
martedì 8 marzo 2011
lunedì 7 marzo 2011
domenica 6 marzo 2011
Una pagina del Catasto Onciario di Scandale (1741)
Il Casale di Faraone nel territorio di Scandale, residenza estiva dei Principi Grutther (Greuther) di Santa Severina, in una vecchia foto conservata da Luigi Aprigliano.
ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI
CATASTO ONCIARIO di Scandale 1741 – 1743
vol. 7008, pagina 13
Noi sottoscritti Sindaco ed eletti dell’Università di questa terra di Scandale facciamo piena e indubitata fede, anche con giuramento e sotto pena del falso, come l’Illustre Signore Don Pier Mattia Greuther, Principe, Duca della città e Stato di Santa Severina, residente con casa e famiglia nella città di Napoli, possiede nel distretto del territorio di questa terra, promiscuo con quello della città di Santa Severina, i seguenti beni stabili e le seguenti entrate così feudali come burgensatiche e sono le seguenti.
CORPI FEUDALI
Lo svernaturo di Diastra.
Gabella detta Faraone.
Gabella detta Mandato, Brisi e Zoierà.
Gabella detta Valle della Paga.
Gabella detta
Gabella detta Cippodero.
Gabella detta Torrotio.
Gabella detta
Giardino di Corazzo.
Gabella detta Frappanticchio.
Gabella detta Piano del Conte.
Gabella detta di Covello.
Gabella detta
Quattro, sette porzioni della gabella detta di S. Domenica.
Gabella detta Santo Lione.
Gabella detta Condarcuri.
Gabella detta Falconiero.
Gabella detta Gullo.
Gabella detta Trincone nero.
Gabella detta Chiusa dei Martiri.
Gabella detta
Gabella detta Scandale Vecchio.
Gabella detta Palorchio manno.
Gabella detta Scandale
Gabella detta San Leo delli Gallucci.
Gabella detta
Vigna di Luccia.
CORPI BURGENSATICI
Vignale fu di Sculco
Vignale del Gramaro
Gabella detta Metà di Filittò
Quattro molini di Corazzo
SINDACO - Bernardo Orsini.
ELETTI - Nicola Contestabile e Giuseppe Oliverio.
CANCELLIERE - Aniello Vichi.
DEPUTATI - Magnifico Luca Francesco Orsini. Magnifico Lorenzo Massa.
Seguono: Giovanni Calamarà, Lionardo Carni, Bruno Matafone, Domenico Ioele.
APPREZZATORI - Pietro Domenico Masaraci e Giovanni Domenico Turrioti di Scandale. Giovanni Tomaso di Bona e Angelo Scigliano di San Mauro.
venerdì 4 marzo 2011
Unità d’Italia 1861-2011 – A Pontelandolfo non festeggiano

La strage di Pontelandolfo in un dipinto dell’epoca
Accanto alla storia ufficiale del Risorgimento, ve n’è un’altra, rimasta a lungo seminascosta perché giudicata poco rispettosa delle “patrie memorie”.
Nonostante le celebrazioni ufficiali “politicamente corrette”, è doveroso ricordare che per le popolazioni meridionali, il Risorgimento fu sostanzialmente una conquista militare, che peggiorò le condizioni sociali ed economiche e compromise fortemente ogni possibile sviluppo.
Pontelandolfo è un comune della provincia di Benevento. È noto per essere stato il
Il fatto resta certamente una delle pagine più oscure e controverse del nostro Risorgimento. Un episodio da vera e propria guerra civile. Il luogotenente del re, Enrico Cialdini, disse che di Pontelandolfo non doveva rimanere più pietra su pietra.
