sabato 13 febbraio 2016

Longobucco

Longobucco - Foto di Sasà Pellegrino del 18 gennaio 2013

Padre Pio è scappato dalla sua tomba d'oro

La cripta della chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo che ospita il corpo di Padre Pio. La cripta, inaugurata da Benedetto XVI è completamente realizzata in oro massiccio, accumulato dai monaci in questi ultimi 20 anni grazie alle donazioni fatte dai fedeli. Molte polemiche ha sollevato questa imponente opera, decorata con dei mosaici dal padre gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik, uno dei più grandi esperti di arte sacra, in quanto sono in molti a non ritenerla in linea con il pensiero di Padre Pio e dell’ordine francescano da sempre improntato sulla povertà e la semplicità.

Padre Pio è scappato dalla sua tomba d'oro
Padre Pio ha compiuto un miracolo a rovescio e a sue spese. Da quando l'hanno imbottito d'oro in una tomba faraonica, il pellegrinaggio dei devoti è crollato. Stimmate di rabbia e di dolore avranno ripreso a sanguinare al burbero e schivo frate cappuccino. Jatavenne, avrà detto nel suo ruvido gergo terrone.
Padre Pio è a disagio in quella cripta d'oro che sembra il caveau della banca mondiale, circondata da un business osceno, un'ottantina d'alberghi ormai vuoti, una marea di statue kitsch diffuse ovunque e in particolare a sud, pompe di benzina incluse, più pile di superstiziosi gadget ormai invenduti. A San Giovanni Rotondo l'oro di Padre Pio è crollato in borsa. La gente preferisce visitare il vecchio sepolcro vuoto piuttosto che quella cripta da Paperone estesa quanto una trentina di appartamenti.

Per carità, ha ragione il mio amico Frate Antonio Belpiede, portavoce dei frati, che l'oro ha sempre gremito le chiese e i culti, era il segno lucente della gloria divina. Ma nella Chiesa fatta da Renzo Piano non si respira il sacro, non si avverte il santo, non c'è spiritualità e religione. E un francescano medievale come Padre Pio non può finire in una roba asettica da Manhattan o nella riserva aurea di Fort Knox.
Così Padre Pio è scappato dalla sua tomba, disperdendo anche i suoi fedeli. Andatelo a cercare nelle campagne e nei silenzi assolati del sud, tra i poveri e nei ricoveri, nelle chiese agresti e nelle cattedrali antiche, nei corpi malati, nei cuori devoti e nei cieli gloriosi. Non lì, nella cripta d'oro. Non prendete la fede per il loculo.


Articolo di Marcello Veneziani


Massime e aforismi - Rita Levi Montalcini

Rita Levi-Montalcini

ll male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.


RITA LEVI MONTALCINI
Torino 1909 – Roma 2012
Neurologa e senatrice a vita italiana. Premio Nobel per la medicina nel 1986


martedì 9 febbraio 2016

Con ‘Il Re Leone’ torna il Carnevale a Scandale

Carro realizzato dai ragazzi dell’Oratorio San Nicola “Lo Scrigno dei Sogni”

SCANDALE lunedì 08 febbraio 2016
È carnevale, la gente ha voglia di ridere, scherzare, mascherarsi, dimenticare per qualche ora le difficoltà, i problemi, la crisi economica. A trascinare il corteo in una meravigliosa e allegra sfilata di Carnevale c’è il carro “Il Re Leone” realizzato dai ragazzi dell’Oratorio San Nicola “Lo Scrigno dei Sogni” della Parrocchia. Ad animarlo una tribù africana, ovvero gli autori di questa bellissima opera che rispecchia la creatività, la fantasia, la volontà e la passione che li contraddistingue da anni. Dopo la sfilata per le vie del paese, con il supporto dell’ Unitalsi di Scandale, si è conclusa la festa con i bambini, nei locali ove ogni domenica pomeriggio si svolge l’oratorio parrocchiale (cioè Villa del Condoleo) i ragazzi dell’animazione hanno fatto balli e giochi.

L’aria che si è respirata domenica 7 febbraio nelle vie di Scandale è stata quella di qualche anno fa, quando a dei meravigliosi artisti del paese, venne in mente di sostituire alle giornate carnevalesche fatte di bombolette di schiuma e scherzi di poco gusto, un giorno di carnevale che potesse riecheggiare nel tempo e che similarmente a quelli dei più famosi e sponsorizzati carnevali nazionali, potesse ripetersi con cadenza annuale. Per anni è stato così, ogni anno sfilavano tantissimi carri, poi la crisi economica, e una serie di vicissitudini hanno fermato questo trend, fino a quando, all’inizio del nuovo anno, in seno alla parrocchia per volontà del parroco Don Rino Le Pera, coadiuvato dalle suore, dal vice parroco Don Argemiro, e da numerosi laici che hanno individuato nella parrocchia il punto di ritrovo, di aggregazione, di crescita non solo spirituale, ma anche intellettuale e artistico, si è deciso di riprendere la tradizionale sfilata di carnevale. Quello che si è scatenato in seguito è incredibile, i ragazzi hanno lavorato tantissimo per realizzare in modo minuzioso una vera opera di creatività ed ingegno. L’amministrazione comunale di Scandale, e diversi imprenditori locali, hanno sostenuto questa iniziativa, a tutti va un grazie, con l’auspicio che questo sia solo l’inizio, e che in futuro tutta la popolazione si impegni per realizzare un carnevale ancora più grande.

Articolo di lunedì 8 febbraio della Redazione del sito Il Cirotano

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Il Carnevale della Parrocchia di Scandale

È carnevale, la gente ha voglia di ridere, scherzare, mascherarsi, dimenticare per qualche ora le difficoltà, i problemi, la crisi economica. I bambini si rincorrono, c’è Spiderman, c’è Minnie, c’è Elsa di Frozen, c’è l’Ape Maia, c’è Mercoledì, c’è l’ Indiano, c‘è l’Orsetto, c’è Cappuccetto Rosso, c’è la suora, c’è chi suona la chitarra, chi il bongo, insomma c’è di tutto… Ma a trascinare il corteo in una meravigliosa e allegra sfilata di Carnevale c’è il carro “Il Re Leone” realizzato dai ragazzi dell’Oratorio San Nicola “Lo Scrigno dei Sogni” della Parrocchia. Ad animarlo una tribù africana, ovvero gli autori di questa bellissima opera che rispecchia la creatività, la fantasia, la volontà e la passione che li contraddistingue da anni. Dopo la sfilata per le vie del paese, con il supporto dell’ Unitalsi di Scandale, si è conclusa la festa con i bambini, nei locali ove ogni domenica pomeriggio si svolge l’oratorio parrocchiale (cioè Villa del Condoleo) i ragazzi dell’animazione hanno fatto balli e giochi. L’aria che si è respirata domenica sette febbraio nelle vie di Scandale è stata quella di qualche anno fa, quando a dei meravigliosi artisti del paese, venne in mente di sostituire alle giornate carnevalesche fatte di bombolette di schiuma e scherzi di poco gusto, un giorno di carnevale che potesse riecheggiare nel tempo e che similarmente a quelli dei più famosi e sponsorizzati carnevali nazionali, potesse ripetersi con cadenza annuale. Per anni è stato così, ogni anno sfilavano tantissimi carri,poi la crisi economica, e una serie di vicissitudini hanno fermato questo trend, fino a quando,all’inizio del nuovo anno, in seno alla parrocchia per volontà del parroco Don Rino Le Pera, coadiuvato dalle suore, dal vice parroco Don Argemiro, e da numerosi laici che hanno individuato nella parrocchia il punto di ritrovo, di aggregazione, di crescita non solo spirituale, ma anche intellettuale e artistico, si è deciso di riprendere la tradizionale sfilata di carnevale. Quello che si è scatenato in seguito è incredibile, i ragazzi hanno lavorato tantissimo per realizzare in modo minuzioso una vera opera di creatività ed ingegno. La Domenica è stata la festa, che nonostante il tempo non eccellente, ha visto il paese scendere in strada con i bimbi e seguire “Il Re Leone”, ma i giorni precedenti, i giorni dell’attesa e della preparazione sono stati intensi. In un garage messo a disposizione, con grande generosità, da un imprenditore locale, si sono alternate oltre trenta ragazzi. Chi più, chi meno ognuno ha dedicato tempo e fatica affinché Scandale potesse nuovamente avere il proprio Carnevale. E mentre altrove gruppi di amici si incontravano al caldo nei pub, al ristorante, in pizzeria, in discoteca, per trascorrere insieme una bella serata, i nostri ragazzi si riunivano “nel garage” per completare questo o quel personaggio, per decorare Pumba e Timon, per dipingere il tronco dell’albero della vita, per fare i pon pon decorativi dei rami,per fare la zebra e la giraffa o per realizzare le foglie e le liane della giungla, perché tutto doveva essere perfetto, perché ogni cosa andava fatta con precisione e se qualcosa non piaceva, si rifaceva, nonostante si erano impiegate ore per realizzarla. Numerosi i curiosi durante i preparativi, e soprattutto tante le persone che chiedevano se si aveva bisogno di qualcosa. L’amministrazione comunale di Scandale, e diversi imprenditori locali, hanno sostenuto questa iniziativa, a tutti va un grazie, con l’auspicio che questo sia solo l’inizio, e che in futuro tutta la popolazione si impegni per realizzare un carnevale ancora più grande; ma l’ elogio più grande va ai ragazzi che hanno creduto di potercela fare anche quando erano sfiniti, anche quando la stanchezza li faceva ridere per non piangere, l’encomio va a loro perché con i modi di fare e di essere rendono questo paese capace di sorridere, di amare ma soprattutto di sperare, perché i sogni sono speranza, la vita è speranza e se la giungla in cui vive il leone è sinonimo di una società ormai spietata, questi nostri ragazzi hanno la forza e la fierezza uguale a quel “Re Leone” che domenica sette febbraio ha fatto sentire forte il proprio ruggito per le vie del paese!

Articolo su Crotone Informa di C. Masi


domenica 7 febbraio 2016

Scandale - Foto del Carnevale 2010

Il Carnevale di Scandale 2010 in alcune foto di Cesare Grisi



Il vestito di Arlecchino – Poesia di Gianni Rodari


Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.

Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.

Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.

Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”

GIANNI RODARI
Omegna 1920 – Roma 1980
Scrittore


Cosenza sotto la neve

Cosenza