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mercoledì 17 agosto 2022
venerdì 20 luglio 2012
Fuoco greco
FUOCO GRECO
Sulla fine del VII secolo d.C. l’impero
bizantino introdusse nelle battaglie navali, ma anche in quelle di terra,
un’arma segreta, cioè quello che tutti chiamano il “fuoco greco”: espressione
usata per indicare una miscela incendiaria che veniva spruzzata sulle navi e
queste, essendo fatte di legno, prendevano immediatamente fuoco. Il liquido
veniva tenuto in grandi otri di pelle o in vasi di terracotta chiamati siphones che all’occorrenza venivano
lanciati. Oggi gli esperti ritengono che fosse una miscela di pece, salnitro,
zolfo, nafta e calce viva.
Per secoli la formula segreta, che
conoscevano in pochi, è stata tramandata da un imperatore all’altro. Dall’inizio
del XIII secolo, probabilmente per la perdita della formula o per il difficile
reperimento di tutte le sostanze necessarie, l’uso del cosiddetto “fuoco greco”
nelle battaglie divenne raro e scomparve.
Comunque, fu proprio l'utilizzo di
questa miscela che fece fallire vari assedi degli Arabi musulmani alla città di
Costantinopoli a cominciare dall’ottavo secolo e rese i Bizantini invincibili
per centinaia di anni.
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