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| Antoine de Saint-Exupéry |
Antoine de Saint-Exupéry
Antonio de Saint Exupéry
Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry
Lione, 29
giugno 1900 – Riou, 31 luglio 1944
Scrittore e
militare francese, autore del romanzo Il piccolo principe
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| Antoine de Saint-Exupéry |
Antoine de Saint-Exupéry
Antonio de Saint Exupéry
Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry
Lione, 29
giugno 1900 – Riou, 31 luglio 1944
Scrittore e
militare francese, autore del romanzo Il piccolo principe
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| Bova in Calabria in tre immagini di repertorio |
Ogni
anno, la Domenica delle Palme, a Bova in provincia di Reggio Calabria i fedeli
celebrano un rito unico e suggestivo, che consiste nel portare in processione
fino al santuario di San Leo, principale chiesa di Bova, delle grandi figure
femminili costruite con foglie di ulivo.
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| Pablo Neruda |
“Potranno
tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”
Pablo
Neruda
Pablo
Neruda
Pablo
Neruda
Pseudonimo
di Ricardo Eliecer Neftalì Reyes Basoalto
Parral, 12
luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973
Poeta
cileno, premio Nobel 1971
In arte prese l’appellativo Pablo Neruda dallo
scrittore e poeta ceco Jan Neruda, nome che in seguito gli fu riconosciuto
anche legalmente.
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| Emigrati di Scandale a Reggio Emilia |
Gli
emigrati di Scandale a Reggio Emilia: una comunità che resiste nel tempo
Il
Crotonese, 20 marzo 2026
Tra
gli appuntamenti più sentiti spicca la festa di San Giuseppe, dove la comunità
scandalese si riunisce per celebrare il “Cumbitu”
SCANDALE – La comunità degli emigrati
di Scandale, nel corso dei decenni, ha costruito a Reggio Emilia una realtà
solida, radicata e profondamente legata alle proprie origini. Già a partire
dagli inizi del Novecento, si è distinto come uno dei paesi calabresi maggiormente
segnati dal fenomeno migratorio. Prima le Americhe, poi alcune nazioni europee
e, dagli anni Settanta, le grandi città industriali del Nord Italia.
Tra le mete principali di questa migrazione interna
spicca proprio Reggio Emilia, dove nel tempo si è consolidata una comunità
numerosa e coesa. Oggi si contano oltre 1200 scandalesi stabilitisi
definitivamente con le proprie famiglie. Una presenza che si è integrata
pienamente nel tessuto economico e sociale locale, senza mai recidere il legame
con il paese d’origine, mantenuto vivo attraverso rapporti costanti e
iniziative condivise.
L’associazione
‘Scandale nell’Emilia’ promuove le tradizioni calabresi
In questo contesto si inserisce l’associazione culturale
“Scandale nell’Emilia”, fondata il 13 marzo 2010 e guidata dal presidente
Rosario Trivieri, con l’obiettivo di creare momenti di aggregazione e
riflessione. L’associazione promuove attività sociali e culturali che
permettono di rivivere le tradizioni del paese natio, rafforzando il senso di
comunità anche a centinaia di chilometri di distanza.
Tra gli appuntamenti più sentiti spicca la festa di San
Giuseppe, occasione in cui la comunità scandalese si riunisce ogni anno per
celebrare il tradizionale “Cumbitu”. Un evento che richiama numerosi calabresi
residenti nella provincia di Reggio Emilia e non solo. Il termine, derivante
dal latino “convivium”, richiama il valore dello stare insieme, della
condivisione e dell’allegria.
Durante la manifestazione, infatti, si rinnova il rito
della condivisione di piatti tipici come pasta e ceci e altri prodotti della
tradizione calabrese, coinvolgendo anche molti cittadini reggiani. Un momento
di incontro che diventa simbolo di integrazione e scambio culturale.
A
partecipare alla festa di San Giuseppe anche il sindaco Barberio
L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione
dell’amministrazione comunale di Scandale, rappresentata dal sindaco Antonio
Barberio, e di Palmina Perri, consigliera comunale di Reggio Emilia originaria
di Cutro. L’evento, moderato dall’insegnante Sonia Raimondo e accompagnato
dalla musica di un gruppo folcloristico, ha offerto anche spunti di riflessione
sull’importanza delle tradizioni, della cultura contadina e del ruolo sociale
delle associazioni.
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| Umberto Bossi |
“La mia
donna e i miei figli devono sentire l’odore della polvere da sparo”
“La Lega
deve essere politicamente scorretta, perché se anche noi leghisti fossimo
politicamente corretti, in questo paese non cambierebbe mai nulla”
“Noi i
fascisti di Fini li attacchiamo sempre: li teniamo sotto il tiro dei nostri
Winchester”
“Berlusconi
vorrebbe vedermi ma se mi telefona gli faccio sentire il rumore del rullo del
revolver”
“Avremo
tutti il mitragliatore in mano, sarà una soddisfazione enorme portarne
all’altro mondo il più possibile di questa merda vivente”
“L’esercito
albanese ha lasciato le caserme e le armi incustodite. Se capitasse in Italia
noi sapremmo cosa farne”
“I
meridionali vanno aiutati a casa loro, se no straripano come gli africani”
Umberto
Bossi
Cassano
Magnago (Varese) 19 settembre 1941 – Varese, 19 marzo 2026
Politico.
Ex segretario della Lega Nord
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| Marcello Veneziani |
La piccola
Italia
"L’Italia è un piccolo paese sotto schiaffo
dal ‘45, da decenni al rimorchio e all’ombra degli Stati Uniti, magari con
qualche episodio di autonomia, proprio in Medio Oriente, al tempo di Craxi e
Andreotti (e forse Moro), che pagò caro. Ma che possiamo fare? Una cosa almeno:
sottrarci alla partita Occidente contro Resto del Mondo, non sposare la guerra
come soluzione dei problemi, non accettare il principio e il fatto che gli
Stati Uniti siano gli arbitri armati del pianeta e che Israele possa fare tutto
senza limiti. Dobbiamo dire al mondo che l’Europa, e nell’Europa l’Italia, ha
un ruolo internazionale forte – lo abbiamo detto tante volte – come luogo
centrale tra Oriente e Occidente, Nord e Sud del pianeta. Il Mediterraneo è il
tavolo naturale del pianeta attorno a cui sedersi e trattare. L’Europa deve far
valere e pesare questa centralità geopolitica mediterranea, senza schiacciarsi
sull’Atlantico, trattando con tutti i paesi del mondo a partire dai più vicini,
come la Russia. Nel mondo ci sono più autocrazie che democrazie e non possiamo
pensare di abbattere tutte le dittature del mondo o le finte democrazie (come
era considerato il Venezuela). Dobbiamo con realismo assumere un ruolo autonomo
e indipendente dagli Stati Uniti. Questo è l’unico sovranismo europeo
possibile. Non è la guerra, non sono i muscoli, la nostra forza; ma la nostra
centralità, il nostro equilibrio tra mondi opposti, il nostro antico prestigio
universale. Facciamoli valere."
Marcello
Veneziani
Bisceglie
1955 -
Filosofo,
giornalista e scrittore
Marcello Veneziani, "E ora noi italiani ed
europei cosa dobbiamo fare?", 5 marzo 2026
Anche questa attesissima 14^ edizione del "Cumbitu
di San Giuseppe" organizzata a Reggio Emilia da Scandale in Emilia, si è
svolta con una entusiasmante e calorosa partecipazione di Scandalesi
provenienti alcuni dalla Germania e tanti altri dalle città del nord Italia.
Il Cumbitu di San
Giuseppe di Reggio Emilia mette in evidenza il più profondo valore di questa
antica tradizione di condivisione, ed è sempre emozionante assistere ai
calorosi abbracci fra Scandalesi che si ritrovano in occasione di questo
evento. Grazie di cuore alla signora Maria Miliè e a tutte le volontarie e
volontari che con il loro lavoro rendono possibile la realizzazione di questo
evento.
Da
Facebook
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| Il Luminario a Scandale in una foto By Ros del 2011 |
IL
“LUMINARIO”
di
Don Renato Cosentini
“È
tradizione, che in questo piccolo centro del Crotonese (Scandale), la vigilia
della festa di San Giuseppe (18 Marzo) accendere in ogni rione dei falò di
molta legna, raccolta nelle campagne circostanti. Una tradizione che dura
ancora nel tempo affondando le sue radici in antiche consuetudini, che se hanno
perduto la sacralità rituale di una volta, restano ancora radicate nella
memoria della nostra gente.
Uomini
di ogni età, donne e bambini si mobilitano, quasi come una gara: rendere il
“luminario” del rione più bello di quello degli altri.
Sono
scene commoventi che ti toccano l'anima, il cuore: retaggio di una fede che il
nuovo non riesce a scalfire. Non restarvi fedele è considerata mancanza di
devozione e fiducia in Giuseppe, sposo di Maria e Padre putativo di Cristo. Una
legge non scritta in alcun libro di storia paesana, che vede ancora nei giorni
precedenti la festività del falegname di Nazaret, in tutti i rioni, la gente
intenta a preparare “U Cumbitu”, una minestra saporita e piccante di pasta e
ceci che raccoglie davanti al desco più famiglie del vicinato come segno di
comunione e riporta il pensiero a quella di Nazaret, nella tranquillità gioiosa
di un piatto caldo che affratella ricchi e poveri alla mensa dell'amore e della
solidarietà.
Dopo
il vespro, mentre le campane con il suono dell'Ave annunciano il domani del dì
di festa, bruciano i “luminari” attorno ai quali la gente sosta in preghiera
con i canti rituali della quaresima, passione del Cristo, fuoco santo simbolo
del Cristo risorto.
E
per i vari rioni sciamano i ragazzi e le ragazze a raccogliere la “carbonella”
che riscalderà le case dei poveri ove manca il tepore di un focolare sempre
spento.
Con
il nuovo che avanza, mentre va scomparendo o affievolendosi la pietà dei padri,
ora, davanti ai luminari, la gente balla al suon della fisarmonica, ricordo dei
vecchi zampognari, pastori di Betlemme, che vegliavano i loro greggi, e gli
Angeli annunziavano la nascita del Bambino.
E la
gente dimentica, anche se per pochi momenti, il tormento della disoccupazione,
la tristezza di un’emigrazione che va sempre più impoverendo e spopolando
questo piccolo centro del Marchesato, fiduciosa, almeno, che il pane amaro
dell'esilio non manchi, domani, festa di Giuseppe, sulla tavola parata a nuovo,
ove un posto rimane sempre vuoto: quello del papà lontano al Nord, in Germania
o nelle vecchie Americhe.
E
sogna, tornata a casa, che domani il postino porti una buona notizia: forse per
la Pasqua, l'agnello, cresciuto all'ombra del pergolato, farà la sua comparsa
nella gioia ritrovata di una presenza che più vuoto il posto a tavola.
Ed
intanto il “luminario” va spegnendosi, ma non si spegne la fiamma della
speranza e dell'amore: l'avvento di giorni più belli perché le vacche magre
sono state satollate dalle vacche d'Egitto e le sue cipolle renderanno più
saporita la minestra condita di lacrime, olio dell'attesa, che rinfranca la
solitudine e la mestizia di una vigilia caldeggiata dal ricordo del tempo che
fu”.
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| Maria Fida Moro |
Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974, alle ore
1:23, una bomba ad alto potenziale esplose nella quinta vettura del treno
espresso 1486 ("Italicus"), proveniente da Roma e diretto a Monaco di
Baviera via Brennero.
Interessante
testimonianza di Maria Fida Moro
“Ricordo il 3 agosto del 1974, altra data infausta
della storia italiana. Papà allora era ministro degli esteri e avrebbe dovuto
raggiungerci in treno a Bellamente, sulle montagne del Trentino, dove di solito
trascorrevamo insieme le vacanze estive. Era già salito sulla sua carrozza,
alla stazione Termini, e il treno stava per partire, quando all’ultimo momento
arrivarono dei funzionari e lo fecero scendere perché doveva tornare per
firmare delle carte. A causa di quell’imprevisto perse il treno e fu costretto
a raggiungerci in macchina. Un ritardo provvidenziale, perché quel treno era
l’Italicus. Non ho alcuna prova per dirlo con certezza, però ho avuto il
sospetto che la bomba esplosa poche ore dopo nella galleria San Benedetto Val
di Sambro avesse come obiettivo proprio lui”
Maria Fida
Moro
Roma, 17
dicembre 1946 – Roma, 7 febbraio 2024
Politica
italiana, figlia di Aldo Moro e senatrice della Repubblica nella X Legislatura.
Rieccoci, siamo giunti all'appuntamento annuale con il "CUMBITU
di SAN GIUSEPPE" 14^ edizione.
Questo evento, molto atteso e partecipato dalla comunità
Scandalese residente nel nord Italia, viene vissuto come un'occasione per
ritrovarsi e condividere questa nostra antica tradizione.
Purtroppo le dimensioni del salone, per ragioni di
sicurezza, non ci consentono di dare spazio a tutte le richieste. I posti
disponibili si sono esauriti rapidamente con il solo passaparola fra
compaesani.
Siamo dispiaciuti e ci scusiamo per non aver potuto
accogliere tutte le richieste di partecipazione pervenute.
Da Facebook
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| Wilhelm Friedrich Hegel |
“La storia
mondiale non è il terreno della felicità”
“Ciò che è
noto, proprio in quanto noto, non è conosciuto”
“La storia
è la versione ufficiale dominante imposta dai vincitori che detengono il
potere”
Georg
Wilhelm Friedrich Hegel
Stoccarda,
27 agosto 1770 – Berlino, 14 novembre 1831
Filosofo
tedesco
Mi
obbligai di non amarla,
di non
pensarla più.
Ma non
si può dire al fuoco
di non
bruciare.
Non si
può dire al fiume
di non
passare più da lì.
Non si
può ordinare al cuore
di
battere senza amare.
Nuccio
Coriale
Nuccio
Coriale
Nuccio
Coriale
Al
secolo, Carmine Coriale
Scandale,
31 marzo 1972 –
Poeta.
Vive a Milano