mercoledì 27 febbraio 2019

Massime e aforismi - Ennio Flaiano

Ennio Flaiano


“L’Italia è un paese dove sono accampati gli italiani”


“A causa del cattivo tempo la rivoluzione è stata rinviata a data da destinarsi”



Ennio Flaiano
Pescara 1910 – Roma 1972
Scrittore, giornalista e sceneggiatore


Teatro a Santa Severina

Castelfiaba - Santa Severina

2ª Edizione del Concorso di Poesia a Scandale

Auditorium della Scuola elementare di Via F.lli Bandiera


Scandale, la Pro Loco archivia la 2ª Edizione del Concorso di Poesia.


“Amuri”, è stato questo il tema scelto dalla Pro Loco di Scandale per gli alunni delle scuole primarie e secondarie inferiori. L’avvocato Adele Rizzuto, nella sua qualità di Presidente dell’Associazione, ha voluto segnare dall’anno scorso il primo percorso culturale all’interno delle scuole di Scandale, proprio durante l’anno scolastico.
La scelta del tema è maturata dalla convinzione che l’ “amuri” è necessario nel cammino della vita di ogni persona, fin dalla sua tenera età. Agli alunni è stato dato il compito di gareggiare tra loro, affinché incarnino sempre di più il nobile sentimento. Sentimento utile che bisogna darlo e riceverlo gratuitamente ai familiari, al prossimo, e al compagno/a di vita.
Il concorso è stato un invito agli alunni per poter esprimere cosa è l’ “amuri”, quanto è importante essere amati, essere insieme agli altri e condividere le gioie e i dolori. L’intento della Pro Loco è stato quello che i ragazzi si mettessero in gioco allo stesso modo, confrontarsi con i versi dei poeti studiati a scuola, e a comporre una poesia che parli soprattutto della propria esperienza. La giuria è  stata presieduta dalla prof.ssa Lucia Maiorino, già insegnante delle scuole medie di Scandale, dalla stessa presidente della Pro Loco, da Maria Paparo ed Elena Cosentini, da Carmine Barbuto ed Iginio Pingitore.
La manifestazione si è tenuta il 21 febbraio nell’Auditorium della Scuola elementare di Via F.lli Bandiera, presenti le insegnanti che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: Enza Rizzuto, Marcella Rizzuto, Gilda Trivieri, Lucia Polito e Marialuisa Artese. Un ringraziamento è stato rivolto all’ Amministrazione Comunale, a Pietro Cerrelli e Carmine Scalise, per essersi resi disponibili all’organizzazione. Hanno partecipato, lo scrittore Iginio Carvelli, e altri ospiti, Domenica Ierardi, Carmelo Ferrazzo e Antonio Trivieri, i quali hanno arricchito la serata recitando delle loro importanti poesie. Le poesie presentate dai ragazzi sono state 36, alcune delle quali sono state presentate dalle classi.
Il primo premio per i ragazzi della scuola elementare è stato attribuito a Maddalena Alfieri ed il secondo a Sabrina Coriale, mentre il terzo posto è stato assegnato ad una classe della stessa scuola.
Per la scuola media il primo posto è stato attribuito alla classe 3^ “A” con una poesia dal titolo “a mamma randa”. Il secondo alla classe 1^ “B“ (Corrado Nicolas, Liotta Chiara, Pavone Fedele, Raimondo Natalia, Riolo Giuseppe, Timpano Giosuè ), con la poesia “chissà forse nu juarnu”. Il terzo posto è stato attribuito alla classe 1^ “A” con “ sentimento senza tempo”.


Foto e articolo di Iginio Pingitore




domenica 24 febbraio 2019

La famiglia Crudo di Scandale nei documenti di Rossi Doria (anno 1955)

Cacciatori scandalesi in una vecchia foto dell'Archivio Aprigliano - L'ultimo a destra è Luigi Crudo


CRUDO LUIGI fu Nicola
Via Colle del Vento, 55

STORIA DELLA FAMIGLIA

Luigi appartiene a una famiglia numerosa di piccoli coltivatori e allevatori in proprio. Suo padre possedeva animali e prendeva in fitto notevoli superfici di terra da semina (fino a 30-40 tomolate) e i figli hanno lavorato con lui prima di sposarsi e si sono sposati tardi. I due fratelli maggiori sono, poi, emigrati in Argentina, dove attualmente vivono in un sobborgo di Buenos Aires. Gli altri sposati e vivono nella casa paterna oggi divisa tra tutti e dove vive anche Luigi in un sol vano con i suoi. Anche essi, come lui, sono assegnatari ed il più vecchio Santo ha avuto in assegnazione una delle cosiddette quote volontarie a scrivo (6) di quasi 16 ettari ed è lui che tiene in casa la vecchia madre novantenne.
Luigi si è sposato 24 anni fa con una prima moglie che subito gli morì, dalla quale ebbe, tuttavia, un figlio (Nicola) che ora ha 21 anni ed è partito soldato, preferendo la ferma lunga di marina di due anni. Egli tende evidentemente a distaccarsi definitivamente da casa e dall’agricoltura (frequenta, infatti, i corsi di meccanico motorista nella Marina).
Dopo tre o quattro anni dal primo matrimonio e due dalla morte della moglie, Luigi si è risposato con l’attuale moglie (Girimonti Rosa) dalla quale nel 1939 nacque il primo figlio che ha ora 16 anni ma si è conservato idiota come alla nascita ed ha costituito e costituisce un peso e una ragione di avvilimento per la famiglia. È seguita Filomena ora di 14 anni perfettamente sana e oggi di grande aiuto alla madre e Francesco di 11 anni, che tre anni fa ha perso un occhio a scuola per un pennino conficcatovi da un compagno, creando così una nuova ragione di avvilimento e di peso alla famiglia (l’occhio è stato diagnosticato affetto da cataratta traumatica forse operabile guaribile se si eliminerà lo stato di viritazione tuttora presente). Altri quattro figli sono tuttora bambini, tre femmine ed un maschio.
Luigi ha, quindi, esclusivamente sulle sue spalle il peso di una famiglia di 10 persone. Lui stesso non appare molto robusto ed i 48 anni pesano più che ad altri.
Nel 1946 comprò, a 5.000 lire al tomolo, le 21 tomolate alla Manca di Gorni di fronte al Bosco Ferrato, parte a contanti parte a debito. Ancora oggi si vanta del coraggio avuto e del credito di cui godeva e gode. Il fondo delle Manche è cespugliato, solo per pochi tomoli seminabile con poveri risultati ricco di olivastri e perastri: ne ha innestati alcuni, ha piantato ½ tomolata vigneto, ma utilizza principalmente il fondo, dove ha costruito, una casetta, per il pascolo degli animali. Avverso all’allevamento di pecore e vacche fin da quando era ragazzo, con quell’intento aveva appunto comperato il fondo.
Con la riforma ebbe in assegnazione la quota n°2 di San Leo vicina alla nazionale di 11 ettari, accidentata e adatta quasi esclusivamente al pascolo e la nuova terra ha confermato il carattere zootecnico della sua impresa.


Piccola parte del fascicolo dedicato a Crudo Luigi fu Nicola - Roma, Biblioteca “Giustino Fortunato”, Archivio Rossi-Doria, Scandale, vol. III. L’originale è di 11 pagine dattiloscritte.



I Mericani

Mericani - Foto di emigrati crotonesi in America nei primi anni del Novecento

Saluti da Scandale

Scandale - Cine Foto Audia


Capo Colonna – Il culto di Hera Lacinia

Capo Colonna - Crotone


CULTO DI HERA LACINIA IN CALABRIA

Nell'antica colonia achea di Kroton insieme al culto di Eracle, fondatore mitologico della città, e di Apollo, ispiratore della fondazione stessa, era molto sentito il culto di Hera Lacinia. Pochi chilometri più a sud della città, sul promontorio Lacinio, sorgeva il grande santuario dedicato ad Hera Lacinia, tra le più grandi aree sacre di tutto il mondo ellenico. Moglie e sorella di Zeus e regina tra gli dei, Hera veniva venerata come dea protettrice dei pascoli anzitutto, delle donne, della fertilità femminile, della famiglia e del matrimonio.
Nel VI secolo a.C. venne eretto un maestoso tempio dorico a 48 colonne, facente parte del monumentale Santuario di Hera Lacinia, che già prima era esistente e venerato in tutto il mondo greco. Nello stesso periodo il leggendario Milone, eroe pluriolimpionico ritenuto figlio di Eracle, fu nominato sacerdote del tempio di Hera Lacinia in segno dell'assoluta devozione che la città di Kroton aveva nei confronti del santuario e della dea venerata. Il santuario, uno dei più grandi e certamente più famosi di tutta la Magna Grecia, divenne subito il principale luogo di culto del versante ionico, meta di viandanti e navigatori provenienti da ogni dove pronti a pagare pegni votivi pur di ingraziarsi la potente dea. Nel IV secolo a.C. il Santuario di Hera Lacinia divenne sede sacra della Lega Italiota, voluta dalle città di Taranto e Crotone per difendersi dai continui attacchi delle popolazioni brettie. Durante gli scavi archeologici sul promontorio Lacinio, oggi chiamato di Capo Colonna, è stata rinvenuta una grossa quantità di ori, gioielli, vasi in terracotta e altri oggetti votivi che i pellegrini portavano in dono, tra cui il famoso Diadema Aureo e la misteriosa Barchetta Nuragica, che oggi sono custoditi presso il Museo Archeologico di Crotone, nella sala dedicata al Tesoro di Hera. Venerata dunque come dea protettrice dei vincoli familiari, la dea lacinia riceveva offerte di vesti finemente intessute da parte delle giovani donne prima del matrimonio. Una gran parte degli oggetti votivi rinvenuti nel santuario, proviene da luoghi lontani, come le isole dell'egeo, l'Anatolia, spesso dall'Africa mediterranea, il che rende l'idea della profonda diffusione del culto di Hera Lacinia.
Così la poetessa locrese Nosside, ricorda ed accompagna il suo personale dono alla dea lacinia : "Hera onorata, che spesso proveniente dal cielo guardi l'odoroso promontorio Lacinio, accogli la veste di bisso tessuta da teofili di cleoca con Nosside, figlia nobile". Diodoro Siculo racconta anche della consuetudine che avevano le donne crotoniati di piangere ogni anno la morte di Achille, mostrando così la loro partecipazione al dolore della madre Teti, colei che secondo la leggenda aveva donato le terre del sacro promontorio Lacinio proprio alla dea Hera.

Lilith Day, da Facebook – Calabria pagana


sabato 23 febbraio 2019

Chi era Santa Severina?

Giornata culturale a Santa Severina

Come eravamo

Ragazzi di Scandale in una foto del 2015

Massime e aforismi - Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe


“Chi sogna di giorno sa molte cose
che sfuggono a chi sogna di notte”



Edgar Allan Poe
Boston 1809 – Baltimora 1849
Scrittore statunitense


mercoledì 20 febbraio 2019

Massime e aforismi - Giuseppe Prezzolini

Giuseppe Prezzolini


“L’Italia potrebbe essere un grande Paese se potesse per cinquant’anni scomparire dalla carta geografica…per poi fare un bel giorno la ricomparsa nel mondo”


"Il cattolicesimo è stato il capolavoro dell'Italia, perché ha conservato il germe cristiano, che è negazione dello Stato, in una forma adatta alla realtà del mondo. Il cristianesimo, del resto, neanche i protestanti han potuto applicarlo in modo integrale. Il cristianesimo predica il perdono dei delitti, l'amore del nemico, la fraternità, l'eguaglianza, la pace universale, il possesso comune dei beni: questi sono i concetti di Cristo e con essi non si governa uno Stato"



Giuseppe Prezzolini
Perugia 1882 –Lugano 1982
Scrittore


Paesi di Calabria - Crotone

Panorama di Crotone in una foto di molti anni fa

Piazza Condoleo

Piazza Condoleo a Scandale in tre foto By Ros



domenica 17 febbraio 2019

Luca Vincenzo Simbari - A Venezia

Venezia in due quadri del pittore scandalese Nicola Santoro



A VENEZIA


Sei bella, Venezia,
che bella ti desti
dal fondo del mare,
in cui padrona ti specchi.
Il mare t'inargenta
e l'onda fugge;
il mio occhio mira e rimira,
mentre il silenzio mi parla.
Dolce è la visione, dolce il cammino!
Belle sono le onde là,
dove l'occhio incantato spazia.
Un'eco odo risalire dalle calle
e spandersi dolce per l'aere dal sapor di mare.
È voce amica che nel cuore penetra,
rimanendo a perenne ricordo.
Sono a Venezia che incanta e strega.



Luca Vincenzo Simbari






San Mauro Marchesato - Scandale


Paesi di Calabria

Cleto

Scandale - Piazza del Municipio

Diamante

Charles Pierre Baudelaire

Charles Baudelaire


“Il piacere ci logora. Il lavoro ci fortifica”


Non esistono che tre esseri rispettabili: il prete, il guerriero, il poeta. Sapere, uccidere e creare. Gli altri uomini sottostanno a imposizioni e a servitù, son fatti per la scuderia: per esercitare, cioè, quelle che si chiamano professioni


Charles Pierre Baudelaire
Parigi 1821 – Parigi 1867
Poeta francese



sabato 16 febbraio 2019

Come eravamo

L'Unione Sportiva Scandale in tre immagini di repertorio



Paesi di Calabria - Civita

Panorama di Civita (Cosenza)
Civita (CS) - Ponte del diavolo e Gole di Raganello
Civita (CS) 

Scandalesi a Roma

Foto di Giovanna Bitonti

Roberto Pecchioli - Festival di Sanremo



Il sistema di intrattenimento è il veicolo privilegiato per far passare i messaggi voluti dall’oligarchia dominante. Il recente festival della canzone di Sanremo ne è la dimostrazione. Almeno tre obiettivi conseguiti in un  colpo: sdoganare il genere musicale Trap, sotto i riflettori dopo la tragedia dei ragazzini di Corinaldo; inviare un nuovo segnale multietnico, multiculturale e multitutto con la vittoria imposta di Mahmood, cantante “moroccan pop”; far capire al popolaccio, alla plebe televisiva che la sua opinione non vale nulla, giacché la vittoria è stata decretata dagli “esperti” , vil razza dannata postmoderna, i quali sanno, comprendono e giudicano meglio di qualsiasi altro. Il televoto, parodia della democrazia, non conta, proprio come quello della scheda elettorale. Grazie di avercelo ricordato. […]


Abbiamo verificato a quale degrado hanno condotto le culture post Sessantotto, musicali, sociologiche, politiche. Eppure, nonostante tutto, si fondavano ancora su visioni del mondo, ideali, sia pure sbagliati, come quelli di Imagine dei Beatles. Che cosa sarà di questa nazione, di questa civiltà tra dieci anni, quando i figli di Sfera Ebbasta, J-Ax, dei Migos, Drake e degli altri protagonisti di oggi saranno le icone rispettabili di una sottocultura che si sarà fatta potere, sistema di vita, senso comune?  Per noi, colpevoli di non aver combattuto abbastanza, la generazione che ascoltò bambina le canzoni dei Nomadi con i testi di Francesco Guccini, belle voci, musiche di qualità, l’unica, amarissima consolazione è il titolo del primo memorabile album: noi non ci saremo. Grazie a Dio.


Roberto Pecchioli
Genova 1954 -
Giornalista e scrittore


Parte di un articolo del 14 febbraio 2019 del sito www.maurizioblondet.it

mercoledì 13 febbraio 2019

Massime e aforismi - Martha Rivera Garrido

Martha Rivera Garrido


“Sono meravigliose le donne. Per questo chiedo a Dio ogni giorno che mi liberi dal convertirmi in una di loro”



“Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive.
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente. Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così. Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro. Mai”



Martha Rivera Garrido
Santo Domingo (Repubblica Dominicana) 1960 -
Scrittrice e poetessa


C'era una volta Crotone

Crotone in alcune foto d'epoca


Foto da Scandale

La Chiesa di Condoleo a Scandale
Cartolibreria Orsino a Scandale

Panorama di Scandale in una foto di Carmine De Biase


domenica 10 febbraio 2019

Gino Scalise - Cronaca di Scandale


L’ultimo a destra nella foto è la Guardia campestre Saverio Scarà. L’altro signore in borghese è la Guardia comunale di Scandale Cizza Amedeo. I due in divisa sono Carabinieri in servizio nei paesi vicini.


Cronaca di Scandale


Scandale 24 gennaio
Ad iniziativa dell’Ente Sila, ramo assistenza sociale, è stato aperto a Scandale un corso di economia domestica e scuola di taglio, per figlie di quotisti. Il corso, che è diretto da due insegnanti all’uopo invitate e frequentato da parecchie diecine di ragazze, prevede (alla chiusura) ricchi premi per migliori qualificate.

………………………………………………………

I Carabinieri di Santa Severina hanno oggi tratto in arresto tale Santoro Giovanni di Nicola da Scandale di anni 38. Il Santoro, che ha ricevuto la sgradita sorpresa mentre lavorava sul cantiere scuola, è chiamato a scontare la pena di mesi diciotto di carcere inflittagli in una causa tenutasi alla Pretura di Santa Severina nel 1946, per oltraggio fatto alla guardia campestre Saverio Scarà.
Il poveretto, che ha a carico numerosa famiglia, ha espresso l’intenzione di avanzare domanda di grazia.


Non ho la data esatta di questo articolo pubblicato da Gino Scalise su Il Tempo di Roma che, probabilmente, è stato scritto nella seconda metà degli anni Cinquanta. Il Santoro, infatti, emigrò nel 1960 con tutta la famiglia a Pontassieve (Firenze) e non tornò più a Scandale.


Paesi di Calabria

Scilla

Soverato

Squillace

Scandalesi al circo

By Ros e famiglia al circo

Massime e aforismi - Charles Bukowski

Charles Bukowski


“Solo i pazzi e i solitari possono permettersi di essere se stessi. I solitari perché non hanno bisogno di piacere a nessuno, i pazzi perché di piacere a qualcuno, non gliene frega niente”


Charles Bukowski
Andernach 1920 – San Pedro, Los Angeles, California 1994
Scrittore e poeta statunitense di origine tedesca


sabato 9 febbraio 2019

Quando c’era la Casa di Carità

L'entrata di Villa Condoleo a Scandale in una foto del 2006



"Nessuno dopo di lui sarà in grado di mantenere viva l'opera da egli realizzata. Col tempo infatti, l'imponente stabile di Villa Condoleo, che per più di mezzo secolo ha costituito un punto di riferimento per l'assistenza e l'educazione giovanile, con particolare riferimento agli orfani, è andato via via a scomparire.
Al di là delle strutture e di vive testimonianze, ciò che resta è il ricordo di un’anima ardente e generosa di un prete innamorato della sua vocazione, anzi, di un prete pazzo, che ligio al mandato dell'amore, si incamminò verso la via del Signore.
Accanto al cancello della Villa Condoleo, dalla parte esterna ancora oggi c'è una grotta che costringe la gente a voltarsi ed accorgersi che la Casa che un tempo era pervasa da stridule voci infantili miste di allegria e tristezza, non è più viva e le strutture che col tempo si sono moltiplicate, proprio in quel luogo, in quell'ambiente, dove sembrava che anche Dio si fosse dimenticato degli uomini sono abbandonate... Al posto di una Casa che ha tanto accolto e amato c'è il silenzio. Pochi ricordano ciò che è stata Villa Condoleo, la luce che emanava da quel Colle da dove si dominava tutto il crotonese e da dove, a saperle ascoltare, risuonano ancora oggi le parole di Don Renato: "Non è possibile amare e dire di no! Bisogna continuare"


Filomena Simbari su Facebook


Paesi di Calabria - Cleto

Cleto - Chiesa del Santissimo Rosario