E molti ebrei
e molti dell’elemento greco [pagano] attraeva a sé.
Il Cristo lui era! E dopo che, su denuncia dei nostri notabili, Ponzio Pilato
l’ebbe condannato alla croce, perlomeno quelli che per primi gli si erano
affezionati non smisero. A costoro riapparve infatti [come]
vivo tre giorni dopo [la morte]: questo e miriadi di altre cose mirabolanti
su di lui avevano detto i divini profeti. E ancora adesso non ha smesso di
esistere la “tribù” dei “cristiani”, che da lui prendono il nome”
Giuseppe
Flavio
Yosef ben
Matityahu
(Giuseppe
figlio di Mattia)
Gerusalemme,
37 – Roma, 102 ca
Storiografo
di origini ebraiche
Cfr. Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche,
19.62-64, traduzione di Luciano Canfora. Federico Santangelo, Giusto Traina, Il
mondo dei Romani, Giulio Einaudi Editore s.p.a., Torino, 2024, p. 225