domenica 25 gennaio 2026

Gesù, secondo l’ebreo Giuseppe Flavio

 

Gesù

“In quel lasso di tempo appare Gesù, uomo sapiente, sempre che si debba definirlo “uomo”. Era infatti facitore di mirabilia, maestro di uomini: di quelli che con diletto accolgono la verità. E molti ebrei e molti dell’elemento greco [pagano] attraeva a sé. Il Cristo lui era! E dopo che, su denuncia dei nostri notabili, Ponzio Pilato l’ebbe condannato alla croce, perlomeno quelli che per primi gli si erano affezionati non smisero. A costoro riapparve infatti [come] vivo tre giorni dopo [la morte]: questo e miriadi di altre cose mirabolanti su di lui avevano detto i divini profeti. E ancora adesso non ha smesso di esistere la “tribù” dei “cristiani”, che da lui prendono il nome”

 

Giuseppe Flavio

Yosef ben Matityahu

(Giuseppe figlio di Mattia)

Gerusalemme, 37 – Roma, 102 ca

Storiografo di origini ebraiche

 

Cfr. Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, 19.62-64, traduzione di Luciano Canfora. Federico Santangelo, Giusto Traina, Il mondo dei Romani, Giulio Einaudi Editore s.p.a., Torino, 2024, p. 225