domenica 25 febbraio 2018

Padrone e sotto - Nuovo libro di Ezio Scaramuzzino



Padrone e sotto

Ezio Scaramuzzino è nato a Scandale(KR) il 18 febbraio di tanti anni fa. Vive e lavora a Crotone.
Padrone e sotto, suo ultimo libro, è il seguito ideale di Violetta spensierata. È acquistabile in Internet sul sito ilmiolibro.it, oppure, spendendo molto meno, a Crotone presso l’edicola di Viale Gramsci 138, sul Lungomare, a qualche decina di metri da casa sua, tanto per intenderci, dove è reperibile anche Violetta spensierata. A chi è piaciuto il primo libro, penso, piacerà anche questo. Il prezzo è modico, come sempre, giusto per coprire le spese.
Scandale è un luogo geografico, nella provincia di Crotone, dove l’autore è nato ed è vissuto fino ai trent’ anni. Ma è anche il “paese dell’anima”, sul quale egli riversa l’onda delle sue emozioni. In questo volume lo sguardo dell’autore si amplia e fa di Crotone il punto di approdo della sua vita.


Scandale

La Parrocchia di San Nicola a Scandale in una foto di Carmine De Biase

Scorcio della chiesa dell'Addolorata a Scandale

Come eravamo

Calciatori di Scandale in una foto By Ros del 2008

Settembre 1941 - Quando bombardavano Crotone

I corpi di tre piloti inglesi. Il loro aereo fu abbattuto dalla contraerea di Crotone nel 1941

Oltre l'odio imposto dall'assurdità della guerra: quando la città di Crotone pianse la morte di tre giovani piloti inglesi che la stavano bombardando fino a pochi giorni prima.


Il suono dell'allarme, la corsa nei portoni e negli scantinati. E le luci, occorreva spegnere tutte le luci se non si voleva diventare bersagli. Una volta suonato l'allarme, era solo questione di minuti prima che iniziassero a piovere le bombe.
Era incredibile pensare come la città di Crotone fosse diventata un obiettivo primario in Calabria durante la Seconda guerra mondiale. Fino a qualche anno prima, Crotone era solo un paesotto affacciato sullo Ionio, un po' più grande rispetto agli altri centri del Marchesato e dotato di un porto importante. Poi arrivarono le industrie chimiche. E, con l'inizio del conflitto, le industrie situate poco a nord del centro cittadino producevano una serie di componenti fondamentali per gli esplosivi ed in generale per l'industria bellica del fascismo. Gli inglesi questo lo sapevano, ed i bombardamenti sulla città pitagorica iniziarono già nel dicembre del 1940, per poi proseguire con regolarità durante tutto il 1941.
Il mese di settembre di quell'anno, poi, fu particolarmente funesto. Un bombardamento nel primo giorno del mese uccise 14 operai della società Ammonia. Iniziò una fuga disperata dei crotonesi dalla città. I paesini arroccati sulle colline situate tra la città e la Sila erano di scarso interesse per i bombardieri britannici. La città iniziò a svuotarsi, tra la rabbia per la morte di quei 14 lavoratori e la paura di una vita sotto le bombe.
Il 4 settembre vi fu un nuovo bombardamento. La contraerea rispose al fuoco, colpendo un aereo inglese. I colpi lacerarono la parte centrale del Bristol Blenheim, che si spezzo in due e cadde tra il porto ed il centro cittadino. Per i tre piloti dell'equipaggio non vi fu nulla da fare. I loro corpi vennero recuperati integri, seppure orribilmente sfigurati.
Lewis Mond Parry, Jones I.E. e W. Wallace morirono così, a Crotone, lontani da casa loro, lontani dai loro villaggi in Galles, in Scozia, o chissà, dal verde Hertfordshire. Erano poco più che ragazzi, due di loro non avevano neanche vent'anni. Di fronte alla loro morte, i crotonesi dimenticarono i 14 morti di tre giorni prima. Dimenticarono mesi interi di bombardamenti, dimenticarono "l'odio" che avrebbe dovuto contrapporli agli inglesi. Rimase solo la pietà, la tristezza ed il dolore per tre giovani vite spezzate e finite lì, a 200 metri dal centro storico della cittadina, lontana dall'affetto delle loro madri o delle loro compagne. I funerali videro una partecipazione massiccia della popolazione crotonese rimasta in città, svolgendosi nel duomo cittadino con la benedizione del cappellano e l'onore delle armi: la città, commossa, diede loro l'ultimo saluto il 6 settembre del 1941.
Le loro salme riposano ancora lì, in una città che avevano bombardato, che non li conosceva ma che li pianse come pianse i suoi figli.

Dalla pagina Facebook Cannibali e Re


Massime e aforismi - George Orwell

George Orwell 

“La guerra non è fatta per essere vinta,
è fatta per non finire mai”


George Orwell
Pseudonimo di Eric Arthur Blair
Motihari 1903 – Londra 1950
Scrittore e giornalista britannico


sabato 24 febbraio 2018

Calabria - Poesia di Luigi Siciliani

Luigi Siciliani

Calabria

La strada sale, per le sue larghe svolte,
lungo i burroni. In mezzo alle petraie,
dove scintilla qualche gran di mica,
si levano gli abeti alti ed aguzzi,
tagliati nell'azzurro. In basso scroscia
l'acqua dei torrentelli e delle fonti.
Ed i cavalli vanno a passo lento,
agitando la loro sonagliera,
mentre li incita il vetturale e sferza
l'aria con la sua frusta che ne schiocca.
Di lontano si vede come nebbia
Cosenza antica, la città rupestre.
Dolce ascendere su per la montagna,
e poi fermarsi all'altipiano e udire
mugghio di vacche e tremuli nitriti
e dissetarsi con il bianco latte,
appena munto dentro i vasti secchi.


Luigi Siciliani
Cirò 1881 – Roma 1925
Scrittore, politico e giornalista italiano


Scandalesi sulla neve

Guerino Ritelli in una foto del 2015
Michele Lettieri in una foto del 2013