venerdì 26 marzo 2010

Il terremoto del 5 febbraio 1783 in Calabria

Terremoto del 1783 in un quadro conservato a Polistena, uno dei paesi colpiti.


Nel febbraio del 1783 tutta la zona tra Catanzaro e Reggio Calabria fu colpita, alle 12,50 del giorno, da uno spaventoso terremoto, pari al decimo grado della scala Mercalli che provocò 30.000 morti. Molte persone si salvarono perché si trovavano in campagna a lavorare. Naturalmente la scossa la sentirono anche a Scandale che però non subì alcun danno secondo i documenti dell’epoca.

Lo sconvolgimento idrografico provocò decine di paludi che infestarono tutta la zona di zanzare anofele, provocando altri cinquemila morti per la malaria. I cadaveri trovati sotto le macerie furono bruciati per paura di pestilenze.

Considerando i mezzi di trasporto del tempo e le difficoltà delle vie di comunicazioni, i soccorsi sono stati tempestivi. Il sovrano, Ferdinando di Borbone, inviò il conte Francesco Pignatelli, dotandolo di carta bianca, centomila ducati, viveri, medicinali e truppe. Arrivato a Monteleone (ora Vibo Valentia) si accampò sotto le tende dove rimase, ricordiamolo, per quattro anni: prima per i soccorsi, poi per la ricostruzione. Per reperire i fondi fu creata la Cassa Sacra, presieduta dallo stesso Pignatelli, che doveva liquidare e gestire i beni del clero calabrese.