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| Gesù |
“In quel lasso di tempo appare Gesù, uomo sapiente,
sempre che si debba definirlo “uomo”. Era infatti facitore di mirabilia,
maestro di uomini: di quelli che con diletto accolgono la verità. E molti ebrei
e molti dell’elemento greco [pagano] attraeva a sé.
Il Cristo lui era! E dopo che, su denuncia dei nostri notabili, Ponzio Pilato
l’ebbe condannato alla croce, perlomeno quelli che per primi gli si erano
affezionati non smisero. A costoro riapparve infatti [come]
vivo tre giorni dopo [la morte]: questo e miriadi di altre cose mirabolanti
su di lui avevano detto i divini profeti. E ancora adesso non ha smesso di
esistere la “tribù” dei “cristiani”, che da lui prendono il nome”
Giuseppe
Flavio
Yosef ben
Matityahu
(Giuseppe
figlio di Mattia)
Gerusalemme,
37 – Roma, 102 ca
Storiografo
di origini ebraiche
Cfr. Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche,
19.62-64, traduzione di Luciano Canfora. Federico Santangelo, Giusto Traina, Il
mondo dei Romani, Giulio Einaudi Editore s.p.a., Torino, 2024, p. 225
