mercoledì 31 agosto 2011

Un angolo di Scandale




Un angolo di Scandale in una foto pubblicata dal sito di Cesare Grisi




martedì 30 agosto 2011

domenica 28 agosto 2011

Gino Scalise - “Sui fiumi di Babilonia”




Passo della presentazione fatta da Gino Scalise a questo suo volume di poesie dal titolo “Sui fiumi di Babilonia”. Cento canti in terra straniera, pubblicato dalla Fasano Editore di Cosenza nel 1976.




“Sono cento e più liriche, espressione, spero accolta, di intuizioni, ricerche e visioni della vita e del fatto sociale che io vorrei ora donare anzitutto ai giovani che si preparano ad essere gli uomini di domani, agli adolescenti che, con ricchezze spirituali straordinarie, attraverso il sapere, s’apprestano ad ascendere i gradini decisivi della giovinezza. Si tratta probabilmente di voci fievoli, il cui silenzio assai a lungo durato le ha forse fatte ancora più deboli; ma la terribile penuria di valori nel mondo moderno, le ha rese, io penso, estremamente attuali, e la risoluzione di darle oggi alla luce s’è venuta allora facendo più meditata e responsabile, e forse anche più audace, affinché un ripensamento qualsiasi, altre volte avvenuto, non manchi il dono, pur modesto che mi accingo a fare.


Non v’è in questo, perciò, alcuna pretesa letteraria, bensì il desiderio di comunicare e dialogare con molti, con i giovani soprattutto, ripeto, partecipando l’itinerario d’uno di noi, in tal caso il mio, cosparso, come quello d’ognuno, di gioie e dolori, di ansie e speranze, sostenuto e guidato, però, da una luce ideale”.




venerdì 26 agosto 2011

Sagra del fico d’India a Scandale in un articolo di Rodolfo Bava




Il fico d’India: un’occasione di sviluppo?



Recentemente, un quotidiano del nord ha pubblicato un articolo dal titolo: “Il pane dei poveri diventa un tesoro. A San Cono, la capitale europea dei fichi d’India”. “Pane dei poveri” perché un secolo fa i fichi d’India rappresentavano il cibo quotidiano di molte famiglie. È una pianta originaria dell’America, introdotta, sia in Sicilia che in Calabria, dagli spagnoli. Tra le varietà: la gialla (la più diffusa), la bianca (la meno nota) e la rossa (o sanguigna, la più pregiata). A San Cono, in Sicilia, un paese di 350 abitanti, non vi è disoccupazione (veramente eccezionale per un centro del sud Italia), grazie alla coltivazione, su 1500 ettari di terreno, dei fichi d’India. Frutto che viene esportato in tutta Europa.


Bene, quindi, ha fatto la Pro Loco di Scandale ad organizzare, alcune settimane or sono, la “Sagra del fico d’India”. Un frutto poco apprezzato da alcuni di noi, pur essendo ricco di vitamine, proteine e zuccheri. Ma l’azione della Pro Loco dovrebbe essere coadiuvata dagli amministratori locali e dalla Regione Calabria, al fine di incrementare la facile coltivazione di tale pianta nei terreni collinosi e aridi della zona di Scandale, di San Mauro Marchesato e di Santa Severina. I fichi d’India, a San Cono, vengono trasformati finanche in meravigliosi liquori, dotati (sembra) di proprietà taumaturgiche ed in ottime e saporite marmellate. A Scandale esiste una ditta che fabbrica liquori. Un’altra esiste a Crotone. Perché (ci domandiamo) non cercano queste due ditte di trasformazione ad ottenere un liquore anche dai fichi d’India alla stessa maniera di qualche collega di San Cono?


L’intraprendenza, l’attivismo, la fantasia potrebbero portare ricchezza nella nostra provincia. I fichi d’India di Scandale, opportunamente valorizzati e commercializzati, potrebbero rappresentare un esempio per una sicura fonte di guadagno per gli abitanti non solo di Scandale, ma anche di quelli vicini.



Articolo pubblicato da “Laprovincikr” il 9 ottobre 2004.





giovedì 25 agosto 2011

L’alba sulle coste della Calabria




Tre foto By Ros scattate sulla costa di Isola Capo Rizzuto











mercoledì 24 agosto 2011

Il Santuario della Madonna di Polsi




Il Santuario della Madonna di Polsi è uno dei più noti centri mariani del meridione. Noto anche come Santuario della Madonna della Montagna, si trova presso la frazione di Polsi nel comune di San Luca, in provincia di Reggio Calabria.









martedì 23 agosto 2011

Scandale - 8^ Sagra del Fico d’India




Appuntamento a Scandale sabato 27 per la tradizionale Sagra del Fico d’India, che si tiene ormai da molti anni in questo paese del Marchesato crotonese. Grazie all’impegno degli organizzatori della Pro Loco, la Sagra sta riscuotendo un notevole successo.








lunedì 22 agosto 2011

domenica 21 agosto 2011

Giovannino Drammis




Sopra, Giovannino in una foto By Ros. Sotto, foto originale di scena (che ho comprato a Roma da un collezionista), scattata in una sala del palazzo Drammis durante le riprese del film “Il Brigante”.



Apprendo dai blog di Scandale la scomparsa di Giovannino: una persona per bene e molto educata. Qualche anno fa, l’ultima volta che sono venuto a Scandale, sono andato a trovarlo. Come al solito, approfittavo per fare qualche domanda sulla famiglia, e lui mi rispondeva con passione. Mi raccontava come i documenti e i libri dei suoi avi erano stati distrutti durante la lavorazione del film “Il Brigante”. Erano rimaste soltanto, in un vecchio album, una ventina di vecchie fotografie di amici dei baroni Drammis risalenti, molte alla seconda metà dell’Ottocento e alcune all’inizio del Novecento. Me l’ha regalate dicendomi: “Prendile, a te possono servire”.



Riporto di seguito, un articolo che avevo già pubblicato su questo blog nei primi mesi del 2010. Sono ricordi del film “Il Brigante” raccolti dal giornalista Giovanni Scarfò in un’intervista a Giovannino Drammis, fatta nel 1989.



“C’erano una volta le troupe cinematografiche (ci sono anche adesso beninteso, almeno fino a quando le sue emittenze planetarie lo consentiranno), ma non quelle che si vedono ad ogni angolo della strada, bensì quelle di una volta, quelle arcaiche, la cui presenza era motivo di grande festa, di curiosità, di meraviglia o di scocciatura per la gente del paese scelto come luogo di ambientazione del film. Ma la cosa più importante era che alla fine si faceva cinema, e tanto bastava per fare felici grandi e piccini: insomma il cinema non minava la possibilità di essere se stessi, anche dopo essere stati impressionati (al contrario, oggi, la possibilità di essere sembra subordinata al fatto di apparire in televisione: mi video, ergo sum).



Ciò nonostante è anche vero che molte troupe cinematografiche si comportano come Attila. Immaginiamocele un po’: un regista quasi sempre autoritario (si dice che chi fa il regista nasconda la sua pazzia, perché in realtà egli si crede Napoleone), attori inavvicinabili (anche le mezze calzette, anche quelle!), i tecnici quasi tutti Romani e come tali preoccupati, principalmente, di trovare un posto dove se magna bene (anche adesso, anche adesso!), e quando davano confidenza alla gente del posto lo facevano secondo la famosa scala dei valori italiani in base alla quale Roma è La Capitale, Milano Il Capitale, e il resto mancia. E, in effetti, per cercare di parlare normalmente con i suddetti bisognava essere don Chisciotte, anche perché qualche volta i fatti superavano le parole e superavano anche i limiti imposti dalla buona educazione.



Vicino al balcone che dà sulla piazza principale e sulle porte del salone vi sono ancora i forellini causati dalle piccole cariche che fingevano le scariche di fucile. Li abbiamo voluti conservare (continua Giovannino) per ricordare quella esperienza che è stata indimenticabile. Quasi tutta la gente del paese ha lavorato nel film come comparsa, ed è stata pagata mille lire al giorno. Anche io ho fatto la comparsa nella scena della rivoluzione (racconta la mamma di Giovannino), ma Castellani mi sembrava un tipo strano, non parlava quasi mai, e poi, io avevo l’impressione che non gli piacevano le donne. Castellani era davvero curioso (continua Giovannino) quando c’è stata la scena della rivoluzione, ha fatto distruggere la nostra biblioteca e tanti altri oggetti. Fortunatamente abbiamo salvato il pianoforte. Che brigante quel Castellani”.



Cfr. Settenote, anno 1, n°1, Associazione Culturale Jonica Editore, agosto 1989. Giovanni Scarfò, La Calabria nel cinema, Cosenza, Edizioni Periferia, 1990, p. 157.









venerdì 19 agosto 2011

Il cifrario di Cesare




Si narra che Giulio Cesare usava per le sue corrispondenze riservate un codice di sostituzione molto semplice, nel quale la lettera chiara veniva sostituita dalla lettera che la segue di tre posti nell'alfabeto: la lettera A è sostituita dalla D, la B dalla E e così via fino alle ultime lettere che sono cifrate con le prime come nella tabella che segue (che fa riferimento all'odierno alfabeto internazionale).


Chiaro.......A B C D E F G H .I J .K L .M N O P Q R S T U V W X Y Z


Cifrato.......D E F G H I .J .K L M N O P Q R S .T U V W X Y Z A B C


Prendendo come esempio la frase “Servono rinforzi” si otterrà il seguente messaggio:


Chiaro servonorinforzi


Cifrato VHUYRQRULQIRUCL


Il cifrario di Cesare prende il nome da Giulio Cesare, che lo utilizzava per proteggere i suoi messaggi segreti. Grazie allo storico Svetonio sappiamo che Cesare utilizzava in genere spostamento di 3 posizioni, ma è chiaro che per renderlo un po’ più difficile si possono spostare le posizioni a piacere.





giovedì 18 agosto 2011

martedì 16 agosto 2011

lunedì 15 agosto 2011

domenica 14 agosto 2011

venerdì 12 agosto 2011

Massime e aforismi - Leo Longanesi








“Vissero infelici, perché costava meno”



LEO LONGANESI
Bagnacavallo 1905 – Milano 1957


Scrittore, pittore ed editore


mercoledì 10 agosto 2011

A Cutro si rinnova la tradizione degli scacchi




Come avevo già scritto in un altro articolo di questo blog, Cutro diventò famosa nel 1575 a seguito di una vittoria in una sfida scacchistica, che si tenne presso la corte di Spagna, e nella quale il cutrese Giovanni Leonardo Di Bona (1552 – 1597), detto “il Puttino”, per la bassa statura, vinse monsignor Ruy Lopez, vescovo di Segura. Da molti anni, per ricordare l’evento si svolge nel mese di agosto una Partita a scacchi con personaggi viventi (150 figuranti in costume d'epoca che sfilano per le vie della città).







martedì 9 agosto 2011

La Casa di Carità ha un nuovo sito




Sopra, una delle tante foto scattate nei primi anni Sessanta, il giorno dell’inaugurazione di Villa Condoleo. L’ho presa dal nuovo sito della Casa di Carità di Scandale http://www.fondazionecasacarita.blogspot.com/




lunedì 8 agosto 2011

domenica 7 agosto 2011

La festa della Madonna di Condoleo nel 1955





Riporto di seguito la prima parte di un articolo del prof. Manlio Rossi-Doria sulla Festa della Madonna di Condoleo di Scandale, da lui seguita personalmente nell’estate del 1955. A destra, il quadro della Madonna di Condoleo.



A mezzogiorno spari in campagna e suoni di campane della chiesa madre per dare l’inizio alla festa. I contadini sono rientrati a mezzogiorno dalla campagna. Alle 7½ comincia la festa. Già dal pomeriggio la gente gira sulla piazza davanti alle bancarelle. Si vendono giocattoli, abiti, dolci. Le bancarelle sono una decina e davanti sono fermi i bambini, solo i bambini. Gli uomini passeggiano per il corso, le donne puliscono le case e si preparano per la domenica. I figli piccoli chiedono i soldi per le caramelle e per i giocattoli e i padri quando hanno i soldi glieli danno. Verso le 6 ha avuto luogo la prova delle illuminazioni e tutti si puliscono e si vestono, mangiano presto per andare all’incontro della Madonna.



Quando il pullman portando i musicisti è arrivato tutti si sono precipitati a vedere chi scendeva. I musicisti vengono da Fasano e dormiranno nelle famiglie di Scandale. Da questa mattina c’è nell’aria la festa. I contadini si sono ritirati all’una. Qualcuno anche più tardi. Fuori piazza, e nelle strade perpendicolari al corso non si sente la festa fino a colle del Vento, la vita cammina come gli altri giorni. Nelle case si sentono i preparativi per l’uscita, solo dentro e non per la strada. Alle 7½ la musica è passata per la chiesa per formare il corteo che andava a prendere la Madonna. Il corteo si formava poi realmente al Bar Paparo e dove aspettavano, motociclette, biciclette e 5 Ferguson. Poi l’Azione Cattolica femminile, poi quella maschile, la Casa di Carità e la musica, poi all’inizio uomini e donne separate. Poca gente era partita direttamente dal paese per andare a prelevare il quadro a Condolio. Dopo un po’ il corteo divenne una fiumara disordinata, uomini e donne, piccoli e grandi andavano avanti, senza preoccuparsi dei 2 carabinieri e del prete che volevano ordine. A un certo punto il corteo si fermò e tutti formarono gruppetti. Anche durante la processione, ognuno parlava dei fatti propri. Forse per il fatto che era buio, con le luci dei Ferguson e tutta questa gente che camminava in disordine, la processione aveva un tono di solidarietà, ma non aveva la caratteristica di una festa religiosa.



I musicanti non suonavano, nessuno cantava. I ragazzi dell’azione cattolica andavano loro soli a prendere il quadro della madonna al Santuario di Condolio. Ritornarono con lampioni accesi e nella notte era suggestivo. Il corteo si era riformato. Ferguson e motociclette per testa. Azione Cattolica femminile, Casa di Carità. Azione Cattolica maschile con quattro ragazzi che portavano il quadro e il popolo dietro. C’era molta gente allora. È uso difatti di venire incontro alla Madonna, di andarla a prendere o di aspettarla in chiesa o sulle porte o agli sbocchi delle strade laterali. I gruppi più importanti sono quelli: 1) quello che va a Condolio con la gente incontro. 2) Il gruppo che rimane al bivio dove si ferma la Madonna e dove il monaco fa la predica. 3) Quelli che stanno in chiesa.



Al ritorno ci fu un po’ di musica, qualche cantico intonato dall’Azione Cattolica. All’entrata del paese, la musica cominciò. Passando sotto gli archi illuminati la Madonna era guardata e a lei qualche donna mandava baci. La fermata al bivio fu la più importante. C’erano forse 1.500 persone. Ai balconi molta gente. La musica smise e intorno alla Madonna si raggrupparono tutti quanti. Il monaco parlò, male. L’arrivo della Madonna tra il popolo; spiegazioni dell’Ave Maria, tutti ascoltavano senza muoversi e fino alla fine. Quando il monaco chiese di gridare Viva Maria 3 o 4 persone gridarono. Poi parlò Don Renato. Alla fine cantò l’Ave Maria di Schubert un’artista venuta il pomeriggio. Iniziò due volte. I bambini volevano vedere e spingevano la prima fila. La musica non seguiva la cantante. Il maestro della fanfara cedette il posto al professore con i capelli lunghi e bianchi e così l’Ave Maria arrivò in porto. Tutti applaudirono. Il corteo poi si incamminò verso la chiesa.



In chiesa entrarono forse 20 uomini e tutto il resto era composto di donne vecchie, bambini e giovani dell’Azione Cattolica. La chiesa era per ¾ piena. Ci fu benedizione e tutti andarono a casa a cenare. Alle undici, i musicanti andarono sul palco e suonarono 2 pezzi d’opera. Molta gente era già tornata. La maggior parte dell’uditorio era composto di uomini. Erano forse un centinaio. Faceva freddo e tornarono alle loro case fermandosi ancora davanti alle bancarelle e alle cantine. Pochissimo spirito religioso. L’unico ad avere gridato Viva Maria che viene domani nella mia casa a Corazzo è il capo comunista Francesco Voce. Condolio è per loro un divertimento detto a carattere religioso, ma anche se veramente sono devoti alla Madonna, vogliono divertirsi e vedere cose non giornaliere.




Roma, ARCHIVIO ROSSI-DORIA, Notazioni ed appunti tratti dalle interviste agli abitanti di Scandale (1955), Volume II, fascicolo 9.



sabato 6 agosto 2011

L'ultima cena





Foto scattate da By Ros alla Sagra del Covatello di Scandale






venerdì 5 agosto 2011

La parola all’Oracolo di Delfi




Delfi è un’antica città della Grecia dove dal VII sec. a.C. vi si affermò il culto di Apollo. L’Oracolo, più volte saccheggiato, fu soppresso da Teodosio nel 390 d.C. Sopra, ruderi del Tempio.



Ti avverto, chiunque tu sia.


Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,


se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi


non potrai trovarlo nemmeno fuori.


Se ignori le meraviglie della tua casa,


come pretendi di trovare altre meraviglie?


In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.


Oh, uomo conosci te stesso


e conoscerai l’Universo degli Dei.



ORACOLO DI DELFI



giovedì 4 agosto 2011

Scandale - Proteste contro la Discarica di Santa Marina




Tre foto By Ros sulla protesta dei cittadini di Scandale in merito alla Discarica di amianto di Santa Marina.











mercoledì 3 agosto 2011

martedì 2 agosto 2011

Benvenuti a Scandale



Foto scattate a Scandale da By Ros, durante le riprese televisive di Video Calabria. Sopra, Paolo Marra con la responsabile della Pro Loco, Teresa De Paola. Sotto, un brindisi con Adriana Scaramuzzino.




lunedì 1 agosto 2011