domenica 11 aprile 2010

Fra Mansueto: un monaco di Scandale del XVII° secolo.

La parrocchia di San Nicola di Scandale in una vecchia foto conservata da Ludovico Tallarico.

In una nota dello storico Tommaso Aceti alla ristampa, nel 1737, del libro di Gabriele Barrio, Antichità e luoghi della Calabria, si legge: “Scandale: patria di Mansueto, della famiglia Francescana Riformata, laico e notevole per santità”.

Di questo monaco, che era vivo nel 1648, le uniche notizie che abbiamo sono riportate in un’opera del sacerdote Domenico Martire, dove al capitolo XI, col titolo Dei Calabresi venerabili dell’Ordine di San Francesco d’Assisi, dice:


FRATE MANSUETO DI SCANDALE

Laico


“Fra Mansueto era un frate di gran carità, poverissimo, e dedicato allo spirito e all’orazione: fu più volte ritrovato in estasi nei conventi di Cutro e Corigliano. Qui, stando l’anno 1648, pubblicò nel Giovedì Santo, la pace fatta fra Don Giovanni D’Austria e il popolo di Napoli, e per quella posta venne scritta.

Un’altra volta corse grido di essere stato ucciso dai banditi, Francesco Campicchiano di Mesoraca, devoto di quel convento; andò Fra Mansueto a fare orazione, e andato in estasi, e poscia ritornato, disse che fosse vera la morte di colui, conforme già fu. Morì egli nel convento di Cutro, come aversi molto prima la sua morte predetta”.


Domenico Martire, La Calabria sacra e profana, vol. II°, Cosenza 1878, p. 392. L’autore ha preso le notizie da un manoscritto del Seicento, scritto da Paolo Gualtieri.