domenica 18 dicembre 2016

Nuccio Coriale - Dove sono nato io

Capo Colonna (Crotone) in una foto di Giuliano Monterosso


Dove sono nato io

Sono nato dove è nato il vento,
dove l'alba è un tripudio di colori
e il profumo dei limoni arriva
accarezzato dalla brezza marina.
Sono nato dal grembo della primavera,
quando le perle di rugiada
esalano l'essenza dei gelsomini,
e pregna l'aria muta coi fiori d'arancio.
Sono nato nella Magna Grecia
dove influssi arabeschi
e calcoli Pitagorici di ipotenuse
hanno plasmato la mia gente:
mi cullavano il mare e le montagne
dove si confonde il vento di libeccio
con la tramontana, e i crepuscoli
precedono i racconti della luna.


Nuccio Coriale

Poesia pubblicata su Facebook

Il Poeta di origine calabrese Nuccio Coriale da Scandale (Crotone), con una convincente lirica, valorizza in un lontano ricordo, la Terra che gli ha dato i Natali- Scandale è un nome che deriva dal greco Antico e significa: “Trappola” in riferimento al “Legno della trappola, dove si attacca l’esca”- È un Comune in provincia di Crotone ed ha subito in passato, la colonizzazione Greca, facendo parte dell’antica Magna Grecia. Ha una città gemella, che porta lo stesso nome, nell’ isola di Lesbo - In realtà la lirica del “Coriale”, descritta con una intervallata melodia letteraria, comprende un apporto di panteismo, che va ad esaltare i toni della natura, con i suoi umori, dove ogni elemento fisico (vento, Limoni, brezza marina etc… etc), viene magicamente coinvolto - Un riferimento storico, si legge nella terza strofa, dove si parla di origini elleniche (colonizzazione greca, influssi arabeschi) e naturalmente, non poteva non essere citato Il grande Filosofo Pitagora, che Proprio a Crotone, istituì quella famosa scuola, dove nacque il famoso Teorema di Pitagora. Nuccio Coriale, si concede alla libertà di un sogno, facendosi cullare nella 4° strofa, dal mare, dal ricordo delle montagne, dal vento di libeccio, dalla tramontana e la maestosità dei tramonti, chiudendo il sipario poetico su una luna, che domina impassibile sull’ intero creato notturno, dove viene sottinteso un flebile romanticismo, fruitore della vita stessa e messaggero di antichi amori- I versi della poesia sono stati stilati, con eleganza letteraria e soprattutto con una metrica che lascia spazio al sogno, inclusa una lenta quanto garbata progressione, che attinge al profumo di una lontana rimembranza dell’Autore.


Articolo del critico d’arte Pasquale Solano